Vinitaly, Parisi (Coldiretti Giovani): “Meno burocrazia e più credito per sostenere il vino dei territori”
A Verona il confronto sul futuro del comparto: export in calo del 3,7%, ma i giovani viticoltori rilanciano su innovazione, identità e nuovi modelli di consumo
VERONA – Il vino italiano cambia, i consumi evolvono e i giovani viticoltori chiedono strumenti concreti per restare competitivi. Dal Vinitaly arriva un messaggio chiaro: servono meno burocrazia, più accesso al credito e politiche capaci di accompagnare una generazione che sta già innovando il settore.
A lanciarlo è Enrico Parisi, delegato nazionale di Coldiretti Giovani Impresa e presidente della federazione di Cosenza, che ha moderato il talk “Tra successi e futuro del vino italiano” a Casa Coldiretti, nel cuore della 58esima edizione della manifestazione veronese.
«Continuiamo ad investire e ad innovare per una viticoltura che sia espressione dei nostri territori – ha dichiarato Parisi – ma è fondamentale ridurre la burocrazia e valorizzare l’impegno dei tanti giovani che presidiano le aree rurali e creano occupazione».
Export in calo, ma il sistema regge
Nel corso del confronto è emerso anche il dato sul rallentamento dell’export: nel 2025 il vino italiano ha registrato una flessione del 3,7%, con un fatturato complessivo di 7,78 miliardi di euro.
Un segnale che impone riflessioni, ma che non scalfisce il peso strategico del comparto, che conta circa 870 mila occupati e rappresenta una delle principali espressioni del Made in Italy nel mondo.
La sfida, sottolineano da Coldiretti Calabria, è mantenere competitività e sostenibilità senza comprimere la redditività delle aziende, soprattutto quelle guidate da giovani imprenditori.
Nuovi consumi, nuove strategie
Al centro del dibattito anche l’evoluzione dei consumi, sempre più differenziati tra generazioni e orientati verso qualità, identità territoriale e sostenibilità.
Un cambiamento che impone alle imprese vitivinicole nuovi modelli di comunicazione e investimento, in cui il vino non è più solo prodotto, ma racconto di storia, cultura e biodiversità.
Al confronto hanno preso parte, tra gli altri, il presidente della Regione Veneto Alberto Stefani, il presidente di Assoenologi Riccardo Cotarella, il coordinatore giovani Assoenologi Gabriele Valota, il professore di neuromarketing Vincenzo Russo e Roberto Costa. A chiudere i lavori il presidente di Coldiretti Ettore Prandini.
“I giovani al centro del nuovo modello”
Il messaggio finale è un manifesto generazionale.
«I giovani continueranno a promuovere l’Italia del vino – ha concluso Enrico Parisi – che si fa ambasciatrice di valori forti come storia, cultura, territorio e biodiversità. Vogliamo essere al centro di un nuovo modello capace di raccontare la resilienza e la capacità di investimento delle nuove generazioni».
Un cambio di passo che non riguarda solo il settore vitivinicolo, ma l’intero sistema agroalimentare italiano, sempre più chiamato a coniugare tradizione e innovazione per restare competitivo sui mercati globali.