Sanità, bomba su Cardiologia: «Pronta a traslocare da Rossano a Corigliano» | VIDEO
Nel giorno del riordino degli spoke, Straface scopre le carte: dopo Oncologia e Pneumologia, anche la Cardiologia nel mirino. Forza Italia si prende la regia, nel centrodestra scoppia la partita delle rivendicazioni
CORIGLIANO-ROSSANO – Alla fine la notizia più grossa non è nemmeno quella, già pesante, del trasferimento ormai avviato del Punto nascita da Corigliano a Rossano. La notizia più grossa di questa giornata concitata – 31 marzo che, ironia della sorte, è anche l’anniversario dell’istituzione del nuovo comune di Corigliano-Rossano – è decisamente un’altra. E rischia di cambiare davvero gli equilibri degli ospedali spoke della terza città della Calabria.
«Si lavorerà anche per il trasferimento della cardiologia, perché è una branca dell’area medica ed è giusto che venga allocata a Corigliano». È questa la vera bomba politica e sanitaria sganciata oggi pomeriggio nella segreteria politica dell’assessore regionale al Welfare e alle Politiche sociali Pasqualina Straface, a Corigliano Scalo, durante una conferenza stampa convocata ad horas insieme al coordinatore cittadino di Forza Italia Giuseppe Turano alla luce della nota ufficiale dell’Asp di Cosenza sulla nuova organizzazione dei due presidi.
Insomma, il riordino non si ferma a Ostetricia e Ginecologia verso Rossano e a Oncologia, Ematologia e Pneumologia verso Corigliano. Il disegno è più ampio, più politico, più definitivo. E dentro questo schema, rivendicato con estrema convinzione da Forza Italia, la Cardiologia viene indicata come il prossimo tassello da spostare nel presidio Compagna, insieme al resto dell’area medica.
Certo, bisognerà capire come, dal momento che la Cardiologia è direttamente connessa all’Unità di Terapia Intensiva Coronarica (UTIC) e, di riflesso, all’Emergenza/Urgenza (dislocata nel presidio di Rossano) e, quindi, alla necessità di avere una piattaforma dell’elisoccorso subito accessibile, di cui Corigliano non è dotata.
Nel frattempo, però, quanto detto dall’assessore Straface non è un dettaglio, non è una voce laterale, non è una sfumatura. È un messaggio chiarissimo. Perché se fino a ieri la riorganizzazione poteva ancora essere letta come un’aggiustatura tecnica resa necessaria dall’emergenza sicurezza per le partorienti e per i neonati, da ieri il quadro si è allargato in modo netto: c’è una regia politica che rivendica di avere preso in mano il dossier, di averlo chiuso e di volerlo portare fino in fondo. Con tanto di benedizione, neanche troppo implicita, del presidente della Regione e commissario ad acta alla sanità Roberto Occhiuto.
Punto nascita a Rossano: la genesi di un'esigenza
Pasqualina Straface, del resto, non ha usato giri di parole. Ha ricostruito la genesi della vicenda tornando a oltre un anno fa, quando – ha spiegato – «furono proprio i ginecologi del presidio ospedaliero di Corigliano, insieme alle ostetriche, a inviare una lettera al direttore generale dicendo di non sentirsi più in sicurezza», perché con l’uscita della chirurgia dal Compagna erano venuti meno anche il centro trasfusionale e la rianimazione. Da lì, secondo l’assessore, non si è fatto nulla per troppo tempo, anche per l’attesa del nuovo ospedale della Sibaritide. Ma, ha tagliato corto, «salvare le vite umane non ha tempo».
È qui che Straface prova a spostare l’intera narrazione e, insieme, compie un’altra operazione: smentisce la versione di una politica che dovrebbe rimanere fuori dai giochi (fortissimo, a proposito, il corsivo di ieri dell’Eco dello Jonio che puoi leggere qui). Anzi, rivendica la scelta della politica in questo particolare contesto. «Noi come Forza Italia – dice e scandisce – abbiamo lavorato in silenzio. Abbiamo incontrato il commissario De Salazar più volte e abbiamo cercato di mettere nero su bianco quella che è la riorganizzazione dell’area medica e di quella chirurgica dei due ospedali». Quindi, altro che spettatori o fuori dai giochi: la politica c’è e come in questo gioco di poteri e ha pure deciso la riorganizzazione dei presidi. Punto.
Forza Italia si prende tutto il merito della riorganizzazione
La conferenza stampa odierna, quindi, non è stata convocata per commentare una nota dell’Asp, ma per mettere il timbro politico su una scelta che è – per quanto sostenuto da Straface e Turano – una scelta netta di Forza Italia, che se ne prende pubblicamente tutto il merito. E lo fa lasciando intendere che, senza questa pressione politica, si sarebbe rimasti impantanati tra decreti, atti attuativi, blocchi, revoche, sopralluoghi e retromarce.
«Oggi si è fatto chiarezza – ha precisato a riguardo Giuseppe Turano – ed è un bel punto di partenza, perché finalmente si dà attuazione a quello che prevedeva il DCA Scura». Anche lui ha provato a sgomberare il campo dalla retorica del dualismo cittadino: «Non c’è nessuna battaglia di campanile, nessuna guerra tra Corigliano e Rossano, tra Giannettasio e Compagna». Ma la frase che più conta arriva subito dopo: «C’è semplicemente la presa di posizione chiara della politica». E ancora: «Abbiamo inteso sostenere la tesi di chi vuole che ci sia un equilibrio tra questi due presidi».
Il dualismo politico con Fratelli d'Italia
Qui, però, si apre il terzo fronte, quello politicamente più scivoloso: la guerra fredda intestina al centrodestra. Perché se da un lato Forza Italia ieri e anche stamattina ha alzato al massimo la bandiera del risultato, dall’altro è impossibile non leggere in controluce il gioco delle altre forze della coalizione. E il riferimento è soprattutto a Fratelli d’Italia, che in queste ore ha dato prova di una linea tutt’altro che compatta.
Da una parte il circolo cittadino dell’area Corigliano aveva sì sostenuto la necessità della riorganizzazione, ma chiedendo «chiarezza, coerenza e concretezza» e sottolineando che, sul percorso inverso, cioè sui trasferimenti da Rossano verso Corigliano, «non emergono allo stato gli stessi elementi di concretezza». Una posizione prudente, quasi guardinga, che metteva le mani avanti. Dall’altra, il coordinamento cittadino di Corigliano-Rossano ha invece salutato con soddisfazione la nuova organizzazione dello spoke, parlando di scelta giusta e di direzione condivisa. Insomma: dentro lo stesso partito si registrano accenti diversi, quasi due linguaggi distinti, uno più cauto e uno pienamente allineato.
Forza Italia questo lo ha colto benissimo. E infatti Turano, messo di fronte al tema di un possibile difetto di comunicazione nel centrodestra, ha risposto con una frase che, letta bene, è più politica di quanto sembri: «Io ovviamente non sono dentro Fratelli d’Italia, ma immagino che nell’ambito di una coalizione di centrodestra la linea sia unitaria. Mi fa molto piacere che sia uscito un comunicato di Fratelli d’Italia che avalli la nostra posizione». Quel “nostra” pesa. Pesa molto. Perché nella frase successiva il consigliere-coordinatore affonda con eleganza, ma affonda: «Forse in questo momento la posizione di Forza Italia è uscita con maggiore forza in città, perché è uscita sia tempisticamente prima ma poi è uscita con una voce corale». Tradotto dal politichese: noi l’abbiamo portata a casa, gli altri si sono accodati e senza nemmeno dimostrare unità.
Tutto questo mentre – al netto delle questioni sanitarie – rimangono sullo sfondo, all’orizzonte, forse non troppo lontano, le prossime elezioni amministrative. Quelle del (sicuro) post Stasi, alle quali il centrodestra, che in città è storia politica, dovrà ritrovare convergenza per una proposta alternativa unitaria. Ma se queste sono le premesse, ci sarà da divertirsi. Sul serio!