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La Calabria del nord-est non è periferia di nessuno

7 minuti di lettura

CORIGLIANO-ROSSANO - Quando si parla di infrastrutture non si parla di orgoglio ferito, ma di chilometri, tempi di percorrenza, bacini d’utenza, scelte strategiche. Si parla di cronometro, appunto. E soprattutto si parla di rispetto per un territorio che non accetta più di essere trattato come appendice di decisioni prese altrove.

Nel nostro articolo di ieri (LEGGI QUI) abbiamo sostenuto, dati alla mano, che oggi l’aeroporto di Crotone non rappresenti lo scalo naturale della Sibaritide-Pollino. Non per ostilità, non per campanilismo, ma per una constatazione semplice: i flussi reali di mobilità della Calabria del nord-est non convergono sull'aeroporto Sant’Anna. Non lo dicono gli slogan. Lo dicono gli spostamenti quotidiani delle persone.

Abbiamo ricevuto una replica articolata dal Comitato Cittadino Aeroporto Crotone, che pubblichiamo integralmente perché il confronto pubblico non ci spaventa e non lo abbiamo mai evitato.

Ma una cosa va chiarita prima di entrare nel merito: difendere la Sibaritide non significa attaccare Crotone. Significa rifiutare l’idea che la Calabria del nord-est debba sempre adattarsi a infrastrutture pensate altrove, senza che nessuno si interroghi sulla loro reale funzionalità per questo territorio.

Se oggi Crotone non è lo scalo di riferimento della Sibaritide, il problema non è una narrazione “comoda”. È una rete incompleta, una ferrovia frammentata, una SS106 mai finita verso sud (o verso nord, rispetto da dove la si guardi), una mancata integrazione treno-aereo. È una questione strutturale, non retorica.

Per questo pubblichiamo di seguito la replica del Comitato Cittadino Aeroporto Crotone e, a seguire, la controreplica del direttore Marco Lefosse. Perché il dibattito è legittimo. Ma la realtà della Calabria del nord-est non è negoziabile.


 

Egregio Direttore, letto il vostro articolo ci siamo sentiti in dovere di replicare allo stesso. Infatti, nel vostro recente articolo che sostiene quanto l’aeroporto di Crotone non rappresenti lo “scalo naturale” per la Sibaritide merita una risposta chiara, perché rischia di consolidare una narrazione comoda ma profondamente distorta.

Basta scaricare le responsabilità sulla geografia

Attribuire alla distanza o ai tempi di percorrenza la presunta “innaturalità” dello scalo crotonese è un esercizio retorico che ignora la realtà: non è la geografia ad aver fallito, ma la politica e la programmazione infrastrutturale.

Per anni: non si è mai assistito a una mobilitazione forte e continua dei Comuni della Sibaritide per ottenere collegamenti rapidi verso Crotone; non si è costruita alcuna vera strategia intermodale treno-aereo; si è accettata passivamente una condizione di isolamento, salvo poi lamentarsene.

Oggi si usa il cronometro come alibi, dimenticando decenni di inerzia.

La ferrovia ionica: una modernizzazione a metà

È sotto gli occhi di tutti che i lavori di ammodernamento ed elettrificazione della linea ionica siano stati affrontati con una logica frammentata: grande attenzione ai tratti intorno a Sibari; cronica lentezza e rinvii verso il basso Ionio e Crotone.

Ancora più grave: nel dibattito pubblico si è arrivati perfino a ipotizzare di limitare l’elettrificazione a Rossano, rimandando sine die il completamento verso Crotone.

Una visione miope che ha trasformato un’infrastruttura strategica in un eterno cantiere, senza reali benefici per i cittadini.

L’assurda tentazione: “facciamoci un aeroporto nostro”

E qui emerge la proposta più sconcertante: la rivendicazione di un “aeroporto della Sibaritide”.

Un’idea che appare più come uno slogan politico che una soluzione concreta.

Perché è necessario dirlo senza ambiguità: Un nuovo aeroporto non risolverebbe il problema dei trasporti; Non accorcerebbe le distanze interne; Non compenserebbe una rete ferroviaria lenta e incompleta; Non sostituirebbe l’assenza di collegamenti veloci su gomma e rotaia.

Si trasformerebbe invece, con altissima probabilità, in: uno spreco colossale di denaro pubblico, una cattedrale nel deserto, l’ennesima infrastruttura sottoutilizzata in una regione che fatica già a sostenere gli scali esistenti.

La Calabria non ha bisogno di più aeroporti, ma di collegamenti migliori verso quelli che già esistono.

Il vero nodo: mobilità moderna, non duplicazioni

Il punto centrale che il comunicato evita accuratamente è questo: Servono treni più veloci e frequenti; Serve elettrificazione completa e senza compromessi; Servono strade sicure e scorrevoli; Serve integrazione reale tra ferrovia e trasporto aereo.

Non nuove bandierine territoriali da sventolare in conferenza stampa.

Continuare a sostenere che Crotone “non sia naturale” per la Sibaritide senza citare: le mancate battaglie politiche locali, i ritardi storici sulle infrastrutture, le scelte discutibili sulla ferrovia, e la pericolosa illusione di un nuovo aeroporto, significa raccontare una verità parziale.

E le verità parziali, quando diventano narrazione dominante, non aiutano i territori: li condannano all’immobilismo.

Distinti saluti,

Il direttivo
Comitato Cittadino Aeroporto Crotone
 


Che Crotone non sia (più) l’aeroporto di riferimento della Sibaritide non lo diciamo noi ma lo dicono i numeri, le cifre, gli spostamenti che ogni giorno avvengono da e verso la Calabria del nord-est. Non ci risulta che la “massa” di pendolari a media/lunga percorrenza della Sibaritide-Pollino scelga lo scalo di Sant’Anna per i suoi viaggi. Basterebbe questo a chiarire, circoscrivere e chiudere la polemica.

Ma andiamo in fondo, facciamo i conti con la realtà. Non fosse altro per dare onore alla verità. Parliamo dei numeri. E i numeri, al netto delle scelte della politica (che influiscono sulla qualità della vita dei cittadini) – dicevo – confermano quanto scritto nell’articolo di ieri. Non più tardi di qualche settimana fa scrivemmo, anche, che se domani l'aeroporto di Crotone dovesse chiudere o al massimo ridimensionarsi come piattaforma ProCiv (per i canadair, per intenderci) la colpa sarà esclusivamente di quella classe politica e sociale che non ha capito che il bacino d'utenza che avrebbe potuto far decollare Crotone sarebbe stato proprio quello della Sibaritide. E si badi bene, quando si parla di Sibaritide, non si intendono i comuni o i territori appena a nord del confine territoriale della Provincia di Crotone! Si parla di Corigliano-Rossano, si parla dell’Arberia e della Sila Greca, si parla della Piana da Cassano Jonio a San Marco Argentano, si parla di tutti i territori del Pollino costiero.

Allora, la grande domanda da porsi, prima di fare il processo al (presunto) “non fatto” nella Sibaritide, è perché a Crotone si è spinto - ad esempio - su una nuova strada a 4 corsie verso sud, verso Catanzaro, invece che impegnarsi per il più logico e normale collegamento verso nord, verso Sibari e il resto d'Italia? Ritengo sia stata una scelta scellerata e senza alcun senso. Ma davvero si può credere che da Sibari si possa arrivare a Crotone per prendere un aereo (non competitivo) se con lo stesso tempo di percorrenza che occorre per raggiungere il Sant'Anna, da qui si arriva comodamente a Pontecagnano/Salerno (con la stessa offerta di Crotone) a Bari o addirittura a Napoli dove c'è una vastità di scelte senza limiti?

Ma andiamo più a fondo, andiamo alle cosiddette “mobilitazioni forti e continue” che al di qua del Nicà non sarebbero state fatte per ottenere collegamenti rapidi verso Crotone. Ebbene, anche qui, la verità credo gridi vendetta. Perché, dal fronte crotonese, non abbiamo sentito una voce di sostengo, che sia una, per la realizzazione della “lunetta” ferroviaria di Sibari. Non abbiamo sentito una voce, anche fievole, a sostegno del nodo ferroviario di Tarsia. Non abbiamo sentito nemmeno un sibilo rispetto alla necessità di ammodernare la Statale 106 da Gabella a Sibari. Non abbiamo sentito nemmeno un rumore, se non di scherno, a sostegno dell’attivazione della stazione di Isola Capo Rizzuto per il traffico passeggeri a servizio dell’Aeroporto Pitagora proprio per consentire collegamenti facili e veloci con la Sibaritide. Nulla. O se ci sono stati la loro eco non è arrivata fin qui.

E a proposito dello scalo ferroviario di Isola Capo Rizzuto, che dista appena 4 km dall’aeroporto, abbiamo registrato come la nostra proposta, lanciata dalle pagine del nostro giornale con tanto di sottoscrizione, sia stata liquidata, dalla stessa politica, con questa precisa frase: "È un'operazione difficile da attuare perché la stazione ferroviaria di Isola C.R. non è uno scalo passeggeri". Puff, stop, basta. E fu sempre da qui, da Sibari, che mettemmo in guardia sulla possibile distrazione dei fondi necessari alla realizzazione della banchina passeggeri, lato Statale 106, nella stazione di Crotone.

Certo, una volta realizzata la nuova SS106 Kr-Cz bisognerà trovare davvero la tesi più forte del mondo per mantenere in vita uno scalo aeroportuale che, di fatto, ad oggi, è senza bacino d’utenza e che si troverà a meno di un’ora di distanza dallo scalo regionale di Lamezia Terme. La soluzione? Adesso. Impegniamoci subito, tutti, affinché lo Stato metta sul tavolo i 5,166 miliardi di euro che servono per il completamento della Statale 106 a sud di Corigliano-Rossano fino a Crotone; impegniamo tutti e subito affinché domani, quando riaprirà la ferrovia jonica, venga “convertito” lo scalo di Isola Capo Rizzuto a stazione passeggeri e venga istituito un collegamento veloce, un treno shuttle, con Sibari, in coincidenza con i voli del Sant’Anna (affinché un pendolare non sia costretto a fare il viaggio nel viaggio!); impegniamoci tutti e subito affinché venga realizzata la lunetta ferroviaria di Sibari (perché il problema non è se domani un treno Frecciarossa possa arrivare a Corigliano-Rossano ma se possa arrivare a Crotone!); impegnamoci affinché il Governo si ravveda sulla necessità di modificare il progetto dell'Alta Velocità "dirottandolo" verso la Valle del Crati così che domani anche Crotone possa ambire a poter viaggiare su un treno veloce; impegniamoci con più vigore affinché si possa realizzare la bretella ferroviaria fino all'Aeroporto Sant'Anna (perché di progetti impossibili oggi proprio non ce ne sono). Impegniamoci tutti e subito. Perché è davvero ingeneroso buttare la croce solo sulla gente della Sibaritide, quali colpevoli di inerzie e battaglie mai fatte, quando lungo la costa jonica siamo tutti “dei mali patuti” e il gene sibarita, nella declinazione peggiore, pare abbia colpito tutti, nessuno escluso.

Diversamente, è normale che se Crotone sceglie di guardare strutturalmente a Catanzaro/Lamezia; da questa parte saremo costretti a ripescare – a ragion veduta e per autotutela - a vecchie battaglie di autodeterminazione territoriale come l’aeroporto di Sibari. Nessuno - da questa parte - vuole che l’Aeroporto di Crotone chiuda ma è anche vero che noi a Crotone dobbiamo pure arrivarci in qualche modo. E oggi la città di Pitagora da Sibari è un orizzonte lontanissimo.


Marco Lefosse

Redazione Eco dello Jonio
Autore: Redazione Eco dello Jonio

Ecodellojonio.it è un giornale on-line calabrese con sede a Corigliano-Rossano (Cs) appartenente al Gruppo editoriale Jonico e diretto da Marco Lefosse. La testata trova la sua genesi nel 2014 e nasce come settimanale free press. Negli anni a seguire muta spirito e carattere. L’Eco diventa più dinamico, si attesta come web journal, rimanendo ad oggi il punto di riferimento per le notizie della Sibaritide-Pollino.