Gianni ed i suoi cani, la dignità semplice di un uomo che non ha mai smesso di sorridere
Una storia particolare di integrazione e sacrificio raccontata in presa diretta

CORIGLIANO-ROSSANO - Lo abbiamo incontrato su una panchina, vicino all’oratorio. Era seduto tranquillo, circondato da alcuni dei suoi cani, con lo sguardo sereno di chi nonostante tutto non ha perso la gentilezza. Con educazione ci ha chiesto una bottiglietta d’acqua e un capo di abbigliamento per affrontare i prossimi giorni.
Lo chiamano tutti “Gianni”, anche se non è il suo vero nome. È un uomo di mezza età, arrivato dall’Est Europa con la speranza di costruirsi un futuro. La vita, però, lo ha condotto altrove: un intreccio di burocrazia, difficoltà economiche e sfortuna lo ha spinto in strada. Al Nord ha trovato solo freddezza e costi insostenibili. A poco a poco è arrivato a Schiavonea, dove invece ha scoperto la forza silenziosa della solidarietà.
Oggi vive in un casolare arrangiato, insieme a un piccolo gruppo di cani che lo accolgono festosi ogni volta che rientra. All’inizio i loro abbai avevano creato qualche malumore, ma col tempo i residenti hanno imparato a conoscere quella compagnia rumorosa come un segno di affetto, e non di disturbo.
Gianni non chiede mai troppo: qualche euro, un panino, un paio di scarpe. D’inverno sopravvive grazie alle coperte e ai maglioni che i cittadini gli portano. Lui ricambia sempre con un sorriso, con una parola gentile, con la dignità di chi affronta la difficoltà senza rancore.
«Sono arrivato in Italia per cercare fortuna» ci racconta con voce calma. «Ma le cose sono andate diversamente. Qui, però, ho trovato persone che mi hanno dato una mano. Non ho smesso di sperare in una vita migliore.»
La sua è una storia di integrazione diversa, fatta di incontri quotidiani, di piccoli gesti e di una comunità che ha imparato a prendersi cura di lui. Una storia che ci ricorda come, dietro ogni volto incontrato per strada, ci sia sempre un cammino di umanità.