11 ore fa:Musica e formazione a Corigliano-Rossano: giovani artisti a lezione con Pierdavide Carone
14 ore fa:Scuola, Caloveto ottiene 848mila euro per l’efficientamento energetico
11 ore fa:Definizione agevolata, già 750 richieste a Corigliano-Rossano: «Occasione da non perdere»
13 ore fa: Odissea 2000 e banco alimentare insieme per la 32esima stagione
12 ore fa:Il Consiglio Provinciale ha approvato l’estinzione anticipata di 4mutui CDP
14 ore fa:Il Città di Corigliano Rossano fa l’impresa: la salvezza è tua
12 ore fa:Castrovillari, il piccolo Domenico Filardi conquista il podio nella Promo Race Cup
13 ore fa: Jesse Nosakhare John riscrive la storia dell’atletica calabrese: battuto dopo 37 anni il record regionale del disco
13 ore fa:Ancora un incidente a Mandatoriccio: un ferito grave e traffico in tilt
10 ore fa:Futuro Nazionale si presenta a Cosenza, tra i nomi spunta Giovanni Dima

Manoccio scrive a Schlein per la liberazione di due madri e due figlie da una prigione libica

1 minuti di lettura

ACQUAFORMOSA - Quattro camerunensi, due mamme e due figlie, sono tenute prigioniere in Libia. I rispettivi mariti, ospiti del progetto Sai promosso dall'Associazione "Don Vincenzo Matrangolo" di Acquaformosa, sono disperati. Alla luce di queste notizie, il presidente, Giovanni Manoccio, ha inviato questa mattina una missiva alla Segretaria del PD Nazionale, Elly Schlein, chiedendo «un immediato intervento affinché si possa risolvere velocemente la questione».

Nel documento è scritto: «Sono Giovanni Manoccio, Presidente dell'Associazione Don Vincenzo Matrangolo di Acquaformosa (CS), da 15 anni operiamo nel campo dell'accoglienza con i progetti SAI. Mi rivolgo a Lei, sapendo di trovare una interlocutrice attenta ai diritti dei più deboli, come lo sono tutte le persone che accogliamo, che fuggono dalla fame, dalle guerre, dalle torture, e che solo per miracolo riescono ad arrivare in Italia e in Europa, in una roulette russa che non fa sconti. Da novembre abbiamo in accoglienza 2 nuclei monoparentali provenienti dal Camerum, un padre con una bimba di 4 anni e un altro padre con un bimbo di 2 anni. Venerdì i nostri accolti si sono rivolti all'assistente sociale e alla psicologa del nostro progetto di accoglienza, per informare che entrambe le loro mogli, e le loro rispettive due figlie, sono state prelevate dalle milizie libiche e portate in una delle carceri libiche».

«I mariti hanno ricevuto una richiesta di riscatto dai libici, senza il pagamento del quale le mogli e le figlie non verranno liberate. In questi giorni abbiamo segnalato il caso a diverse organizzazioni umanitarie, anche grazie al supporto del Progetto Sciabaca-Oruka di ASGI. Come certamente saprà, nell'inferno delle carceri libiche, pochi o nessuno hanno la possibilità di intervenire, ma davanti a questo ennesimo dramma umano, non possiamo lasciare nulla di intentato. Per tale ragione mi rivolgo a Lei, affinché si possano attivare altri e diversi canali, per provare a trovare una soluzione e salvare la vita di queste persone. Ai due giovani mariti, impotenti rispetto agli eventi, stiamo garantendo il massimo supporto possibile, ma abbiamo dovuto informarli che la soluzione non è semplice. Di questo ne sono consapevoli, dato che loro stessi sono stati sottoposti a torture durante il periodo trascorso in Libia, prima di giungere in Italia».

«Se il Governo è riuscito a trovare una soluzione per il generale libico Almasri, noi lanciamo un appello affinché ci si adoperi per trovare una soluzione per cercare, trovare e far arrivare in Italia le due mamme e le loro due figlie, salvandole dall'inferno della Libia, e far ricongiungere i nuclei familiari. Non accettiamo di rimanere impotenti davanti al dolore, devastante, di due mariti. Non accettiamo di rimanere impotenti davanti a due bambini che hanno il diritto di poter riabbracciare le loro mamme».

 

Redazione Eco dello Jonio
Autore: Redazione Eco dello Jonio

Ecodellojonio.it è un giornale on-line calabrese con sede a Corigliano-Rossano (Cs) appartenente al Gruppo editoriale Jonico e diretto da Marco Lefosse. La testata trova la sua genesi nel 2014 e nasce come settimanale free press. Negli anni a seguire muta spirito e carattere. L’Eco diventa più dinamico, si attesta come web journal, rimanendo ad oggi il punto di riferimento per le notizie della Sibaritide-Pollino.