1 ora fa:Altomonte, il nuovo cimitero resta chiuso tra ordinanze, orari e transenne
1 ora fa:Civita, Cassano e Mormanno insieme: nasce il gemellaggio enogastronomico tra Arberia, Magna Grecia e Pollino
2 ore fa:Riapre la ciclabile Morano-Campotenese: il Pollino ritrova la sua greenway
16 ore fa:Aeroporto della Sibaritide e nodo di Tarsia, nasce il “Patto dell’Eco”: due mozioni per cambiare il Piano trasporti
2 ore fa:Nasce Corigliano Nostra: Iudicissa presidente dell’associazione per tutelare memoria e patrimonio
14 ore fa:Stasi sfida la Regione sulla rottamazione: «Aderire non è da sfigati, aiutate cittadini e Comuni»
46 minuti fa:Rossano, la lettera di un cittadino: «La mia terra si sta svuotando, non voglio arrendermi»
16 minuti fa:Laino Borgo, a Santa Gada riemergono un altare votivo e depositi di armi
15 ore fa:Cassano diventa “Comune Amico delle Tartarughe Marine”: approvato il protocollo con Legambiente
15 ore fa:Dalle storie degli studenti al Museo Virtuale Europeo: Mused chiude il suo viaggio a Corigliano-Rossano

Il caso di Maysoon Majidi e Marian Jamali in conferenza stampa alla camera

1 minuti di lettura

ROMA -  "Donna, vita, libertà: il caso di Maysoon Majidi e Marian Jamali", questo il titolo della conferenza stampa organizzata giovedì 18 luglio, alla Camera dei Deputati.

«Un evento, questo, - riporta la nota - promosso da Luigi Manconi, Presidente di A Buon Diritto Onlus, ha visto la partecipazione di Laura Boldrini, Marco Grimaldi, Parisa Nazari, Riccardo Noury e Ferdinando Laghi. L'incontro ha messo in luce il drammatico caso di Maysoon Majidi e Marjan Jamali, due donne in fuga dal regime iraniano, in cerca di libertà e diritti in Europa. Giunte in Italia, sono state invece arrestate con l'accusa infamante di essere presunte scafiste. Accuse che, secondo quanto emerso in questi mesi, appaiono prive di fondamento e basate su confuse e contraddittorie testimonianze, in parte già ritrattate. Tutti i relatori hanno sottolineato l'importanza di difendere i diritti umani e di garantire un processo equo e giusto per Majidi e Jamali, sottolineando l'evidente incongruenza della vicenda. Chi ha lottato in Iran, a rischio della vita, contro le ingiustizie e le violazioni dei diritti umani, non è verosimile possa essersi irragionevolmente trasformata in una trafficante di esseri umani, sulla base di prove, per altro, del tutto inconsistenti».

«Nel corso dell'evento, Ferdinando Laghi, il Consigliere Regionale calabrese che ha più volte incontrato Maysoon nei mesi scorsi, nelle carceri di Castrovillari e Reggio Calabria, ha incentrato il suo intervento sulle assai precarie condizioni di salute, fisiche e psicologiche, dell'attivista per i diritti curdo iraniana. Laghi ha espresso il suo auspicio affinché la giustizia italiana possa dimostrarsi non solo giusta, ma anche umana e che si possa giungere presto, per Maysoon, alla concessione di misure alternative alla detenzione, prima dell'auspicato, definitivo proscioglimento, nel processo che inizierà il 24 luglio».

«Durante la conferenza stampa si è data lettura del messaggio che Maysoon Majidi ha indirizzato al Presidente della Repubblica Italiana. Al termine dell'incontro è stato lanciato un appello affinché l'Italia si impegni a proteggere coloro che cercano rifugio dalle persecuzioni e dai conflitti e a garantire che la giustizia sia effettivamente equa e rispettosa di una umanità sofferente che cerca nel nostro Paese quei diritti negati nei loro».

Rita Rizzuti
Autore: Rita Rizzuti

Nata nel 1994, laureata in Scienze Filosofiche, ho studiato Editoria e Marketing Digitale. Amo leggere e tutto ciò che riguarda la parola e il linguaggio. Le profonde questioni umane mi affascinano e mi tormentano. Difendo sempre le mie idee.