24 minuti fa:IIS Majorana, un 2025 da protagonista: competenze, territorio e lavoro. Ora la sfida dell’orientamento 2026-2027
14 ore fa:San Demetrio, le aule «gelide e maleodoranti» restano vuote e la Dirigenza del Liceo Classico convoca un incontro urgente
14 ore fa:Antonio Borelli è il nuovo Questore della Provincia di Cosenza
11 ore fa:Il volto dell'anno 2025 della Calabria del nord-est è Francesco Pata
12 ore fa:Cassano, Articolo21 propone di istituire una borsa di studio in ricordo del piccolo Manuel Giacinto
11 ore fa:Porto di Cariati insabbiato, Le Lampare: «Servono responsabilità e un piano strutturale»
13 ore fa:Truffe agli anziani, a Caloveto un momento informativo dedicato a questo fenomeno
15 ore fa:Autocisterna perde benzina durante lo scarico: evitato un potenziale disastro
12 ore fa:Oltre 110mila euro al Comune di Cassano per la transizione digitale e la riorganizzazione dei processi dell'Ente
13 ore fa:Sila-Mare, Scutellà (M5s) partecipa all'incontro in Prefettura: «Vigileremo affinché i lavori vengano conclusi»

Nella Diocesi di Cassano Jonio la raccolta degli indumenti usati ha un senso

1 minuti di lettura

ORIOLO – Da anni, almeno da quando è stata introdotta la pratica della raccolta differenziata, nella Calabria del nord-est sono installati per le strade di città, paesi e borghi, dei cassonetti cubici, quasi sempre di colore beige, che molto spesso trovano dimora nelle isole ecologiche di prossimità. Quasi come se fossero un’appendice alla spazzatura! Sono i cassonetti per la raccolta di indumenti usati. Per un certo periodo hanno svolto la loro funzione, giusto il tempo che gli utenti capissero che quella raccolta probabilmente era inutile perché sovente pantaloni, maglioni e altri capi che venivano conferiti in questi contenitori finivano per strada. Nessuno ha mai capito la destinazione di quegli indumenti usati: se erano destinati al macero oppure a campagne di solidarietà o semplicemente servivano a foraggiare il business del riutilizzo dei tessuti. Un mistero, questo, al quale ha posto fine la Diocesi di Cassano Jonio che, attraverso il dinamismo del vescovo Francesco Savino e della Caritas diocesana, ha “adottato” questo strumento di raccolta rendendolo utile a sopperire i drammi della povertà.

Da qualche settimana, infatti, su tutto il territorio diocesano quei cassonetti dapprima beige sono diventati bianchi e con tanto di stemma vescovile impresso sopra sono diventati un presidio di vera solidarietà dove chiunque, rispettando delle regole chiare, in totale riservatezza, può donare i propri abiti usati che non utilizza più. Con una raccomandazione chiara: «che siano puliti e confezionati».

Tanti comuni hanno aderito all’iniziativa della Caritas diocesana e allo slogan “Chi dona un abito dona un sorriso” si stanno impegnando per sostenere quello che di fatto è uno dei servizi di sussidiarietà, solidarietà ed economia circolare più importanti. Perché insieme al cibo quello che spesso manca alle persone che vivono in povertà sono proprio i vestiti, che danno dignità e decoro.

Tra le realtà locali che con più entusiasmo hanno aderito all’appello del vescovo Savino c’è il Comune di Oriolo.

«Il nostro Comune – si legge nella nota dell’Amministrazione Comunale guidata dal sindaco Simona Colotta - ha aderito ad un'iniziativa di solidarietà in collaborazione con la Caritas Diocesana di Cassano allo Ionio per la donazione di abiti usati a chi ne ha bisogno».

«Il vestiario donato – questa la raccomandazione - è meglio sia conferito in buste e si raccomanda che lo stesso sia pulito, in buono stato e direttamente usufruibile, nel rispetto della dignità di ogni persona».

«Ringraziamo anticipatamente – si conclude la nota dell’Esecutivo - tutti coloro che parteciperanno a questa iniziativa, rispettando le indicazioni date, all'insegna del senso di solidarietà e mutuo soccorso che da sempre contraddistingue la nostra Comunità».

Redazione Eco dello Jonio
Autore: Redazione Eco dello Jonio

Ecodellojonio.it è un giornale on-line calabrese con sede a Corigliano-Rossano (Cs) appartenente al Gruppo editoriale Jonico e diretto da Marco Lefosse. La testata trova la sua genesi nel 2014 e nasce come settimanale free press. Negli anni a seguire muta spirito e carattere. L’Eco diventa più dinamico, si attesta come web journal, rimanendo ad oggi il punto di riferimento per le notizie della Sibaritide-Pollino.