11 ore fa:Morte nello studio medico di Rossano, due indagati: mercoledì l’autopsia a Germaneto
12 ore fa:Mandatoriccio fa esplodere il caso Jonio: nove Bandiere Blu, ma il presidio non si vede
11 ore fa:La Vignetta dell'Eco
12 ore fa:Odissea 2000 non archivia l’estate: cancelli aperti fino al 7 settembre
10 ore fa:Dopo il successo di "Presente" arriva lo spettacolo "Din Don Down" di Paolo Ruffini
13 ore fa:Stracassano gialloblù: Ruggiero e Sinopoli firmano la doppietta CorriCastrovillari
14 ore fa:Depurazione, Lampare apre il fronte dopo Mandatoriccio: «Cariati non può chiamarsi fuori»
11 ore fa:Dai Tis alla Statale 106, Rapani fa il bilancio e riapre lo scontro su porto e sicurezza
13 ore fa:Riforma TPL, Rosa replica a Scutellà: «La Commissione sta lavorando, nessuna farsa»
15 ore fa:TPL, Scutellà attacca la riforma: «Perché sostituire ART-CAL con una Spa se funzionava?»

Un grande impianto di videosorveglianza vigilerà sugli scavi di Sibari. Progetto da 13mln di euro

2 minuti di lettura

CASSANO JONIO – Dal 2020, cioè da quando il Mibact lo ha reso autonomo, il Parco Archeologico di Sibari è stato teatro di quella che abbiamo più volte definito una vera e propria rivoluzione targata Demma.

A trascinare il Parco e il Museo in questa nuova florida stagione fatta di opere (strutturali ed infrastrutturali), progetti, eventi di valorizzazione del patrimonio storico-culturale e promozione del sito è stato proprio il Direttore Filippo Demma (da poco nominato anche dirigente ad interim della Direzione regionale Musei Calabria) che grazie ad un intenso lavoro di programmazione e presentazione dei progetti, di partecipazione ai bandi e di promozione dell’area archeologica è riuscito a “riabilitare” Sibari e, con essa, la sua storia.

Una delle ultime novità, che rientra nei Progetti Pon Legalità in Calabria, riguarda l’installazione di un sofisticato e avveniristico sistema di videosorveglianza  di cui il Parco era sprovvisto.

I progetti in questione sono stati presentati qualche settimana fa a Crotone e fanno parte dei Pon Legalità 2014/2020. Il primo, dal titolo "Safety and security" prevede uno stanziamento di risorse per circa 13 milioni di euro da destinare alla realizzazione di un sistema di videosorveglianza nell’intero sito archeologico e nel complesso museale, con il duplice obiettivo di innalzare gli standard di sicurezza e legalità e realizzare un modello multidisciplinare integrato per la gestione della sicurezza dell'area interessata.

«Il sistema di cui verrà dotato il Parco – ci ha spiegato il Direttore Filippo Demma - è all’avanguardia, interamente automatizzato e digitalizzato. Il Parco era sprovvisto di molte infrastrutture necessarie e in questi anni abbiamo lavorato alacremente affinché venissero presentati progetti che per fortuna sono stati tutti finanziati. I ritardi degli anni precedenti hanno pesato molto sulla progettazione che si è dovuta concentrare necessariamente su questo tipo di opere. Oggi ci troviamo a dover sopperire a tali mancanze proprio in virtù di quei ritardi».

L’impianto sarà dotato di infrastrutture di comunicazione, di un sistema intelligente di videosorveglianza ed illuminazione, di un sistema di diffusione sonora di sicurezza ed emergenza e di droni a pilotaggio manuale ed automatico. Inoltre, verrà realizzato un avanzato sistema antintrusione, costituito da sistemi radar e telecamere operanti nello spettro dell’infrarosso, per i territori e gli edifici afferenti al Parco insieme ad un sistema di controllo accessi. A questi si aggiungerà un sistema di monitoraggio idrogeologico satellitare e l’acquisizione di hardware di supporto agli interventi e software specializzati. Il tutto verrà monitorato nella sala operativa di controllo dotata di consolle avanzata di supervisione e di un sistema di comunicazione radio digitale.

Per migliorare e rendere efficiente ogni aspetto e settore del Parco e del Museo, verranno implementate nuove funzionalità alla piattaforma di gestione già in uso in altri luoghi della cultura.

«Proprio grazie a questo importante intervento – aggiunge Demma - il parco sarà la centrale operativa dei Musei calabresi dalla quale partirà l’adeguamento delle infrastrutture e dei sistemi di sicurezza delle altre realtà museali della regione. Ciò sarà possibile anche grazie al secondo progetto finanziato, dal titolo “Iside Calabria” per 8 milioni di euro, che prevede proprio l’erogazione di attività formativa, teorica e pratica, a favore del personale del Parco Archeologico di Sibari con l’obiettivo di accrescerne le competenze nei settori della safety and security a maggior tutela del patrimonio culturale».

Una nuova primavera, dunque, per Il Parco archeologico di Sibari che in soli tre anni è riuscito, grazie alla lungimiranza della nuova dirigenza, a diventare il Museo di riferimento della Regione Calabria.

Rita Rizzuti
Autore: Rita Rizzuti

Nata nel 1994, laureata in Scienze Filosofiche, ho studiato Editoria e Marketing Digitale. Amo leggere e tutto ciò che riguarda la parola e il linguaggio. Le profonde questioni umane mi affascinano e mi tormentano. Difendo sempre le mie idee.