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Sibari-Co-Ro e quella selva di prescrizioni sulla quale il Comune di Co-Ro è ancora inadempiente

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CORIGLIANO-ROSSANO – A che punto è il lavoro di adeguamento al lungo elenco di prescrizioni fatto dal Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici in ambito di valutazione del nuovo tracciato della Statale 106 Sibari-Corigliano-Rossano? Nell’ambito dell’incontro tenutosi lo scorso marzo nella sede capitolina del massimo organo di supervisione del Ministero delle Infrastrutture, erano venuti fuori alcuni punti di deboli evidenziati all’interno della progettazione di tracciato. Una serie di nei, messi in fila l’uno dietro l’altro dai componenti dell’autorità, che si sarebbero dovuti risolvere e superare per non incorrere nella selva dei veti incrociati che potrebbero rallentare o addirittura bloccare l’iter di realizzazione di un’opera che per il territorio della Sibaritide e della terza città della Calabria non è solo utile ma anche essenziale.

Sappiamo che la Sovrintendenza sta lavorando da tempo per escludere che lungo il tratto interessato dall’opera possano esserci dei reperti archeologici di rilevanza e che anche sulla parte paesaggistica la Provincia di Cosenza così come anche la Regione Calabria sono all’opera per fornire tutti gli atti necessari a dimostrare l’esistenza o meno di interferenze. Anas, poi, da parte sua – da quanto se n’è saputo – sta apportando tutte le modifiche tecnico-strutturali richieste per far fronte alle prescrizioni di carattere geologico, idrogeologico, architettonico e viario che si dovrebbero conoscere, poi, in ambito di approvazione del Piano di Fattibilità tecnico-economico prevista nella primavera prossima, prima di passare alla fase definitiva/esecutiva dell’opera.

Ovviamente, così come evidenziato dallo stesso Consiglio superiore dei lavori pubblici, non c’è alcuna prescrizione rispetto al tracciato proposto da Anas e approvato dai comuni di Cassano Jonio e Corigliano-Rossano, che – anzi – viene convalidata come la migliore soluzione sul piano della sostenibilità economica. Quindi concretamente realizzabile.

C’è, però, un altro aspetto – assolutamente non secondario, anzi propedeutico all’intero iter realizzativo – evidenziato dal CSLLPP che riguardo il Piano urbanistico. La terza sezione dell’organo di controllo ha evidenziato come l’opera non sia confacente con gli strumenti urbanistici dei Comuni interessati. Scrive il Consiglio superiore dei lavori pubblici nella sua relazione: L’inserimento della nuova arteria e i collegamenti con il sistema infrastrutturale esistente deve essere inserito nella pianificazione urbanistica locale per la quale è necessario ricorrere alla convocazione di una Conferenza di Servizi unica… specialmente per quanto riguarda il Comune di Corigliano dove la previsione di un viadotto urbano con recupero del suolo sottostante come parco urbano modifica radicalmente l’assetto urbano e dei servizi di questo quadrante, che non può essere considerato e trattato come un caso a sé e non inserito in una più ampia riorganizzazione urbanistica dell’area tra il centro abitato principale e la frazione di Schiavonea.

Questo significa che il Piano Strutturale Associato della Sibaritide – così come si sostiene da tempo – deve essere modificato e deve prevedere nel corpo della regolamentazione urbanistica proprio il passaggio di una strada. Non fosse altro perché quei terreni attraversati dalla futuribile strada oggi appartengono a diverse tipologie di svariata natura.

Il fatto è che, trascorsi ormai sette mesi da quel parere, fatti salvi slogan e spottoni che sono scaturiti in questo lungo periodo, di concreto non è stato fatto nulla. Non risulta che la Regione Calabria abbia convocato la Conferenza dei Servizi unica e, ancor peggio, il Comune di Corigliano-Rossano approverà, ormai nei prossimi giorni, il Piano Strutturale Associato senza prevedere la nuova strada. Anzi, probabilmente, verranno riportati all’interno i vincoli del vecchio Megalotto 8 suncui tutti, ormai, unanimemente, si sono espressi per la sua irrealizzabilità.

Insomma, la Sibari-Co-Ro, stando così le cose, rischia di arrivare all’approvazione del Piano di Fattibilità tecnico-economica e a ridosso delle procedure di gara dell’appalto integrato senza uno strumento essenziale e vincolante che spetta a Stasi e al Consiglio comunale di Co-Ro, approvare.

Marco Lefosse
Autore: Marco Lefosse

Classe 1982, è schietto, Idealista e padre innamorato. Giornalista pubblicista dal 2011. Appena diciottenne scrive alcuni contributi sulla giovane destra calabrese per Linea e per i settimanali il Borghese e lo Stato. A gennaio del 2004 inizia a muovere i passi nei quotidiani regionali. Collabora con il Quotidiano della Calabria. Nel 2006 accoglie con entusiasmo l’invito dell’allora direttore de La Provincia, Genevieve Makaping, ad entrare nella squadra della redazione ionica. Nel 2008 scrive per Calabria Ora. Nell’aprile 2018 entra a far parte della redazione di LaC come corrispondente per i territori dell’alto Jonio calabrese. Dall’1 giugno del 2020, accoglie con piacere ed entusiasmo l’invito dell’editore di guidare l’Eco Dello Jonio, prestigioso canale di informazione della Sibaritide, con una sfida: rigenerare con nuova linfa ed entusiasmo un prodotto editoriale già di per sé alto e importante, continuando a raccontare il territorio senza filtri e sempre dalla parte della gente.