18 ore fa:Roger Waters compie 83 anni, da Cariati una lettera: «Happy birthday, bro. La tua voce cammina ancora con noi»
16 ore fa:Il "miracolo" dell'Achiropita a San Paolo è iniziato da una storia
20 ore fa:Castiglione di Paludi «era una vera città». La nuova lettura del Gruppo Archeologico della Sibaritide
19 ore fa:Xylella, il Porto di Corigliano diventa una delle tre frontiere dei controlli fitosanitari in Calabria
19 ore fa:Francavilla Marittima, nasce il fronte contro il centro SAI: «Prima confronto con i cittadini»
14 ore fa:Ingegneri di Cosenza, il nuovo mandato parte dai territori: delegati anche per Alto e Basso Jonio
15 ore fa:Schiavonea, 59 nuove telecamere contro l’emergenza sicurezza: partiti i lavori
4 minuti fa:Xylella, nelle zone infette si ripianta con cultivar aliene. E il batterio ora compare anche nel Materano
12 ore fa:Castrovillari, Civita...Nova riporta il centro storico al centro della città: «Ora farlo vivere tutto l’anno»
44 minuti fa:Rossano, il regalo di nozze diventa un salvavita: donato un defibrillatore alla parrocchia di Amica

La Calabria: luogo chiave per riscrivere la storia delle origini del Vino

1 minuti di lettura

CALABRIA - Secondo un recente articolo apparso nella rubrica "Il Gusto" di Repubblica la nostra regione - insieme ad altre del sud Italia - vanterebbe una storia e una cultura vinicola eccezionale da cui partirebbe l’intera tradizione enoica dello stivale. Una storia che affonda le sue radici nella civiltà che precede la seconda colonizzazione greca, quella dell'antico popolo italico degli Enotri.

Gli Enotri (e la radice Eno ne custodisce l'atavica vocazione!) che abitavano le nostre terre conoscevano e coltivavano la vite ma soprattutto producevano vino. Con l’arrivo dei Greci, che fecero di questi luoghi un’importante colonia (Magna Grecia), la diffusione di questa pratica prese piede nel resto d’Italia, attraversando secoli di storia e millenarie culture.

Gli studiosi – si legge nell’articolo di Lara Loreti – considerano la Calabria una “zona di convergenza genetica” che la rende il più importante centro di diffusione della viticoltura nel bacino Mediterraneo occidentale. Ciò grazie ad una particolare biodiversità e una varietà di vitigni che si sono rivelati importanti per lo sviluppo di varietà autoctone sia nel nord, nel centro che nel sud Italia.

Tra gli esempi più eclatanti che emergono dagli studi genetici del Crea (Consiglio Per La Ricerca In Agricoltura e Analisi dell’Economia Agraria) c'è quello del Sangiovese, figlio delle nostre terre, che con il Mantonico ha avuto un ruolo cruciale nello sviluppo di altre varietà. A questi si aggiunge anche la Visparola, presente in molte parti di Italia, la quale ha dato origine anche alla Vulpea e alla Glera, ovvero uva da Prosecco.

Ed è così che insieme a tutte queste varietà sopravvivono, grazie al lavoro di molti produttori, vini come il Magliocco Bianco, il Greco Bianco (una delle più antiche Malvasie), lo Zibibbo di Pizzo, il Moscato di Saracena, il Magliocco Canino ed altri.

Per la sua conformazione geografica, che vede mare, montagna, alta, mezza e bassa collina, la Calabria offre una varietà di microclimi e terreni unica. Se nelle zone di Cirò domina il Gaglioppo, alle pendici di Sila e Pollino domina il Magliocco. Insomma, un patrimonio unico che la nostra regione dovrebbe cercare di valorizzare e far conoscere, non solo agli esperti, ma anche ai tanti appassionati.

fonte: La Repubblica

Rita Rizzuti
Autore: Rita Rizzuti

Nata nel 1994, laureata in Scienze Filosofiche, ho studiato Editoria e Marketing Digitale. Amo leggere e tutto ciò che riguarda la parola e il linguaggio. Le profonde questioni umane mi affascinano e mi tormentano. Difendo sempre le mie idee.