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Della Sibari-Co-Ro si sono perse le tracce ma c’è una lettera in cui si chiedono lumi a Occhiuto e Stasi

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CORIGLIANO-ROSSANO – Il sospetto che sull’ammodernamento della Statale 106 nel tratto Sibari-Co-Ro ci stiano “facendo il pacco” con fiocco e controfiocco mettendo dentro l’alibi (giustificatissimo) dell’incomprensibile immobilismo del territorio, non è sorto solo a noi (ne abbiamo parlato qui). C’è una lettera, protocollata appena ieri e che porta la firma del capogruppo in Consiglio regionale del Movimento 5 Stelle, Davide Tavernise, che esprime al presidente Roberto Occhiuto, al sindaco di Corigliano-Rossano Flavio Stasi, agli assessori regionali alle Infrastrutture e all’Agricoltura Mauro Dolce e Gianluca Gallo e agli altri colleghi consiglieri regionali del territorio Giuseppe Graziano, Pasqualina Straface e Luciana De Francesco, massima preoccupazione sul fatto che all’interno del Def non si parli più del tratto Sibari-Corigliano-Rossano e dello stato di avanzamento del progetto definitivo, bensì di un più generico (e più complesso) tracciato compreso tra Sibari e Crotone (oltre 100km di nuova strada).

È ovvio che sorge più di un dubbio, soprattutto sul fatto che rispetto a questa nuova porzione di tracciato è opportuno rielaborare un progetto di fattibilità tecnico-economica (sulla Sibari-Co-Ro eravamo al definitivo) e sui costi reali di questa lunga strada che, soprattutto a sud di Rossano, dovrebbe essere realizzata ex novo e in area collinare (non ci sono pianure sfruttabili).

È probabile, quindi, che quei 3 miliardi “impegnati” dal Ministero delle infrastrutture (anche se il ministro nell’ultima audizione in commissione trasporti non ha parlato di cifre), per il momento solo a parole e senza alcun progetto di fattibilità (se non quello della Crotone-Catanzaro) non possano più bastare. Soprattutto se la crisi economica continuerà ad avanzare e se il prezzo delle materie prime continuerà a lievitare giorno dopo giorno. E quel «mettiamo i soldi per le infrastrutture solo quando sono immediatamente cantierabili» pronunciato prima dal sottosegretario Cancelleri e confermato poi dal ministro alle infrastrutture Giovannini confermano che chiunque oggi parli di soldi da investire sulla “centosei” per il suo ammodernamento, senza uno straccio di progetto, lo fa parlando dei soldi del Monopoli. E solo per aizzare polemiche e perdite di tempo. Questo è pacifico.

Ecco perché era importante e necessario chiudere sul tracciato della Sibari-Co-Ro, ecco perché bisognava essere più concreti nell’approfittare di questo che era l’unico tratto dell’intera ionica passato con le procedure commissariali nientemeno che alla fase definitiva. Ci siamo giocati, forse, il jolly più grande per vederci finanziata una nuova strada e per avere su questo particolare territorio, compreso tra Cassano e Corigliano-Rossano, un importante investimento statale nel momento di crisi economica più profonda degli ultimi 40 anni.

È giusto quindi che i cittadini – anche loro non esenti da colpe perché incapaci in questi mesi di proporre un’azione corale per incalzare le istituzioni - conoscano i responsabili di tutto questo. Ed è quello che vuole sapere anche il consigliere regionale grillino Davide Tavernise.

«È con viva preoccupazione – scrive Tavernise a Occhiuto, Stasi e al resto della deputazione e della giunta regionale - che ho rinvenuto nel Def la necessità di un Progetto di Fattibilità Tecnico Economica di prima fase della tratta Sibari Crotone, elemento fondamentale per avere poi una stima dei costi, da sottoporre, poi, all’attenzione dei territori, di cui si lamenta una mancata condivisione, e che dovrebbe essere realizzato entro giugno. Mi sembra un allarmante passo indietro – precisa - nella tempistica soprattutto per quanto riguarda il completamento della tratta Sibari Corigliano Rossano fino al viadotto Coserie, per la quale era indicata da tempo la presenza di una progettazione definitiva. Per questo, dunque, ho pensato di scrivervi, per incitarvi a fare tutto il possibile e l’impossibile per non far perdere alla Calabria e ai calabresi un’occasione irripetibile, su uno di nodi, quello delle infrastrutture di trasporto, che ha sempre impedito ai nostri territori quello sviluppo economico e sociale che i cittadini attendono da ormai troppo tempo».

Insomma la tratta Sibari-Co-Ro, che nel 2020 era stata sollecitata dalla compianta presidente Santelli per sopravvenire non solo all’esigenza della sicurezza lungo la statale 106 in un tratto che miete vittime come il grano ma anche per rispondere alla richiesta di mobilità proveniente da una città di 80mila abitanti, oggi si trova assorbita in un contesto molto più ampio e complesso. Che abbraccia la Sibaritide ed il Crotonese.

Insomma, una matassa complicatissima

Marco Lefosse
Autore: Marco Lefosse

Classe 1982, è schietto, Idealista e padre innamorato. Giornalista pubblicista dal 2011. Appena diciottenne scrive alcuni contributi sulla giovane destra calabrese per Linea e per i settimanali il Borghese e lo Stato. A gennaio del 2004 inizia a muovere i passi nei quotidiani regionali. Collabora con il Quotidiano della Calabria. Nel 2006 accoglie con entusiasmo l’invito dell’allora direttore de La Provincia, Genevieve Makaping, ad entrare nella squadra della redazione ionica. Nel 2008 scrive per Calabria Ora. Nell’aprile 2018 entra a far parte della redazione di LaC come corrispondente per i territori dell’alto Jonio calabrese. Dall’1 giugno del 2020, accoglie con piacere ed entusiasmo l’invito dell’editore di guidare l’Eco Dello Jonio, prestigioso canale di informazione della Sibaritide, con una sfida: rigenerare con nuova linfa ed entusiasmo un prodotto editoriale già di per sé alto e importante, continuando a raccontare il territorio senza filtri e sempre dalla parte della gente.