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A Corigliano-Rossano le scuole non chiudono: la decisione di 6 sindaci

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CORIGLIANO-ROSSANO – In linea con le direttive del Governo: questa la decisione assunta dai sindaci delle 6 città della Calabria (Catanzaro, Corigliano-Rossano, Lamezia Terme, Cosenza, Rende e Crotone) rispetto all’imminente apertura delle scuole. Non ci sarà alcun rinvio della ripresa delle attività didattiche in presenza. E la Dad sarà applicata solo nei casi previsti dalla normativa.

I cinque sindaci: Sergio Abramo (Catanzaro), Flavio Stasi (Corigliano-Rossano), Ezio Mascaro (Lamezia Terme), Franz Caruso (Cosenza), Marcello Manna (Rende) e Vincenzo Voce (Crotone) si sono incontrati in call.

È una decisione importante che, probabilmente, lascerà deluse alcune famiglie mentre farà felice altri genitori che di Dad proprio non ne vogliono sentire parlare. Una presa di posizione, inoltre, in controtendenza rispetto a tanti altri piccoli e medi comuni che invece hanno deciso di posticipare l’apertura delle aule al 22 o addirittura al 29 gennaio prossimo.

I cinque sindaci hanno motivato la loro decisione con due dati di fatto. «Il primo – riporta Cosenza Channel - è che, trovandosi la Calabria in zona gialla, la legge non fornisce loro potere di sbarrare gli ingressi degli istituti scolastici. Il secondo è relativo al Tar, destinato inesorabilmente a bocciare tutti i provvedimenti già presi». E proprio Corigliano-Rossano di ricorsi persi al Tar per ordinanze di chiusura scuola, firmate senza fondate cause giurisprudenziali, ne sa qualcosa.

L’unica eccezione rispetto a questa decisione è rappresentata dell’area metropolitana di Reggio Calabria, dove c’è una richiesta esplicita del direttore sanitario del Gom, Salvatore Costarella, preoccupato dall’aumento del numero dei contagi.

La dichiarazione congiunta dei sindaci

 

Nella situazione difficile che sta attraversando il Paese, compresa la nostra Regione, alle prese con la quarta ondata dell'infezione da Sars-Cov-19, la ripresa della didattica in presenza ha assunto come sempre molta rilevanza nel dibattito politico dividendo l'opinione pubblica.

A seguito delle dichiarazioni del Presidente della Giunta Regionale e della mancanza di una linea univoca dettata a livello regionale, come sindaci delle città capoluogo e delle città più popolose della Regione che ancora non avevano maturato una decisione rispetto all'eventuale "tentativo" di emissione di un'ordinanza di sospensione della didattica in presenza, abbiamo avvertito l'esigenza di riunirci per aprire un confronto e condividere una linea comune rispetto ad un argomento tanto importante.

Tale esigenza è motivata soprattutto dall'impatto che le ordinanze di sospensione della didattica in presenza hanno avuto ed avrebbero nei comuni più grandi, laddove insiste una più ampia gamma di scuole sia in termini numerici che di tipologie, quindi nel massimo rispetto di tutti i colleghi che, a prescindere dalla latitudine e dalla demografia, hanno già emanato provvedimenti in tal senso.

Il decreto n.1 del 7 Gennaio, entrato in vigore da poche ore, oltre a confermare come la sospensione generale della didattica in presenza sia contemplata esclusivamente in zona rossa (la Calabria fortunatamente in questa fase permane in zona gialla) emana delle direttive precise rispetto proprio alla gestione della didattica. In particolare risulta già prevista la sospensione della didattica in presenza, e la conseguente attivazione della DaD per dieci giorni, in caso di positività di un alunno per quanto riguarda la scuola dell'infanzia, di due alunni per quanto riguarda la scuola primaria di primo grado e di tre alunni per quanto riguarda gli altri istituti, oltre a sancire ulteriori norme correlate alla vaccinazione della popolazione scolastica.

Alla luce di queste disposizioni e delle esperienze pregresse anche recenti (in ordine di tempo, l'ultimo caso è quello dell'ordinanza del sindaco di Luzzi, poco prima delle festività natalizie) è evidente, per altro, come alla luce di un eventuale ricorso al TAR da parte di qualsiasi cittadino in disaccordo con l'eventuale decisione, produrrebbe l'immediata sospensione da parte del giudice amministrativo senza neanche offrire alle Amministrazioni la possibilità di contraddittorio.

Per tale ragione abbiamo deciso, in questa prima fase successiva alle festività natalizie, di non emanare alcuna ordinanza di sospensione che modifichi l'assetto stabilito dal Governo e che è in vigore in tutta Italia.

Ovviamente tale decisione condivisa, certamente difficile come sempre quando si tratta di didattica in relazione all'emergenza pandemica, sarà costantemente valutata sulla base dei dati forniti dalle ASP e della evoluzione quotidiana della curva pandemica, ed è stato già fissato un nuovo tavolo di confronto da tenere mercoledì prossimo.

Marco Lefosse
Autore: Marco Lefosse

Classe 1982, è schietto, Idealista e padre innamorato. Giornalista pubblicista dal 2011. Appena diciottenne scrive alcuni contributi sulla giovane destra calabrese per Linea e per i settimanali il Borghese e lo Stato. A gennaio del 2004 inizia a muovere i passi nei quotidiani regionali. Collabora con il Quotidiano della Calabria. Nel 2006 accoglie con entusiasmo l’invito dell’allora direttore de La Provincia, Genevieve Makaping, ad entrare nella squadra della redazione ionica. Nel 2008 scrive per Calabria Ora. Nell’aprile 2018 entra a far parte della redazione di LaC come corrispondente per i territori dell’alto Jonio calabrese. Dall’1 giugno del 2020, accoglie con piacere ed entusiasmo l’invito dell’editore di guidare l’Eco Dello Jonio, prestigioso canale di informazione della Sibaritide, con una sfida: rigenerare con nuova linfa ed entusiasmo un prodotto editoriale già di per sé alto e importante, continuando a raccontare il territorio senza filtri e sempre dalla parte della gente.