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Green pass per fare... tutto. Ecco la risposta dei lettori al sondaggio proposto dall'Eco

2 minuti di lettura

CORIGLIANO-ROSSANO – Green-pass per fare... tutto: per andare al bar e al ristorante (all’interno), green-pass per andare sui mezzi pubblici, al teatro, ai concerti e, in totale, in tutti i luoghi che riuniscano. È il, cosiddetto “modello francese” di cui si parla tanto negli ultimi giorni e che ai lettori de L’Eco dello Jonio piace tantissimo.

Da un sondaggio che abbiamo lanciato ieri sui nostri canali social (Facebook, Instagram e Telegram) il dato venuto fuori è schiacciante: la gente si sentirebbe più sicura se il Governo attuasse una stretta per contenere il virus, dando maggiori permessi a chi è vaccinato e restringendo il campo d’azione, invece, per chi non lo è.

“Il Governo italiano vorrebbe estendere l’utilizzo del passaporto vaccinale anche per l’ingresso a bar, ristoranti e mezzi pubblici, seguendo il modello francese”, sei favorevole o contrario? Questo il testo del nostro sondaggio che ha portato un risultato schiacciante per le persone favorevoli all’estensione del green pass (75%) rispetto a quelli contrari (solo il 25%). Insomma, tra i nostri lettori 3 su 4 vogliono maggiori tutele.

Cosa prevede il modello francese?

Ma cosa prevede il modello francese, varato nei giorni scorsi dal presidente Emmanuel Macron e che ha già fatto balzare in avanti le prenotazioni per il vaccino? Cosa è inserito in questo utilizzo quasi totale del passaporto vaccinale che tanto piace all’Italia e agli altri paesi europei (fatta esclusione della Germania)?

C’è una cosa su tutte che sta creando dibattito negli ambienti politici e che sta aizzando le schiere degli scettici, dei no-vax e dei complottisti del Covid, ed è l’obbligo di vaccinazione per tutto il personale sanitario. Con le nuove norme varate da Macron in Francia, la nazione che per eccellenza porta nel suo DNA costituzionale il principio di libertà (Liberte, égalité, fraternité ou la mort!), chiunque lavori presso ospedali, cliniche, case di riposo, strutture per persone con disabilità, e in generale chiunque lavori a stretto contatto con persone anziane o vulnerabili, anche nelle loro case, come professionista o volontario avrà tempo fino al 15 settembre per vaccinarsi. A partire da quel giorno, nessuno degli operatori sanitari non ancora vaccinati potrà lavorare, né verrà pagato, come ha specificato il Ministro della Salute francese. 

A questo si aggiungono le eccezioni imposte dal green pass. Fino ad ora il pass era richiesto per accedere a grandi eventi come concerti o partite sportive: dal 21 luglio, invece, verrà richiesto per qualsiasi luogo che riunisca più di 50 persone, come teatri, cinema e musei. Non è tutto: dall’inizio di agosto potrebbe essere ampliato ulteriormente, impedendo a chi non possiede il pass l’accesso di bar, caffetterie, ospedali, centri commerciali o case di cura, e per viaggiare su lunghe tratte in pullman o treno

Anche l’Italia prepara la stretta

Questo in Francia. Ma in Italia? Stamattina il Corriere della Sera ha pubblicato la bozza del nuovo decreto Covid con le nuove misure di contenimento a cui il governo sta lavorando e che dovrebbe essere approvato nella prossima settimana.   

Per entrare in tutti i luoghi pubblici a rischio assembramento – si legge sul corsera - bisognerà avere il green pass, altrimenti scatteranno le multe. Cinque giorni di chiusura per i gestori e 400 euro per i clienti sprovvisti di certificazione verde, ridotti a 260 se la contravvenzione viene pagata entro il quinto giorno.

La prossima settimana, lunedì o martedì, si terrà la cabina di regia politica con Mario Draghi e, forse giovedì, il Consiglio dei ministri darà il via libera al provvedimento. «La preoccupazione degli scienziati, del ministero della Salute e di Palazzo Chigi – scrive il Corriere della Sera - è alta». La maggioranza è spaccata, Matteo Salvini è contrario alla stretta sul «modello Macron» e anche i 5 Stelle sono cauti. Ma Pd e Leu, con il ministro Roberto Speranza, sono invece convinti che la nuova fase, con la variante Delta che colpisce duro anche nei Paesi con alto tasso di vaccinazioni effettuate, costringa anche l’Italia a prendere urgentemente provvedimenti.

Marco Lefosse
Autore: Marco Lefosse

Classe 1982, è schietto, Idealista e padre innamorato. Giornalista pubblicista dal 2011. Appena diciottenne scrive alcuni contributi sulla giovane destra calabrese per Linea e per i settimanali il Borghese e lo Stato. A gennaio del 2004 inizia a muovere i passi nei quotidiani regionali. Collabora con il Quotidiano della Calabria. Nel 2006 accoglie con entusiasmo l’invito dell’allora direttore de La Provincia, Genevieve Makaping, ad entrare nella squadra della redazione ionica. Nel 2008 scrive per Calabria Ora. Nell’aprile 2018 entra a far parte della redazione di LaC come corrispondente per i territori dell’alto Jonio calabrese. Dall’1 giugno del 2020, accoglie con piacere ed entusiasmo l’invito dell’editore di guidare l’Eco Dello Jonio, prestigioso canale di informazione della Sibaritide, con una sfida: rigenerare con nuova linfa ed entusiasmo un prodotto editoriale già di per sé alto e importante, continuando a raccontare il territorio senza filtri e sempre dalla parte della gente.