6 ore fa:Rebecca, la prima vita dopo il Crati: è la nuova speranza di Lattughelle
4 ore fa:Nuova Odigitria, il ritorno dell'icona bizantina a Corigliano nel libro di Ernesto Paura
5 ore fa:Il Presidio di Libera “Fazio Cirolla” invita a votare no al referendum sulla magistratura
6 ore fa:Nuova tenenza a Trebisacce, Ferro: «Presidio di sicurezza rafforzato»
19 ore fa:Asd Corigliano travolgente: 6-1 alla Geppino Netti Morano
1 ora fa:Sibaritide Turismo premiata con l’Oscar dell’Ecoturismo di Legambiente
3 ore fa:Terreni livellari, Corigliano-Rossano riapre il dossier: ecco la delibera che può far (ri)esplodere la polemica
2 ore fa:Corigliano-Rossano, Alessandra Mazzei presenta il libro La stanza, la ghianda e la felicità
18 ore fa:Cariati, Premio Ausonia dal 9 all’11 luglio 2026: incontro operativo in Comune per l’evento nazionale dello spettacolo
4 ore fa:Consiglio provinciale, il ringraziamento di Antonio Uva: «Fiducia che diventa responsabilità»

All'improvviso sono tutti per la Sanità pubblica

2 minuti di lettura
Luis Ferdinand Céline, gigante della letteratura mondiale del 900, scriveva cosi: “quando i potenti si mettono ad amarvi è che vogliono ridurvi in salsicce da battaglia, è il segnale ed è infallibile. È con l’amore che comincia”. Mai citazione fu più azzeccata per descrivere la cianfrusaglia politica e di associazionismo che sta dispensano amore, vicinanza, istruzione e sanità pubblica a destra e a manca. Ma, se da una parte il giornalismo nazionale si è reso conto che puntare le fiches sulla Calabria per il momento è un buon investimento, la classe politica sul prato verde della demagogia bluffa avendo in mano una coppia di due. Purtroppo il popolo calabrese ha colore servito da 20-30 anni. La tonalità, però, è tendente al nero, ma di rabbia. Il poker, si sa, è una parabola della vita. Lo sciacallaggio in faccia all’intelligenza della gente ha l'acre sapore di una soluzione finale, perché adesso è la fine di qualsivoglia presa in giro. Centrodestra, centrosinistra e Movimento 5 Stelle una mano sulla coscienza è bene che se la mettano, se no così è troppo semplice. Da una parte abbiamo un centrosinistra che è stato causa principale dello smantellamento della Sanità pubblica in Italia, tutto ciò per andare incontro a tagli e all’austerity, al pareggio di bilancio in Costituzione, all’obbligo del 3%, alla spending review oppure perché “sai, ce lo dice l’Europa”. Che brutta fine per i rampolli di Berlinguer ottenebrati dai modelli laburisti e di Democratic Party. Tuttora il Partito Democratico, anche quello territoriale, spinge quotidianamente verso il MES, dimenticando che nei governi in cui hanno partecipato, da Monti a Conte, passando per Letta, Renzi e Gentiloni, sul capitolo di spesa della sanità hanno tagliato 37 miliardi, gli stessi che richiedono indietro in prestito (loro lo sanno che non esiste nessun regalo). Dall’altra parte abbiamo i “populismi” (magari fossero quelli di inizio ‘900) che non sanno nemmeno cosa sia la Destra Sociale. Oltre che su immigrazione e su sicurezza si sono resi protagonisti di una delle pagine peggiori contro il cittadino calabrese. Da intendere le chiusure di Presidi ospedalieri e di giustizia. Da Corigliano-Rossano fino a Cariati lo abbiamo vissuto sulla nostra carne. Ultimi, ma non per importanza, l’illusione a 5 Stelle, il reddito di cittadinanza (insieme a quota 100) è stata l’unica manovra anti povertà fatta negli ultimi 30 anni in Italia, va riconosciuto. Purtroppo si è trasformato in assistenzialismo, che è il contrario di riscatto, dignità ed inclusione. Però,  con il Decreto Calabria, combutta su autostrade o nomine su aziende di Stato si sono suicidati. Sicuramente avranno perso per strada qualcosa di quel pasoliano “ho nostalgia della gente povera che si batteva per abbattere quel padrone senza diventare quel padrone”. Lo sono diventati, eccome. Un articolo non basta per raccontare la triste parabola di chi ha tagliato l’impossibile e adesso difende la sanità pubblica. Sono dappertutto: nelle piazze, davanti ai bar, nei salotti televisivi e in prima fila nelle manifestazioni. Tutto ciò, spiace, ma deve portare la Politica verso scelte chiare. A partite dalle prossime competizioni elettorali, che siano nazionali o regionali, ogni candidato, qualsiasi sia lo schieramento, deve porre in cima - e non a piè di pagina - le sue idee sulla sanità: se essa deve essere pubblica o privata, tutto in maniera semplice e lineare. La Sanità Privata è lo scopo ultimo del liberismo angloamericano, corrente che buona parte dei partiti italiani e costituzionali appoggiano. Dichiararsi tali non è blasfemia, siamo in democrazia, ma devono uscire allo scoperto. Ma non solo, una volta eletti devono rendicontare in che modo il loro pensiero si è tramutato in azione. La gente sta iniziando a capire, e non va dietro più ai tagli dei parlamentari oppure ai diritti civili, inutili senza la difesa di quelli sociali. Diversamente – se così non fosse - continuerebbe, come adesso, ad essere troppo facile per non dire normale, continuare a “sciacallare” su ciò che resta sul nostro diritto alla vita e alla salute. di Josef Platarota
Redazione Eco dello Jonio
Autore: Redazione Eco dello Jonio

Ecodellojonio.it è un giornale on-line calabrese con sede a Corigliano-Rossano (Cs) appartenente al Gruppo editoriale Jonico e diretto da Marco Lefosse. La testata trova la sua genesi nel 2014 e nasce come settimanale free press. Negli anni a seguire muta spirito e carattere. L’Eco diventa più dinamico, si attesta come web journal, rimanendo ad oggi il punto di riferimento per le notizie della Sibaritide-Pollino.