San Giorgio Albanese celebra il Percoco: il frutto dell’estate diventa racconto dell’identità arbëreshe
Sabato 19 settembre la terza edizione dell’evento dedicato a uno dei prodotti simbolo dell’agricoltura locale. Show cooking, degustazioni, musica e stand per trasformare un sapore della tradizione in occasione di promozione del territorio
SAN GIORGIO ALBANESE – Ci sono prodotti che valgono più del loro sapore perché dentro conservano un pezzo di paesaggio, lavoro e memoria. A San Giorgio Albanese uno di questi è il Percoco, frutto della tradizione agricola locale che sabato 19 settembre 2026 diventerà protagonista di un’intera giornata dedicata al paese e alle sue radici arbëreshe.
Torna infatti la terza edizione de “Il Percoco di San Giorgio Albanese”, manifestazione che mette insieme enogastronomia, agricoltura, musica e cultura locale, realizzata con il contributo dell’ARSAC – Azienda Regionale per lo Sviluppo dell’Agricoltura Calabrese.
L’obiettivo è partire da un prodotto apparentemente semplice per costruire attorno ad esso un racconto più ampio: quello di una comunità che prova a valorizzare le proprie produzioni senza separarle dalla storia e dall’identità del luogo in cui nascono.
Nel corso della giornata sono previsti show cooking, stand enogastronomici, degustazioni, musica e iniziative dedicate ai prodotti e alle tradizioni del territorio.
Il Percoco diventerà così il filo conduttore per attraversare San Giorgio Albanese e conoscere non soltanto i suoi sapori, ma anche quella cultura arbëreshe che continua a rappresentare uno degli elementi più riconoscibili della comunità.
Manifestazioni come questa assumono un valore che va oltre la festa gastronomica. Per i piccoli centri, infatti, le produzioni agricole possono diventare strumenti attraverso i quali costruire attrattività, sostenere chi lavora la terra e mantenere vivo il legame tra comunità e paesaggio.
Ed è proprio questo il senso della terza edizione: mettere al centro il Percoco per raccontare tutto ciò che gli sta intorno. La sfida è trasformare la tipicità in un elemento riconoscibile anche fuori dai confini comunali, facendo dialogare agricoltura, turismo, gastronomia e patrimonio culturale arbëresh.