15 ore fa:Toponomastica, Corigliano-Rossano avvia il riordino dello stradario: 105 vie doppie e nuove intitolazioni da istruire
16 ore fa:Ospedale di Cariati, Nursind: «Basta ricostruzioni false, i trasferimenti ci sono sempre stati»
2 ore fa:Da Co-Ro a Roma sulle due ruote della storia: il Vespa Club celebra gli 80 anni dello scooter simbolo d’Italia
14 ore fa:A Cariati torna la Notte Bianca tra musica, artisti di strada e spettacoli
30 minuti fa:Schiavonea, Romano: «Piazza Maria ad Nives riqualificata, ma ora va corretta la viabilità»
15 ore fa:Calopezzati, FdI attacca il sindaco sulla pulizia dell’arenile: «La ruspa in spiaggia smentisce quattro anni di no»
Adesso:Cicogne con il nome di persone care: in Calabria il progetto che unisce ricerca e memoria
16 ore fa:San Lorenzo del Vallo, un’estate senza barriere: dal 11 luglio via al centro estivo inclusivo in via Piave
2 ore fa:Plataci inaugura il “Luglio Letterario”: si parte con “New Eden” di Cosimo Chianura
14 ore fa:Biliardo, Natalino Scorza vola al Mondiale 5 Birilli in Argentina

Cicogne con il nome di persone care: in Calabria il progetto che unisce ricerca e memoria

2 minuti di lettura

CORIGLIANO-ROSSANO - Non sono soltanto tre cicogne bianche. Simone, Carmine e Mathias sono diventati il simbolo di un progetto che unisce ricerca scientifica, monitoraggio della fauna selvatica, partecipazione e memoria.

A raccontarlo è Roberto Santopaolo, nell’ambito del progetto “Un nome per la Cicogna”, iniziativa collegata al monitoraggio della cicogna bianca in Calabria, in collaborazione con Ispra, l’Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale.

Le tre cicogne sono nate in Calabria nella primavera del 2024 e sono state inanellate quando erano ancora pulli. A ciascuna di loro è stato assegnato il nome di una persona cara, scelto da chi ha voluto affidare simbolicamente un ricordo al viaggio di uno degli uccelli migratori più affascinanti d’Europa.

Dal 2019 a oggi, in Calabria, sono stati inanellati 168 pulli di cicogna bianca. Di questi, soltanto 20 sono stati osservati negli anni successivi, circa il 12% del totale. Un dato che riflette la realtà biologica della specie: il primo anno di vita è il più critico e l’elevata mortalità riduce fortemente le possibilità di ritrovare gli individui inanellati.

Proprio per questo ogni nuova osservazione assume un valore importante. La maggior parte delle cicogne intercettate è stata avvistata nelle aree di nascita e alcune sono tornate persino a riprodursi negli stessi territori, dando origine a nuovi pulli poi inanellati. Informazioni preziose per ricostruire la dinamica della popolazione e seguire l’espansione della specie in Calabria.

Tra le storie più significative ci sono quelle di Simone, identificata con l’anello PA713, e Carmine, PA716, nate in Valle del Crati nell’aprile 2024 e inanellate il 30 maggio dello stesso anno. Mathias, PA720, è invece nata a fine aprile nella Piana di Sibari ed è stata inanellata il 5 giugno 2024. Dopo l’involo, avvenuto alla fine di giugno, delle tre cicogne si erano perse completamente le tracce.

Poi, dopo quasi due anni, sono arrivate le nuove segnalazioni. Il 19 aprile il fotografo naturalista e socio Lipu Pierluigi Sacchetti ha immortalato Carmine mentre sorvolava il versante calabrese dello Stretto di Messina.

Il 5 maggio è stata avvistata anche Mathias. A fotografarla e identificarla, a Ferramonti di Tarsia, sono stati i volontari Lipu Roberto Santopaolo e Maurizio Zazzaro, mentre sostava insieme a un gruppo di diciotto cicogne. Nei giorni successivi è stata osservata ancora nella stessa area, confermando la sua presenza.

La storia di Simone è forse la più sorprendente. Il 25 giugno i volontari Lipu Maria Corrado ed Ernesto Napolitano stavano monitorando un nido in Valle del Crati quando hanno notato una cicogna in volo, poi posatasi su un traliccio poco distante. Solo una volta rientrati, osservando le fotografie al computer, hanno scoperto che quell’esemplare portava un anello identificativo: era proprio Simone, avvistata a pochi chilometri dal luogo in cui era nata.

Questi tre esemplari hanno già affrontato almeno una, forse due, migrazioni complete tra la Calabria e l’Africa, percorrendo migliaia di chilometri. Ogni nuova segnalazione, quindi, non è soltanto un dato scientifico, ma anche il ritorno di una storia personale affidata alla natura.

Il progetto “Un nome per la Cicogna” dimostra così come la ricerca possa diventare anche strumento di divulgazione e partecipazione. Le rotte migratorie intrecciano la vita degli animali e la memoria delle persone, trasformando ogni avvistamento in un racconto di biodiversità, speranza ed emozione.

Redazione Eco dello Jonio
Autore: Redazione Eco dello Jonio

Ecodellojonio.it è un giornale on-line calabrese con sede a Corigliano-Rossano (Cs) appartenente al Gruppo editoriale Jonico e diretto da Marco Lefosse. La testata trova la sua genesi nel 2014 e nasce come settimanale free press. Negli anni a seguire muta spirito e carattere. L’Eco diventa più dinamico, si attesta come web journal, rimanendo ad oggi il punto di riferimento per le notizie della Sibaritide-Pollino.