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Piattello fa un esposto in Procura dopo l’esondazione del Crati: chieste indagini su lavori e diga di Tarsia

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CORIGLIANO-ROSSANO – Quanto accaduto nella Piana di Sibari a seguito dell’esondazione dei fiumi Crati e Coscile richiede un approfondimento serio e puntuale attraverso l’avvio di un’adeguata attività investigativa da parte della Procura della Repubblica di Castrovillari.

Per questa ragione, nella giornata di ieri, il presidente dell’associazione “Italia nel Cuore”, Domenico Piattello, ha presentato un esposto-denuncia al Procuratore della Repubblica di Procura della Repubblica di Castrovillari, Alessandro D’Alessio.

«Quanto accaduto lo scorso 14 febbraio nella Piana di Sibari, dove il fiume Crati è esondato in più punti – si legge nell’esposto – non può essere ricondotto esclusivamente all’ondata di maltempo che ha interessato l’area. La rottura degli argini in diversi tratti del corso d’acqua rappresenta l’immagine più evidente di una fragilità territoriale che ingenti risorse economiche non sono riuscite a sanare».

Le acque hanno invaso abitazioni, terreni agricoli e strade, sommergendo in alcune zone fino a quasi un metro di territorio. L’esondazione si è verificata proprio nei punti in cui, poche settimane prima, erano stati avviati i cantieri per un intervento da quasi 8 milioni di euro finalizzato alla messa in sicurezza degli argini del Crati, inserito nel Masterplan del 2017 come opera di prevenzione nel territorio di Cassano Jonio.

Il progetto, finanziato nel 2019, avrebbe dovuto vedere l’avvio dei lavori già nel 2020. «A distanza di sei anni – prosegue il documento – quel tratto di fiume che avrebbe dovuto rappresentare un modello di prevenzione è divenuto il simbolo di una programmazione inefficace. Le immagini registrate nei giorni scorsi tra Corigliano-Rossano, Cassano e Tarsia, con coltivazioni sommerse, ettari di terreni compromessi e allevamenti evacuati, raccontano il prezzo di ciò che non è stato fatto per tempo».

Secondo l’associazione, nel ciclo di programmazione 2014-2020, nell’ambito del cosiddetto Patto per il Sud, alla Calabria sono stati destinati oltre 300 milioni di euro per la difesa del suolo, la mitigazione del rischio idrogeologico e il contrasto all’erosione costiera. «Risorse formalmente stanziate – si legge – ma spesso bloccate tra iter progettuali interminabili, autorizzazioni sospese e procedure burocratiche che hanno rallentato l’apertura dei cantieri».

Emblematico, secondo l’esposto, il caso degli argini del Crati: progetto definitivo pronto nel 2020, fondi disponibili dal 2019, ma lavori avviati solo sei anni dopo. «Quando i cantieri sono partiti, la piena aveva già dimostrato l’urgenza di interventi realmente efficaci. Oggi, mentre si chiede il riconoscimento dello stato di calamità nazionale, la Calabria non paga soltanto la violenza del maltempo, ma anche i ritardi accumulati negli anni. La prevenzione non può essere reattiva o parziale».

L’associazione richiama inoltre l’attenzione sul funzionamento, nelle ore dell’emergenza, della diga di Tarsia. Secondo le informazioni raccolte, sarebbero stati trattenuti circa 8,5 milioni di metri cubi d’acqua per ridurre la portata verso valle. Tuttavia, poche ore dopo si è verificata la piena che ha causato la rottura degli argini tra Thurio, Ministalla e Foggia, allagando la piana fino ai Laghi di Sibari.

«È necessario chiarire – conclude l’esposto – se la diga di Tarsia potesse limitare ulteriormente il flusso verso valle nelle ore più critiche della piena. L’associazione “Italia nel Cuore” chiede pertanto alla S.V. di voler avviare le opportune indagini al fine di accertare eventuali responsabilità, da parte di enti o singoli, in relazione ai fatti descritti, dichiarando sin d’ora la propria piena disponibilità a collaborare».

Redazione Eco dello Jonio
Autore: Redazione Eco dello Jonio

Ecodellojonio.it è un giornale on-line calabrese con sede a Corigliano-Rossano (Cs) appartenente al Gruppo editoriale Jonico e diretto da Marco Lefosse. La testata trova la sua genesi nel 2014 e nasce come settimanale free press. Negli anni a seguire muta spirito e carattere. L’Eco diventa più dinamico, si attesta come web journal, rimanendo ad oggi il punto di riferimento per le notizie della Sibaritide-Pollino.