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Barbieri al Tg3 per raccontare i piatti tradizionali della Vigilia in Calabria

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ALTOMONTE – Ci sono piatti che non nascono per stupire, ma per diventare memoria. Non cercano l’effetto, ma custodiscono un senso. La Vigilia di Natale, per la Famiglia Barbieri, è questo: un rito collettivo che attraversa le generazioni e restituisce alla tavola il suo valore più profondo, quello dell’identità condivisa. È da qui che parte il racconto andato in scena ieri sera ad Altomonte, con la Rai ospite dell’Hotel Ristorante Barbieri per la registrazione di un servizio dedicato alla tradizione gastronomica calabrese, in onda questa sera al TG3.

Davanti alle telecamere, chef Enzo Barbieri ha accompagnato il pubblico in una carrellata di sapori che appartengono alla Vigilia di Natale tutta calabrese: le nove cose, piatti semplici e necessari, che parlano il linguaggio delle famiglie, delle cucine di casa, delle tavole senza eccessi. «Mangiare nove portate la sera del 24 dicembre – spiega - è un’usanza tipica dell’Alta Calabria, in particolare della Calabria della dorsale appenninica, e non della tradizione marina, un rito che affonda le radici nella cultura contadina e nella simbologia del numero, legata all’attesa e alla sacralità della notte. Una cucina magna, sobria, condivisa. Dove l’unico pesce è il baccalà, tutto il resto nasce dalla terra, dall’orto, dalla dispensa».

Finocchi e broccoli, cipolline selvatiche preparate in frittelle e a rosette, spaghetti con la mollica di pane e le acciughe, zafarani cruschi, peperoni croccanti, lupini come pausa di convivialità: ingredienti poveri solo in apparenza, in realtà ricchi di storia, stagionalità e senso del limite. Nel fritto dei cruschi trovano spazio anche le sarache essiccate (aringhe), pesce povero per eccellenza, utilizzato per arricchire il piatto e dare sapidità, secondo un sapere antico tramandato nelle famiglie dell’entroterra. È la Calabria che conosce la misura, che rispetta il tempo e la natura, che sa trasformare l’essenziale in racconto.

A chiudere la tavola della Vigilia, i dolci della memoria: turdilli (o cannarucoli), fichi secchi al cioccolato, giurgiulena ai semi di sesamo e cicirinata. I semi di sesamo, impastati con il miele di api, danno vita alla giurgiulena, che dopo essere tagliata a losanghe viene adagiata tradizionalmente su foglie di limone, gesto semplice e antico che racconta una cucina fatta di natura, simboli e ritualità. Preparazioni antiche, spesso legate alla cultura araba e contadina, che raccontano una Calabria stratificata, capace di custodire le sue contaminazioni come ricchezza e non come perdita.

Il servizio Rai si inserisce nel percorso che la Famiglia Barbieri sta portando avanti da mesi, tra eventi nazionali, fiere, istituzioni e palcoscenici culturali: un racconto coerente, che parla lo stesso linguaggio ad Altomonte come a Roma, a Milano, a Tokyo come oltre i confini. La cucina diventa così strumento di educazione, identità e dialogo, capace di restituire dignità ai saperi popolari e di raccontare una Calabria vera, senza filtri.

L’Hotel Ristorante Barbieri resterà chiuso oggi e domani, 24 e 25 dicembre, nel rispetto del tempo della festa e della famiglia. Ma il cammino non si ferma: il sabato 27 e domenica 28 dicembre, Enzo Barbieri sarà a Terranova da Sibari, protagonista della Fiera della Magna Grecia, all’interno del programma Natale nel Borgo, dove terrà due show cooking dedicati alla tradizione e all’identità gastronomica calabrese.

Tra memoria e futuro, tra televisione nazionale e borghi, Barbieri continua a fare ciò che ha sempre fatto: raccontare la Calabria attraverso il cibo, con rispetto, misura e consapevolezza. Perché la Vigilia non è solo una cena. È un modo di stare insieme. È una storia che vale la pena continuare a raccontare. 
 

Redazione Eco dello Jonio
Autore: Redazione Eco dello Jonio

Ecodellojonio.it è un giornale on-line calabrese con sede a Corigliano-Rossano (Cs) appartenente al Gruppo editoriale Jonico e diretto da Marco Lefosse. La testata trova la sua genesi nel 2014 e nasce come settimanale free press. Negli anni a seguire muta spirito e carattere. L’Eco diventa più dinamico, si attesta come web journal, rimanendo ad oggi il punto di riferimento per le notizie della Sibaritide-Pollino.