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Lotta all'Alzheimer: importante scoperta del neurologo Francesco Petrelli di Oriolo

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ORIOLO - Un'incredbile quanto rivoluzionaria scoperta nell'ambito della comprensione dei meccanismi molecolari alla base del funzionamento delle cellule staminali neurali: è questo il risultato degli studi effettuati da due laboratori di ricerca svizzeri in cui ha operato un team coordinato dal neurobiologo Dr. Francesco Petrelli, primo firmatario della ricerca e originario di Oriolo, sotto la direzione dei professori Knobloch (“Laboratory of stem cell metabolism” UNIL)  e Martinou (Dipartimento “Cellular Biology” UNIGE )”.

Al centro dello studi due domande: è possibile riprogrammare le cellule staminali neurali per poter generare nuovi neuroni nel cervello adulto?  È possibile generare nuovi neuroni nel cervello adulto?

Potrebbe sembrare il titolo di un film di Wachowskis oppure di un libro di fantascienza di Isaac Asimov, ed invece è quanto ha scoperto dal gruppo di ricerca dell’Università di Losanna (UNIL) e dell’Università di Ginevra (UNIGE) in Svizzera, coordinato, come detto,  dal neurobiologo Francesco Petrelli, originario della splendida cittadina di Oriolo.

La caratteristica principale delle staminali è la loro capacità di rigenerarsi e di differenziarsi in diversi tipi cellulari, comprese le cellule del cervello.

Alla base della medicina rigenerativa del cervello c’è un gruppo di cellule particolari, chiamate cellule staminali neurali che durante lo sviluppo embrionale hanno la capacità di attivarsi rapidamente e generare tutte le cellule del nostro cervello, compresi i famosi neuroni. In un cervello adulto, queste cellule, localizzate in specifiche aree cerebrali, perdono la loro capacità rigenerativa e passano ad uno stato inattivo chiamato quiescenza, diventando cosi “dormienti”.

In tale prospettiva si inquadra il lavoro pubblicato proprio oggi,  02 Marzo 2023,  sulla prestigiosa rivista scientifica “Science Advances” appartenente all’autorevole  gruppo americano “Science”, con il quale è stato dimostrato il meccanismo molecolare attraverso cui queste cellule entrano in questo stato di inattivazione. In seguito, i ricercatori sono riusciti a riprogrammare le cellule staminali neurali ed a generare nuovi neuroni nel cervello adulto.

Come è possibile riattivare queste cellule “dormienti” nei soggetti adulti? «Per poter risvegliare queste cellule dormienti o quiescenti – ha spiegato il Dott. Petrelli, primo segnatario del lavoro abbiamo dovuto decifrare il linguaggio molecolare alla base del loro sistema di inattivazione. Utilizzando avanzate e complesse tecnologie molecolari abbiamo trovato che alla base del sistema di quiescenza c’è un gruppo di organelli intracellulari chiamati mitocondri, gli stessi che le cellule usano per produrre la loro energia. In questo modo, siamo riusciti a riprogrammarne l’intero metabolismo delle cellule ed a riattivarle».

Il ricercatore calabrese, il quale vanta numerosi studi sulle cellule gliali e sullo sviluppo del cervello, pubblicati sulle più famose riveste scientifiche internazionali, ha aggiunto «Cosi facendo, con i miei colleghi siamo riusciti a generare dei nuovi neuroni nel cervello adulto ».

È fondamentale comprendere i meccanismi cellulari e molecolari alla base del funzionamento delle cellule staminali al fine di  potenziare la medicina rigenerativa del futuro. Le cellule staminali neurali rappresentano una strategia terapeutica promettente per malattie complesse come le patologie neurodegenerative e neuropsichiatriche.

Infatti, tali scoperte potrebbero aggiungere un tassello significativo, contribuendo cosi allo sviluppo di nuovi approcci terapeutici per il trattamento di patologie come l’Alzheimer e la depressione. «L’obiettivo finale   secondo il neurobiologo calabrese Petrelli  ̶  è poter riprogrammare le cellule staminali tramite specifiche molecole oppure tramite approcci di tipo genetico, in modo tale da generare cellule staminali efficienti e sicure che possono essere utilizzate per riparare oppure ricostruire i circuiti nervosi danneggiati».

Insomma, una scoperta che potrebbe cambiare il nostro modo di concepire l'attività del cervello, le sue prerogative e che segna una punto importante nella lotta alle malattie neurodegenerative quali l'Alzheimer ma non solo.

Il risulto consegueto dal neurologo Petrelli conferma ancora una volta l'altissimo livello qualitativo espresso dagli scienziati calabresi nel mondo, che continuano a distingersi nella comunità scientifica per la propria capacità di affrontare e risolvere alcune delle grande sfida che la scienza pone in essere.

 

Andrea Mazzotta
Autore: Andrea Mazzotta

(Cosenza, 1978) Laureato in giurisprudenza, giornalista pubblicista, appassionato di comunicazione e arte sequenziale, è stato direttore della Biblioteca delle Nuvole di Perugia, direttore editoriale delle Edizioni NPE, coordinatore editoriale per RW-LineaChiara, collaborando con diverse realtà legate al settore dell'editoria per ragazzi. Collabora con il Quotidiano del Sud, Andersen, Lo Spazio Bianco, Fumo di China. E' un fedele narratore delle Cronache della Contea, luogo geografico e concettuale nel quale potenzialmente può succedere di tutto. E non solo potenzialmente.