1 ora fa:Longobucco, un milione per mettere in sicurezza i versanti del Macrocioli: il progetto verso la gara
1 ora fa:San Francesco di Paola diventa un “history game”: studenti del San Nilo e dell’Amarelli tra mappe, storia e territorio
30 minuti fa:Castrovillari, Loizzo punta su Anna De Gaio: «Può restituire centralità e prestigio alla città»
15 minuti fa:Campana, Chiarello sale sul palco elettorale inscenando Pinocchio: «Meglio la satira delle offese»
2 ore fa:Calopezzati, Giudiceandrea attacca la Regione sull’erosione: «Progetto fermo dal 2017»
4 ore fa:Mormanno, torna a suonare l’organo barocco del 1671 nella chiesa di Santa Maria del Colle
2 ore fa:Memorial Tommaso Manuel Leone, allo “Stefano Rizzo” due giorni di calcio e ricordo
3 ore fa:Cassano, civica benemerenza alla memoria di Filena Alfano: «Un esempio per la comunità»
4 ore fa:Aree interne, Cittadinanzattiva scrive ai candidati: «I borghi tornino a vivere»
3 ore fa:Bandiera Blu, non basta issarla: Corigliano-Rossano ora deve guidare il Distretto Blu

Terzo Megalotto, Monsignor Savino alle imprese che hanno subito intimidazioni: «Sono al vostro fianco»

2 minuti di lettura

TREBISACCE – Il 4 dicembre è un giorno carico di una valenza particolare per i vigili del fuoco e per i minatori di tutto il mondo in quanto si festeggia Santa Barbara che di coloro che lavorano con la terra e con il fuoco è la protettrice.

Il concetto di “miniera” è lontano dall’immaginario dell’Alto Jonio cosentino, eppure in questi mesi e nel prossimo futuro grazie ai lavori del III Megalotto inerenti alla nuova 106, sono molti gli operatori che presteranno il proprio lavoro nelle profondità della terra che fu degli Enotri.

Particolare importanza ha avuto dunque la celebrazione della Santa messa, ad opera del Vescovo di Cassano Jonio, don Francesco Savino, proprio all’interno di una delle gallerie in corso di costruzione. Al momento liturgico hanno partecipato, oltre alle maestranze che stanno intervenendo sui cantieri, anche i responsabili delle aziende coinvolte nel progetto, le istituzioni locali, con i prima fila il sindaco di Trebisacce Alex Aurelio e le associazioni di categoria.

Il presule, con la risolutezza e la chiarezza nel dire e nel fare che gli sono proprie, ha pronunciato davanti a tutti gli astanti riuniti in preghiera parole importanti, di denuncia, dense di significato:

«Il III Megalotto – ha evidenziato il Vescovo Savino – È un’opera di snodo territoriale importantissima. Voglio testimoniare la mia gratitudine a tutti coloro che sono coinvolti nel progetto, tanto nella parte della progettazione tanto in quella della realizzazione. Un’opera di tale portata, che incide così significativamente sul territorio, non può non tenere conto del rispetto dell’ambiente. Io sono certo che questo rispetto non manchi in tutti coloro che stanno operando in questo contesto. Al tempo stesso ho la certezza che questo tipo di opere generi un grande flusso di denaro e dove ci sono flussi di denaro, inevitabilmente organizzazioni malavitose cercando di inserirsi. A loro dobbiamo rispondere affermando sempre e comunque il principio di legalità, legalità che va sempre sostenuta, perché solo applicando il principio di legalità noi possiamo raggiungere la giustizia».

«Non c’è giustizia senza legalità. Voglio esprimere con forza, in modo chiaro e cristallino la mia solidarietà alle imprese che hanno subito intimidazioni o ricatti. Il Vescovo è al vostro fianco. Il Vescovo è sempre pronto a camminare al fianco di tutti coloro che fanno della legalità il proprio stile di vita».

Dopo aver pronunciato queste parole di condanna alla criminalità e sostegno alle imprese e agli operatori economici, l’episcopo ha chiamato sull’altare tutti i bambini presenti e attraverso un breve dialogo con loro, nel quale sono state coinvolte anche le autorità e le istituzioni presenti, ha voluto mettere in evidenza il concetto di “Stupore”, forte del contesto immaginifico in cui stava avendo luogo la celebrazione:

«Non c’è Natale senza stupore – ha sottolineato Don Francesco Savino, che ricopre anche la carica di vice presidente delle Cei per l’Italia meridionale – Il disincanto sottrae bellezza al mistero che si celebra. Invito tutto a non perdere mai la capacità di stupirsi. Come diceva Albert Einistein "Chi non prova più né stupore né meraviglia è come una candela spenta". Con la perdita dello stupore iniziare la fine del mondo».

Andrea Mazzotta
Autore: Andrea Mazzotta

(Cosenza, 1978) Laureato in giurisprudenza, giornalista pubblicista, appassionato di comunicazione e arte sequenziale, è stato direttore della Biblioteca delle Nuvole di Perugia, direttore editoriale delle Edizioni NPE, coordinatore editoriale per RW-LineaChiara, collaborando con diverse realtà legate al settore dell'editoria per ragazzi. Collabora con il Quotidiano del Sud, Andersen, Lo Spazio Bianco, Fumo di China. E' un fedele narratore delle Cronache della Contea, luogo geografico e concettuale nel quale potenzialmente può succedere di tutto. E non solo potenzialmente.