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Distretto del Cibo “Altro Jonio cosentino”: Il capofila è il comune di Oriolo

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ORIOLO - È di qualche giorno fa la notizia che, sotto la guida del Comune di Oriolo, la candidatura a Distretto del Cibo del già riconosciuto Distretto Rurale è andata a buon fine. Ancora qualche settimana e poi ci sarà la delibera ufficiale e il progetto riprenderà il suo percorso con nuova vita.

Lo si apprende dalla pagina Facebook del comune di Oriolo.

Il momento è più che favorevole: nuovo Piano di Sviluppo Rurale, fondi del PNNR, Strategia Nazionale delle Aree Interne. Tutte risorse che l’Alto Jonio Cosentino, rafforzato dal nuovo strumento distrettuale, può cogliere al meglio potendo contare su un patrimonio agroalimentare, paesaggistico e culturale veramente unico fatto di tante ricchezze raccolte tutte in un ambito relativamente ristretto.

Non è facile trovare in altre parti d’Italia o del mondo luoghi dove a distanza di pochi chilometri si trovano colture sub-tropicali come agrumi e riso e boschi di montagna, tutte le produzioni tipiche del Mediterraneo e un’ampia varietà di prodotti tipici come eredità di area crocevia tra Calabria, Basilicata e Puglia. Sono oltre trenta prodotti locali tipici o tradizionali censiti e riportati nel Piano di Distretto. Ogni Comune, dei sedici che ne fanno parte, ha almeno un prodotto bandiera. Dal Prosciutto di San Lorenzo Bellizzi alle Ciliegie di Roseto Capo Spulico, dal Limone di Rocca Imperiale al Riso di Villapiana, dalla Sardella di Trebisacce al Grano Duro di Canna, dal Pane di Cerchiara allo scrigno di specialità di Oriolo, vero concentrato di presenze di prodotti tipici: Olio extravergine di oliva, Olive da mensa, Mela Agostina, Origano, Tartufi, Liquore di Olivo.

Sarà questo patrimonio agroalimentare il primo e più importante ambito di lavoro per il rigenerato Distretto. Tre gli obiettivi da perseguire a breve termine: Sostenere, per ogni prodotto, processi di filiera al fine di rafforzare per ciascuno capacità produttive e moltiplicazione delle occasioni di reddito e di lavoro; Far conoscere a tutti i propri cittadini e ai visitatori l’intera gamma dei prodotti e delle specialità dell’area, soprattutto per quanto riguarda i giovani che possono diventare sia ambasciatori della propria terra sia principali consumatori secondo l’ottica dei circuiti commerciali a chilometro zero; Realizzare proprie piattaforme autonome ovvero stabilire accordi con piattaforme consolidate per la commercializzazione di tutte le sue eccellenze sui mercati di lungo raggio, nazionali e esteri.

Attori primari di questa operazione saranno ovviamente le aziende agricole e quelle di trasformazione dei prodotti del territorio, aziende che a breve, dopo l’ufficializzazione del riconoscimento da parte della Regione, verranno chiamate per costituire la parte di organismo privato per la gestione del Distretto, sotto forma di rete d’imprese e che vedrà sempre come supervisore e garante del carattere di beneficio collettivo dello strumento distrettuale, il Comitato di Distretto, formato dai Sindaci dei 16 Comuni, sempre pronto a sostenere ogni necessità soprattutto in chiave di dialogo con l’Amministrazione Regionale.

Ci sono dunque tutti i presupposti perché sia consentito ai territori di cogliere questa importante opportunità di promozione e sviluppo attraverso il lavoro sinergico e di squadra svolto da tutti i comuni afferenti con alla guida i rispettivi sindaci. I 15 sindaci dell'Alto Jonio che, per il lavoro e l’impegno profuso nell’aggregare e coordinare, hanno inteso assegnare al primo cittadino di Oriolo, eleggendola, la presidenza del Distretto e con essa il ruolo di guida di questo processo sono stati: Albidona, Alessandria del Carretto, Amendolara, Canna, Castroregio, Cerchiara di Calabria, Francavilla Marittima, Montegiordano, Nocara, Oriolo, Plataci, Rocca Imperiale, Roseto Capo Spulico, San Lorenzo Bellizzi, Trebisacce, Villapiana. 

(Fonte foto italiagustus)

Veronica Gradilone
Autore: Veronica Gradilone

26 anni. Laurea bis in Comunicazione e Tecnologie dell’Informazione. Mi piace raccontare le storie, non mi piace raccontare la mia