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In ricordo del preside Giovanni Sapia

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CORIGLIANO-ROSSANO – A tre anni dalla scomparsa del Preside Giovanni Sapia, pubblichiamo integralmente un testo a lui dedicato dal professore Franco Emilio Carlino.


Per avere un’idea di chi era Giovanni Sapia, vissuto tra il XX e XXI secolo, basterebbe leggere le note biografiche delle svariate copertine dei suoi libri o le motivazioni dei numerosi riconoscimenti. Il maestro, il professore, il preside, l’intellettuale rossanese, nacque a Rossano Calabro, da Francesco e Grazia Montemurro, il 2 gennaio 1922. Sposò Ida Montalti, di nobile famiglia rossanese, dal cui matrimonio nacquero i figli Francesco e Maria Grazia.

La sua intellettualità, come lui spesso mi ripeteva nel corso dei nostri incontri, non aveva delle parti chiare, ma piuttosto irregolari e la sua migliore dote era la memoria, un talento compreso dalla madre, molto attenta alla sua iniziale formazione, poi accompagnata dal suo maestro nell’ultimo anno di scuola elementare che lo diresse nella continua e vigorosa esercitazione matematica, linguistica e grammaticale. Quella stessa memoria che lo caratterizzerà per tutta la vita ed in particolare quando si lasciava ascoltare mentre interpretava i canti della Divina Commedia ed altri versi.

Dopo le scuole primarie frequentò il Ginnasio di Rossano, ma la sua formazione si consolidò attraverso gli studi della Scuola Media nel Seminario di Rossano allora (Ginnasio Inferiore) guidato dal suo insegnante di latino (un anziano sacerdote) che a suo dire riuscì a fissargli nella mente “i volumi della morfologia e della sintassi dello Zenoni e un incredibilmente puntuale trattatello di metrica in versi” rendendolo capace di muoversi a suo agio nelle pagine dei classici. Completati gli studi ginnasiali passò al Liceo nel Seminario di Reggio Calabria nel quale concluse la sua formazione secondaria e dove grazie all’insegnamento dei Gesuiti consolidò la sua formazione logica attraverso la circostanziata analisi di Luciano e Senofonte subendo una formazione oppressiva che generò non poche angosce per il contrasto che questa in qualche modo generava nella sua libertà intellettuale.

A liberarlo in qualche modo da tale situazione fu un sacerdote, il suo insegnante di italiano e latino al Liceo che lo aiutò incanalandolo nella costante riflessione su pagine critiche e polemiche di numerosi pensatori, il cui esempio risultò per Sapia, come lui stesso in più occasioni ebbe modo di sostenere, «un’autentica scuola di pensiero e un modello di alta coscienza civile e religiosa».

È in questo periodo che Sapia si avvicinò allo studio di Dante assimilandone quotidianamente senza tanta fatica i suoi canti che lo nutrirono di quell’amore intellettuale che per tutta la sua vita lo instradarono verso la costante ricerca della verità e della giustizia e che in seguito diventarono trama di tutta la sua attività, quella, se pure breve, politico-amministrativa al Comune della Città e quella di giornalista sulla testata “Nuova Rossano”, periodico della Città sul quale negli anni ’60 pubblicò il testo de La Carta Rossanese…, mentre nel ’65 sempre sulla stampa onorò il VII° Centenario dantesco accompagnato da una serie di conferenze. Un tema quello di Dante che Sapia ha trattato sia dal punto di vista letterario, attraverso le diverse traduzioni, sia filologico.

Gli studi seminariali frequentati non essendo riconosciuti legalmente lo obbligarono a sostenere gli esami per conseguire il diploma Magistrale, titolo che gli permise di iniziare, dopo il concorso, l’attività di insegnante nelle Scuole Elementari. Conseguita anche la maturità classica si iscrisse alla Facoltà di Lettere nell’Università di Roma, dove conseguì la laurea.

Dopo aver pubblicato ancora universitario un «Lucrezio», preferì alla carriera universitaria, che aveva iniziato da assistente di lingua e letteratura latina, l'insegnamento come professore di latino nella sua città, nella quale tenacemente si radicò e dove per molti anni fu preside del Liceo Scientifico di Corigliano e del Liceo Classico di Rossano, ruolo che mantenne fino alla conclusione della sua carriera professionale operando come intellettuale libero, umile e tollerante e come pedagogista sempre pronto al confronto.

Svolse giovanissimo attività giornalistica, fondando e dirigendo uno dei primi periodici apparsi dopo la liberazione dell'Italia meridionale, soppresso al settimo numero dalla censura alleata. Negli stessi anni svolse attività politico-amministrativa, anche con incarico di sindaco, che decisamente abbandonò per dedicarsi alla scuola e agli studi.

Nel 1980 attraverso la Gazzetta del Sud portò all’attenzione dei lettori alcuni punti rilevanti della Storia di Rossano. La sua attività di giornalista lo vide anche come corrispondente del Tempo, facendo inoltre fiorire l’amicizia con il poeta Giuseppe Selvaggi, giornalista parlamentare, che qualche anno più tardi ricorderà con una sua opera dal titolo: Cerchio d’amore. La poesia di Giuseppe Selvaggi, Cosenza, 1984. La formazione universitaria fu segnata dalla stima di autorevoli intellettuali tra cui Umberto Bosco, Guido De Ruggero, Pietro Silva, Ugo Spirito e Onorato Tescari suo professore di latino. Per quello che ho potuto cogliere, nei continui incontri avuti con Lui, l’Istituto era il frutto del pensiero che lo stesso aveva della cultura e della sua successiva attività educativa. Un’Associazione che via via andò sempre affermandosi e radicandosi nel tessuto sociale, organizzando convegni e seminari anche di livello internazionale, come quello durante le celebrazioni del Millenario della morte di San Nilo di Rossano, consacrati in ponderosi Atti.

Al riguardo scriveva nella Prefazione al primo volume sulla Storia dell’Università Popolare come l’Istituto “ha servito le lettere, le scienze, le arti, raccolto stimoli, stabilito occasioni e momenti di riflessione critica non solo sui grandi temi della vita politica, civile, morale, economica, religiosa, ma anche su interessi e urgenze della città e del territorio, raccolto le voci più autorevoli di tutte le università italiane e di molte straniere, ospitato con eguale rispetto tutte le dottrine e le idee degne di ascolto, proiettato nel territorio e lontano modelli ed esempi, organismi tuttora vegeti e rigogliosamente cresciuti, sorretti dalla concordia consapevole e partecipe della politica e della cittadinanza”.

Condusse studi di varia natura, con preferenza per quelli di filologia. L'impegno più notevole è stato rappresentato dall'opera La Carta Rossanese e il Barber. Lat. 3205 (Editore D'Anna), opera con la quale portò a soluzione un problema filologico variamente discusso per due secoli, dando un notevole contributo alla storia della lingua italiana, e che fu insignita del Premio “Villa San Giovanni 1978” per la saggistica da una giuria presieduta da Giorgio Petrocchi. Svolse fin dagli anni giovanili intensa e disinteressata opera di promozione culturale, nella scuola e fuori, animando iniziative e guidando allo studio e alla ricerca i giovani; e sono già parecchi i suoi discepoli che occupano posti illustri in vari campi della vita civile e della cultura.

Dopo aver promosso a Rossano la nascita dell’Associazione Roscianum, nel 1980 fondò l'Università Popolare di Rossano, per la quale tanto si spese e della quale ne fu per circa quarant’anni il direttore e poi il presidente, rendendola pioniera di tante altre Associazioni Culturali, e motivo di vanto della città, del territorio e della regione, e che ha diretto con la collaborazione di una scelta schiera di giovani studiosi rivelandosi uno straordinario incentivo culturale non solo nella zona in cui operava, ma per l'intera Calabria, come documentano l'interesse suscitato e le iniziative sorte intorno ad essa.

Autore di numerose monografie, ricevette la Medaglia d’Oro “Calabria” e la Medaglia d’oro del Presidente della Repubblica “per la Scuola, la cultura e l’arte”. Fu insignito di numerosi Premi e Medaglie per la cultura e la carriera come (il Premio Herakles città di Cariati 2008, il Premio “Sensivite”, il Premio “Farina”, Roseto Capo Spulico, il Premio “Città di Calopezzati). Fu socio onorario dell’Accademia dei Concordi di Rovigo che per Lui, dopo la prima edizione de Il romanzo del casale, per i tipi della casa editrice Pironti di Napoli, pubblicò una edizione speciale del libro, che come viene riportato nell’aletta di copertina “ha già il fascino e l’inconfondibile “aura” di un classico, anche se nasce da una sensibilità inquieta che sa comprendere e rappresentare i temi della modernità”. Tenne lezioni e seminari nelle Università di Perugia e di Cosenza e conferenze in sedi culturali diverse, come Cosenza, Reggio Calabria, Napoli, Perugia, Milano, ecc.

Per quanto mi riguarda ho avuto il grande onore, di essere stato chiamato al suo fianco nell’Università Popolare e di aver lavorato con Lui negli ultimi anni della sua vita. L’occasione si è avuta durante la stesura delle due pubblicazioni sulla storia della prestigiosa Università Popolare: L’Università Popolare di Rossano – Le opere e i giorni (1979-2014), Università Popolare “Ida Montalti Sapia”, Rossano 2015; L’Università Popolare di Rossano – Cronologia degli argomenti trattati (MCMLXXXI-MMXVI), Imago Artis Edizioni, Rossano 2017, una condizione che mi ha consentito di collaborare con una personalità di straordinaria levatura, autorevolezza e prestigio per la cultura in generale, e di conoscere a fondo il filologo, il giornalista, lo scrittore, colui che con l’impegno e le opere ci ha lasciato in custodia un bagaglio culturale di inestimabile valore tale da alimentare anche per il futuro la nostra memoria.

Una esperienza personale unica che mi ha molto arricchito professionalmente e per questo voglio esprimergli con molto affetto la mia riconoscenza e gratitudine. Ogni tanto rivedo il notes sul quale ho avuto modo di fissare i tanti appunti che richiamano fatti, date, argomenti salienti del suo discorrere nello spazio dei nostri incontri, le pause di lavoro e le mie frequenti visite, durante le quali ascoltava, si confrontava e non perdeva l’occasione per raccontarmi alcuni passaggi del suo ininterrotto impegno nei diversi campi dandomi nel contempo tanti suggerimenti.

L’uomo cui piaceva conversare con la gente e lo faceva nei diversi ruoli che lo hanno visto impegnato, politico, professore, preside, direttore e infine presidente dell’Università Popolare si è spento serenamente, nella sua città, alle prime ore di venerdì 1° giugno 2018.

Bibliografia

Giovanni SAPIA, Il romanzo del casale, Accademia dei Concordi Editore

Franco Emilio CARLINO, L’Università Popolare di Rossano – Le opere e i giorni (1979-2014), Università Popolare “Ida Montalti Sapia”, Rossano 2015;

Franco Emilio CARLINO, L’Università Popolare di Rossano – Cronologia degli argomenti trattati (MCMLXXXI-MMXVI), Imago Artis Edizioni, Rossano 2017.

(Nella foto il prof. Giovanni Sapia e prof. Franco Emilio Carlino nel corso della presentazione del primo volume sulla storia dell'Università Popolare di Rossano)

 

Redazione Eco dello Jonio
Autore: Redazione Eco dello Jonio

Ecodellojonio.it è un giornale on-line calabrese con sede a Corigliano-Rossano (Cs) appartenente al Gruppo editoriale Jonico e diretto da Marco Lefosse. La testata trova la sua genesi nel 2014 e nasce come settimanale free press. Negli anni a seguire muta spirito e carattere. L’Eco diventa più dinamico, si attesta come web journal, rimanendo ad oggi il punto di riferimento per le notizie della Sibaritide-Pollino.