6 ore fa:La magia di una nascita in casa negli anni ’50
3 ore fa:Energia e crisi globale: ecco perché le comunità energetiche diventano strategiche
18 ore fa:Co-Ro, crolli in un palazzo nobiliare abbandonato: scatta l'evacuazione nel rione San Michele
2 ore fa:Verso Bosnia-Italia: Gattuso e il racconto del padre: «Rino è passione vera»
19 ore fa:Origine prodotti, Amendolara sfida norme UE: stop all’etichetta “italiano” per materie prime estere
18 ore fa:Calopezzati, Amodeo commissario di Noi Moderati: Fratelli d’Italia rilancia l’unità del centrodestra
19 ore fa:Freeze su La7, talento da Amendolara nel corto con Valentina Romani e Celeste Dalla Porta
17 ore fa:Cassano e il bando sulle spiagge: scontro politico tra accuse e replica del sindaco
57 minuti fa:Sanità nel caos, si dimette Bernardi: il caso Punto nascita di Co-Ro travolge l’Asp di Cosenza
Adesso:La festività delle Palme a Rossano: 1462-2026

La festività delle Palme a Rossano: 1462-2026

2 minuti di lettura

La bizantinità e la mediterraneità di Rossano e dell’Arcidiocesi terminano, con la morte dell’ultimo arcivescovo greco, Domenico de’ Lagonessa (1459) e con l’arrivo dell’arcivescovo  latino  Matteo  Saraceno (1460).  

Rossano e l’Arcidiocesi, in pochi anni, nel 1460-62, passa dal rito e dalla liturgia bizantino-greci a quelli latino-cattolici.

Matteo Saraceno è un francescano minore osservante, discepolo di S. Bernardino da Siena, noto per il suo intransigente integralismo e la sua attività di inquisitore, con l’incarico da parte di Papa Pio II Piccolomini di latinizzare, a qualsiasi costo, la Chiesa rossanese. Egli impone la liturgia, i testi sacri nella lingua  e  nella prassi latine in tutte le chiese diocesane, vieta al clero greco-bizantino di celebrare in cattedrale e lo relega nell’antica chiesa di S. Nicola al Vallone nella Grecìa (vero e proprio apartheidreligioso!). Nello stesso tempo, decide di realizzare un Convento, che rappresenti visibilmente la discontinuità con il passato bizantino e l’avvento della religione latino-cattolica.  Non fa costruire un nuovo edificio, ma, viceversa, decide di riconvertire una precedente fabbrica, iniziata nel 1428 e programmata come il 5° edificio sacro bizantino-greco urbano della città. Rifondato l’immobile, Matteo Saraceno realizza l’imponente Convento.

Ma, la resistenza della popolazione, della classe dirigente, dei sacerdoti bizantini è forte: l’episodio più eclatante di contrasto è la distruzione di notte di quanto edificato di giorno del costruendo immobile, operato da quelli legati all’identità e alle tradizioni millenarie precedenti. Non si arriva a una guerra civile e di religione, perché prevale il compromesso. Il movimento religioso e laico filo-bizantino rinuncia a ogni azione di resistenza e lascia ultimare l’immobile.

In cambio, Matteo Saraceno impegna l’arcidiocesi, anche per il futuro, a una significativa iniziativa annuale per mantenere i legami ideali con la bizantinità precedente della città, intitolandoli al suo maestro Bernardino da Siena  e  li affida all’Ordine francescano dei Minori Osservanti. Una volta all’anno, la domenica delle Palme, il Vescovo e il presbiterio, dopo avere iniziata e interrotta la messa in Cattedrale, si dovranno recare, coi paramenti sacri bizantini e in processione solenne, nella Chiesa di “S. Bernardino”, per esprimere la  continuità tra la Chiesa  latina  con la precedente bizantina  e  l’omaggio della prima resa alla seconda anche attraverso il canto e la lettura in greco, nel corso della celebrazione della messa, dell’epistola e del passo evangelico della ricorrenza.  

L’impegno  è mantenuto, nei successivi 564,  da  tutti  i  63  successori  di Matteo  Saraceno,  fino  all’attuale  arcivescovo   Maurizio  Aloise. 

Pacificata la Comunità religiosa e civile, vengono ultimati i lavori della Chiesa e del Convento, intitolati a S. Bernardino da Siena: essi sono i primi  edifici sacri di liturgia latino-cattolica di Rossano(1462). 

Finisce un’epoca!  Termina l’età per così dire eroica, quella bizantina e mediterranea, pur con le sue ombre e i suoi chiaroscuri, che vede Rossano e la Calabria del Nord-Est al centro di grandi avvenimenti per un periodo lungo della storia, durato 900 anni  (dal 549  al  1462).

Redazione Eco dello Jonio
Autore: Redazione Eco dello Jonio

Ecodellojonio.it è un giornale on-line calabrese con sede a Corigliano-Rossano (Cs) appartenente al Gruppo editoriale Jonico e diretto da Marco Lefosse. La testata trova la sua genesi nel 2014 e nasce come settimanale free press. Negli anni a seguire muta spirito e carattere. L’Eco diventa più dinamico, si attesta come web journal, rimanendo ad oggi il punto di riferimento per le notizie della Sibaritide-Pollino.