Il calore delle piazze di Corigliano-Rossano per l'ultima notte prima del voto
In piazza Salotto e in piazza Portofino va in scena l'ultimo atto di una campagna elettorale bruttissima, dove l'astio politico ha preso il sopravvento su tutto. Eppure questa sarà una sfida decisiva e strategica per la Calabria
CORIGLIANO-ROSSANO – Tre piazze per due candidati, calore e passione - senza dubbio - per l'ultima notte di campagna elettorale di Pasqualina Straface e Flavio Stasi prima dell'apertura delle urne che sanciranno chi sarà il nuovo sindaco di Corigliano-Rossano. Quella della grande polis jonica saranno le consultazioni più importanti e strategiche dell'intera Calabria in questa tornata; non fosse altro perché qui, nel capoluogo della Sibaritide, si sono non solo concentrate le attenzioni della politica nazionale e regionale ma, soprattutto, perché qui - di fatto - si è innescato, soprattutto negli ultimi giorni, un vero e proprio scontro generazionale della politica locale.
Abbiamo seguito gli ultimi due comizi, Pasqualina Straface a piazza Salotto, a Corigliano scalo, e Flavio Stasi in piazza Portofino, a Schiavonea, per percepire gli ultimi umori di una bagarre che, sinceramente, ha lasciato molto amaro in bocca per i toni eccessivamente aspri dove le proposte, le idee, le posizioni sulle grandi vertenze che interessano la Calabria del nord-est sono state totalmente annichilite.
La prova di forza di Pasqualina Straface
Alle ore 22 a Piazza Salotto, la folla è pronta ad assistere all'atto conclusivo di questa campagna elettorale, ormai giunta al termine. Dopo Rossano e Schiavonea, la candidata di centro-destra ha deciso di chiudere nella piazza dello scalo dell’area urbana di Corigliano tornado, in quella che a tutti gli effetti è casa sua, a parlare dei temi che hanno caratterizzato questo mese di confronti e dibattiti.
In apertura Straface ha ribadito che la sua colazione rappresenta l'alternativa giusta per la ripresa della città «mortificata e ormai immersa nel degrado, soprattutto nelle aree periferiche».
Ha poi proseguito facendo riferimento alle indagini in cui è stata coinvolta la macchina comunale che sta «facendo emergere gli affidamenti diretti, il malaffare e il sistema di potere perpetrato dall'attuale amministrazione come nel caso dei PinQua». «Dalla nostra parte - ha ribadito - ci sono candidati giovani e professionisti che hanno deciso di mettersi in gioco senza nessuna promessa in cambio».
Poi, un passaggio sulle questioni legate ai suoi trascorsi amministrativi e allo sciglimento della sua allora Giunta comunale: «Se sono qui è perché mi ha legittimato la giustizia». E poi l'affondo su Stasi: «Questo non rappresenta il modello di città che avrebbe dovuto venire fuori dalla funsione. Qui - ha sottolineato - è stato bloccato ogni istituto di partecipazione, è stata alimentata la divisione e sono stati lasciati milioni debiti. La fusione ha rappresentato per Stasi un problema e non una opportunità. Ha svuotato il centro storico di Corigliano che è ormai senza uffici. Non c'è stata perciò alcuna programmazione». Una chiosa anche sui fondi Pnrr: «Molti comuni del sud sono riusciti ad ottenere grossi finanziamenti. La nostra città, invece, non ha visto ancora nessuna opera pubblica realizzata».
E sui programmi ha precisato: «Gli imprenditori non sono il nemico da battere ma una risorsa. Rilanceremo il turismo culturale, il lungomare e le sue strutture ricettive. Rilanceremo i tre centri storici. Faremo sorgere la Cittadella dei servizi ad Insiti. E tutto questo - ha concluso - lo faremo con la competenza e non attraverso le simpatie. Abbiamo bisogno della meritocrazia. Perciò, fino all'ultimo voto, restituiamo a questa città la grandezza che merita».
Il cliché di Flavio Stasi
La voce rauca del candidato a Sindaco Flavio Stasi non ferma il suo messaggio forte e chiaro: «È alla mia città che devo rendere conto. Non a Cosenza, Catanzaro o Roma. Loro hanno tenuto per anni la città sotto scacco. Ora Corigliano-Rossano è una città libera».
Inizia così questo suo ultimo comizio a Piazza Portofino, con un attacco diretto alla coalizione avversaria rea, secondo Stasi, di non aver fatto altro che «gettare fango durante questa campagna elettorale». «Da un lato - spiega - proposte idee e futuro. Dall'altro il fango. Vogliono farvi credere che siamo come loro, che siamo tutti uguali.Con questo fango cercano di togliervi la speranza, perché una comunità senza speranza è più facile da ricattare».
Il sindaco uscente poi rivendica quanto fatto, soprattutto per la comunità di Schiavonea, dal Mercato ittico alla pubblica illuminazione, dai fondi intercettati per la riqualificazione della Città alle spiagge inclusive comunali, dai 4 milioni di euro intercettati per l'edilizia popolare ai servizi per la pesca e il turismo.
Non mancano frasi al vetriolo, con le quali Stasi accusa la controparte di aver ricattato pazienti e professionisti dell'Azienda sanitaria: «Dovete vergognarvi per quello che state facendo. Siete peggio dei mafiosi perché giocate sulla salute della gente e sarete ricordati per questo».
Chiude il suo comizio con un appello: «I tempi bui sono passati e non tornano più. Noi oggi siamo una comunità che cresce. Noi dobbiamo chiudere una pagina devastante della politica calabrese dicendo che Corigliano-Rossano è libera e vuole crescere. Non c'è bisogno delle "mmasciate" quando c'è competenza e coraggio. Io devo rispondere solo a voi che mi avete eletto sindaco e non devo dire grazie a nessuno se non a voi. Ora dobbiamo scegliere se tornare in dietro di 20 anni o andare avanti. Proseguire il percorso intrapreso, che rende orgogliosi i giovani di dire "sono di Corigliano-Rossano" è questo che fa paura. Corigliano-Rossano 5 anni fa non ha ceduto a ricatti. Dimostratemi ancora che amiamo la nostra città libera».
Giusi Grilletta
Rita Rizzuti