4 ore fa:Calabria, protocollo Guardia di Finanza–Regione: più controlli sui cantieri degli ospedali
2 ore fa:«Fine dell’incertezza, assunzioni stabili per chi regge ogni giorno i tribunali»
Adesso:Crisi politica a Villapiana, ecco la genesi di un delitto politico in piena regola
4 ore fa:Cerchiara e San Lorenzo Bellizzi, a scuola il cane antiveleno dei Carabinieri: lezione su legalità e tutela animale
30 minuti fa:Associazione Stati Uniti d’Italia, Egidio Perri nominato responsabile provinciale per Cosenza
2 ore fa:Schiavonea, resta in carcere l'extracomunitario che con un coltello ha aggredito due agenti di Polizia
4 ore fa:Schiavonea, arrestato 37enne per droga: cocaina e hashish sequestrati dai Carabinieri
3 ore fa:Si è spento Mohamed Faid, punto di riferimento per l’integrazione a Schiavonea
1 ora fa:SS 534, no alla dismissione del distributore: ArticoloVentuno difende lavoro e servizi a Cassano
1 ora fa:Cariati, Le Lampare BJC e EquoSud: economia solidale a supporto di ospedale e territorio

Crisi politica a Villapiana, ecco la genesi di un delitto politico in piena regola

4 minuti di lettura

VILLAPIANA - Non una crisi annunciata, sicuramente premeditata e studiata a tavolino per un classico delitto politico. Così Vincenzo Ventimiglia ricostruisce le ore che hanno portato alla sua sfiducia e al commissariamento del Comune di Villapiana. Una vicenda che, secondo l’ex sindaco, non nasce da uno scontro politico aperto, ma da una manovra accelerata, consumata nel giro di pochi giorni e culminata in un sabato sera dal forte valore simbolico e amministrativo.

Ventimiglia approfitta delle telecamere dell’Eco in Diretta, il talk della nostra testata andato in onda ieri sera (rivedi qui la puntata), per “sfogarsi” e raccontare tutta la (sua) verità. «La sfiducia era inaspettata – ha spiegato Ventimiglia – perché avevamo fatto dei passi logici per affrontare il bilancio di previsione 2026-2028 e avevamo assunto un impegno, sia con la maggioranza che con la minoranza, di portare avanti le questioni pregnanti dell’ente».

Ed è proprio in questo scarto tra parole e atti, tra parole date e fatti, che Ventimiglia colloca il ruolo politico di Paolo Montalti, indicato come uno dei responsabili, anzi come il responsabile chiave di tutta la vicenda. Prima di andare avanti, però, bisogna dire chi è Montalti, l'highlander della politica villapianese, democristiano nel cultura e DNA, ma soprattutto più volte sindaco della cittadina Jonica nei cui anni di amministrazione ha impiantato un vero e proprio blocco di sistema. Il suo modello insomma. Fino a giungo 2024 quando, l’oggi regista della sfiducia del sindaco perse nella competizione diretta, in corsa per il terzo mandato, proprio al cospetto del “novello” Ventimiglia: giovane ingegnere con poca pratica istituzionale.

«Il consigliere Montalti – racconta il sindaco sfiduciato mostrando a favore di telecamere il telefono personale con la conversazione intercorsa con lo stesso Montalti in quelle ore – il giorno 8, due giorni prima della sfiducia, mentre io gli rappresentavo tutte le intenzioni di andare in Consiglio comunale, era in contatto con me». Un passaggio che per l’ex sindaco pesa come un macigno. Perché mentre ufficialmente si parlava ancora di documenti, chiarimenti e passaggi istituzionali, la sfiducia era già pronta sulla scrivania dell’avvocato.

«La sfiducia era inaspettata»: il contesto che precede lo strappo

Ventimiglia respinge l’idea di una crisi politica conclamata. «La sfiducia era inaspettata – spiega – perché avevamo fatto dei passi logici per affrontare il bilancio di previsione 2026-2028 e avevamo preso un impegno, sia con la maggioranza che con la minoranza, di portare avanti le questioni pregnanti dell’ente».

Questioni che avevano un nome e un peso preciso: «Il salvataggio della partecipata e la questione del GSE, che oggi è la vera spada di Damocle per il Comune, per quello che dovrà salvarlo dal dissesto».

Dal Consiglio del 30 dicembre alla commissione del 5 gennaio

L’ultimo Consiglio comunale si tiene il 30 dicembre. Da lì, secondo l’ex sindaco, si apre una fase operativa. «Il 5 gennaio abbiamo realizzato una commissione tra i vari capigruppo per quanto riguarda la partecipata BSV e la SSD Polisportiva».

Un lavoro che, nelle intenzioni dichiarate, doveva portare a una soluzione prima che la situazione degenerasse. «Avevamo fatto un’ultima giunta per cercare di trovare una soluzione alla partecipata SSD e provare a chiuderla», ricorda Ventimiglia. Poi l’amara constatazione: «Sapete qual è stato il primo atto del commissario prefettizio? Liquidare la società».

Le ore decisive: nessun segnale, poi l’accelerazione improvvisa

Il racconto entra nel vivo quando Ventimiglia ricostruisce le ore immediatamente precedenti alla sfiducia. «Quel sabato, con alcuni dei miei sfiducianti, sono stato in contatto fino a metà pomeriggio (la sfiducia è arrivata poco dopo) per risolvere problemi operativi, come la piscina e altre questioni di contingenza».

Il giorno prima, aggiunge, si era riunita pure la giunta (dove sedevano due degli 8 firmatari della sfiducia) proprio nel segno della trasparenza. Poi, senza alcun preavviso politico, il cambio di scenario.

Il sabato sera dal notaio: «Volevano che smettessi subito di fare il sindaco»

«La cosa veramente singolare è che gli sfiducianti si sono preoccupati tantissimo affinché la sfiducia fosse subito trasmessa e ufficializzata». La PEC del notaio non basta. «Si sono recati all’ufficio protocollo il sabato sera, provando a registrarla e chiamando una mia dipendente».

Ventimiglia dice di aver seguito tutto in tempo reale: «Io sapevo tutto. Ho chiamato un addetto al protocollo ricordandogli che il protocollo di sabato era chiuso e non poteva ricevere alcuna comunicazione. Ci tenevano a tutti i costi che io quel sabato smettessi di fare il sindaco». Perché? La domanda scontata, logica.

Il lunedì che non doveva arrivare

È qui che probabilmente si trova il movente del delitto politico. Nel racconto di Ventimiglia, infatti, nulla è casuale. «Il lunedì era nell’aria un incontro di maggioranza per chiarimenti su rendiconti estivi e altre determinazioni». Un passaggio politico che, secondo questa lettura, avrebbe potuto aprire la strada a un rimpasto di giunta e a un riequilibrio degli assetti.

È in questo spazio temporale che Ventimiglia colloca il senso della manovra: anticipare, non discutere. Colpire prima che il confronto producesse effetti e, quindi, che si arrivasse alla nomina di nuovi assessori che avrebbero ridisegnato gli equilibri all’interno della maggioranza. Già perché tra queste new entry nella squadra di governo doveva esserci pure Michele Grande (altro protagonista della puntata dell’Eco in Diretta di ieri), eletto tra le fila di Ventimiglia per poi raffreddarsi nei rapporti subito dopo.

Il conto finale: commissariamento e lavoratori nel limbo

Ora però la sfiducia-lampo, magistralmente messa in piedi da un sibillino Paolo Montalti che - immaginiamo - abbia ancora vive e alte le attese di ritornare a fare il sindaco - apre la strada al commissariamento e a decisioni drastiche sulle partecipate, con ricadute dirette sui lavoratori. «Questa macchina amministrativa che io ho ereditato viene dal passato – conclude Ventimiglia mettendo un inciso non di poco conto – tutto ciò che vi è al suo interno viene dalla storia politica, non da questa amministrazione, che non ha avuto il tempo nemmeno di fare un’assunzione». Una discolpa che butta tutte le colpe nel campo avverso, quello di Montalti. Che - per quanto sostiene chi lo conosce bene - è già pronto per un’altra campagna elettorale dalle lame affilate ma dai toni dorotei. Mentre in questo contesto restano i cittadini di Villapiana, spettatori inermi - immaginiamo anche un po’ disgustati per tutto quanto avvenuto, sta avvenendo e avverrà - che alla fine saranno gli unici a pagare il prezzo altissimo di quello che è stato un vero e proprio “chiurito” politico.  

 

Redazione Eco dello Jonio
Autore: Redazione Eco dello Jonio

Ecodellojonio.it è un giornale on-line calabrese con sede a Corigliano-Rossano (Cs) appartenente al Gruppo editoriale Jonico e diretto da Marco Lefosse. La testata trova la sua genesi nel 2014 e nasce come settimanale free press. Negli anni a seguire muta spirito e carattere. L’Eco diventa più dinamico, si attesta come web journal, rimanendo ad oggi il punto di riferimento per le notizie della Sibaritide-Pollino.