17 ore fa:Cosenza, 87 anni dei Vigili del Fuoco: il 27 febbraio prima cerimonia ufficiale al Comando provinciale
13 ore fa:Aiello rilancia: nuovo vicesindaco e partita riaperta a Crosia
15 ore fa:Maracanã Sport - In onda la diciottesima puntata della trasmissione sportiva
18 ore fa:Asp di Cosenza, scontro sui conti e caos 118: Guccione (Pd) denuncia 33 postazioni senza ambulanza in Calabria
12 ore fa:Co-Ro, Caputo e Romano (FdI) chiedono militari e presidio di Polizia stabile in città
21 minuti fa:Cozzo Cerasello e la Sibari sul Traente: a Co-Ro la presentazione del libro di Maurizio Traversari
14 ore fa:UST CISL punta al dialogo stabile con l'Unical: al centro imprese per sviluppo e occupazione
13 ore fa:Due ore per 120 chilometri: ecco perché Crotone (oggi) non è lo scalo naturale della Sibaritide
14 ore fa:Even vola a Hollywood: in concorso al Los Angeles Italia Film Festival e ai David 2026
12 ore fa:A San Cosmo Albanese le reliquie di San Francesco d'Assisi per l’ottavo centenario della sua morte

Medicina a numero chiuso, un casotto che ha inguaiato come non mai la sanità calabrese - VIDEO

2 minuti di lettura

CORIGLIANO-ROSSANO – Certamente l’inaugurazione dell‘Utic, l’Unità di terapia intensiva coronarica e con essa anche la nuova ala del Reparto di Cardiologia, allo spoke di Corigliano-Rossano (leggi qui), sembra aver segnato una linea di confine tra vecchia e nuova sanità nel territorio della Sibaritide.

Sforzo notevole da parte del commissario ad acta alla sanità, Roberto Occhiuto, del suo entourage e del commissario dell’Asp di Cosenza, Antonello Graziano. La strada però è ancora lunga e tortuosa e tra gli elementi che restano ancora ostici da gestire, sicuramente c’è quello della mancanza di personale sanitario.

Il Commissario Asp Cosenza - Antonello Graziano

In questo specifico contesto, ci rivolgiamo ad Antonello Graziano, chiedendogli come mai i pronto soccorso sono cronicamente afflitti da carenza di operatori: «Ho iniziato la mia carriera proprio facendo turni in pronto soccorso e avendone vissuto e conosciuto le dinamiche, posso affermare che il reparto emergenza è una cartina tornasole dello stato di efficienza di un servizio sanitario».

«Per cui va da sé che il problema del reparto emergenza, riguarda non solo lo spoke di Corigliano-Rossano o le strutture sanitarie in Calabria, ma questo è un problema nazionale. Nonostante ci sono grandi professionalità, grandi competenze in ambiti sanitari, abbiamo infermieri e Oss ma ahimè, mancano medici», puntualizza Graziano.

Quando domandiamo da cosa dipende, il commissario Asp risponde a lettere chiare: «Innanzitutto dobbiamo rendere attrattivi questi posti al personale sanitario, inoltre vi è il vincolo del numero chiuso per accedere alle scuole di specializzazione che rende ancora più rigida e ostica la situazione, non da ora ma da sempre, per cui, anche se ora le maglie strette dell’accesso si stanno allentando finalmente, i risultati li vedremo solo tra 8-10 anni». Insomma, Medicina a numero chiuso è stato un casotto che ha inguaiato come non mai la sanità italiana, soprattutto quella calabrese che da sempre è poco appetibile e che lo rimane oggi, ancora di più.

«Abbiamo cercato di sopperire alla carenza di personale anche pregando il personale già in servizio di fare turni aggiuntivi, rivolgendoci ad agenzie interinali e prendendo in esame i medici in pensione, sempre per sopperire a questo vuoto. Diciamo che ce la stiamo mettendo tutta – afferma Graziano - abbiamo evitato che si potesse chiudere il pronto soccorso di Trebisacce con l’innesto di un nuovo medico, perché i due in servizio per motivi di salute, non possono lavorare e non è stato facile».

E allora come si fa? Il commissario Asp ritorna sul valore strategico del piano messo in atto dal nuovo management aziendale di cui è a capo: «Anche queste stesse strutture, adibite a spazi dedicati alla formazione potrebbero diventare un polo attrattivo, perché i medici oltre che alla gratificazione economica, hanno volontà di crescere professionalmente e la formazione è la base di lancio per poterlo fare. Una struttura del genere oltre ad essere naturalmente rivolta alla buona sanità, potrebbe essere proiettata al percorso formativo».

Un'altra soluzione l'ha tracciata lo stesso presidente Occhiuto intervenendo domenica scorsa a Corigliano-Rossano: «Ho chiesto al Governo che venga adottato per i medici lo stesso trattamento che in Calabria si adotta per le forze dell'ordine. Chi delle forze di polizia viene a svolgere incarichi di pubblica sicurezza nella nostra regione ha un trattamento economico più alto, che sia così anche per il comparto sanitario. Del resto se la sanità calabrese è commissariata dallo Stato ci sarà un motivo, ha bisogno di maggiori attenzioni. E noi - ha chiosato Occhiuto - su questo dobbiamo far leva».

Francesca Sapia
Autore: Francesca Sapia

Ha due lauree: una in Scienze politiche e relazioni internazionali, l'altra in Intelligence e analisi del rischio. Una persona poliedrica e dall'animo artistico. Ha curato le rassegne di arti e cultura per diversi Comuni e ancora oggi è promotrice di tanti eventi di arti visive