Ospedale della Sibaritide, gli incendi ci sono costati 4 milioni di euro. Ora il PD vuole chiarezza
Oltre 4 milioni per «danni e lavorazioni dovuti agli incendi» e quasi 2 milioni per «guardiani e sicurezza aggiuntivi». Madeo e Candreva chiedono alla Regione di chiarire cause, criteri, periodo, prestazioni e presupposti contrattuali
CORIGLIANO-ROSSANO – Quasi sei milioni di euro concentrati in due sole voci. Una riguarda gli incendi che negli ultimi anni hanno colpito il cantiere del nuovo Ospedale della Sibaritide. L’altra la guardiania e la sicurezza aggiuntiva. È dentro lo stato di avanzamento lavori (SAL) numero 61 della grande opera che sta sorgendo ad Insiti, liquidato con l’ordinanza n. 65 del 12 settembre 2026, che si apre adesso un nuovo fronte politico sull’ospedale di Insiti. Ed è forse il più interessante, perché cerca di capire come, nel tempo e negli anni, sia lievitata la spesa per la realizzazione del grande nosocomio della Sibaritide.
A sollevarlo sono Francesco Madeo, segretario cittadino del Partito Democratico, e Giuseppe Candreva, capogruppo Pd in Consiglio comunale, insieme alla Consulta Laboratorio della Salute.
Non formulano accuse. Ma mettono in fila domande molto precise.
Quattro milioni per gli incendi: «Come sono stati quantificati?»
La voce economicamente più pesante ammonta a 4.043.540,01 euro ed è indicata come «oneri per danni e lavorazioni dovuti agli incendi». È proprio da qui che parte la richiesta di chiarimenti.
«Nel merito - si legge in una nota - è utile conoscere quali siano i presupposti e i criteri utilizzati per la liquidazione di 4.043.540,01 euro per “oneri per danni e lavorazioni dovuti agli incendi” e, in tal senso, alcune domande sorgono spontanee: sono stati formalmente accertati la natura, l’entità e le cause degli incendi e, soprattutto, quali risultanze delle competenti autorità sono state assunte a riferimento per la quantificazione dei danni?».
Il Pd chiede inoltre se quella cifra debba considerarsi definitiva oppure se possano arrivare ulteriori riconoscimenti economici. «Quali specifici danni e lavorazioni sono ricompresi nell’importo e quali criteri tecnici ed economici sono stati adottati per la relativa quantificazione?».
Quasi due milioni per guardiani e sicurezza
La seconda voce pesa 1.952.000 euro ed è riferita agli «oneri per guardiani e sicurezza aggiuntivi». Anche qui Madeo e Candreva chiedono di conoscere nel dettaglio cosa sia stato pagato.
«Non sarebbe necessario precisare il periodo temporale interessato, le motivazioni che hanno determinato tali maggiori oneri e le prestazioni effettivamente ricomprese nella somma?».
Poi il passaggio politicamente più delicato. «Considerato che gli obblighi in materia di sicurezza del cantiere fanno capo al concessionario, quali presupposti contrattuali e amministrativi hanno consentito il riconoscimento di tali oneri aggiuntivi? Come si raccorda tale previsione con il nuovo Protocollo di legalità, sottoscritto con il coinvolgimento delle Forze dell’Ordine?». E soprattutto: quanto è costata complessivamente, e quanto costerà ancora, la sicurezza del nuovo ospedale? È questa un’altra delle domande poste dal Pd.
«Rendete pubblici atti e valutazioni»
Ovviamente i democrat di Corigliano-Rossano si guardano bene dal contestare le cifre ma l'incursione, questa volta, è sottile, quasi infida. Un po' come quella richiesta di chiarimenti (soprattutto sugli atti incendiari) sussurrata - ormai da mesi - da Franco Pacenza, ex deus ex machina del nuovo ospedale ai tempi del Governatore Oliverio e, ancora prima, all'epoca in cui da consigliere regionale sostenne l'idea di un grande nosocomio ad insiti.
Il punto, per Madeo e Candreva, è la trasparenza su cifre che complessivamente sfiorano i 6 milioni di euro e che riguardano due capitoli tutt’altro che ordinari della lunga storia del cantiere: gli incendi e la sicurezza. «A nostro avviso - sottolineano - e alla luce della rilevanza economica delle somme, è opportuno che la struttura competente renda pubblici i presupposti, le valutazioni e gli atti posti a fondamento delle liquidazioni previste dal SAL n. 61».
«Si tratta - aggiungono - di legittime richieste di trasparenza, formulate senza alcuna anticipazione di giudizio, nell’interesse della corretta informazione dei cittadini e della piena conoscibilità dell’utilizzo delle risorse pubbliche destinate a un’opera strategica per la Sibaritide».
E così, mentre il nuovo ospedale entra finalmente nella fase decisiva verso l’apertura, un altro dossier si apre sulle carte del cantiere. Questa volta non riguarda i tempi. Riguarda i conti.
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