Fondi per i Comuni fusi, Scutellà lancia l’allarme: «Le risorse di Corigliano-Rossano non si toccano»
La capogruppo regionale del Movimento 5 Stelle contesta l’ipotesi di cancellazione della legge calabrese sugli incentivi alle fusioni: «La Regione garantisca nero su bianco tutti i diritti già maturati»
CORIGLIANO-ROSSANO - «I soldi di Corigliano-Rossano non si toccano. E neppure quelli spettanti agli altri Comuni nati da fusione». La consigliera regionale e capogruppo del Movimento 5 Stelle Elisa Scutellà apre un nuovo fronte sulla possibile cancellazione della legge regionale che disciplina gli incentivi destinati alle amministrazioni nate dall’unificazione di più enti.
Al centro della presa di posizione c’è la legge regionale numero 15 del 2006, sulla quale, secondo quanto denunciato dall’esponente pentastellata, si starebbe andando verso un’abrogazione senza garanzie sufficientemente chiare per i contributi già maturati dai territori interessati.
La questione riguarda direttamente Corigliano-Rossano, città istituita nel 2018 attraverso la fusione degli ex Comuni di Corigliano Calabro e Rossano e destinataria, per il periodo stabilito dalla normativa, di specifiche risorse regionali.
«Oggi, invece di offrire certezze sul mantenimento di questi fondi – sostiene Scutellà – si sta andando verso la cancellazione della legge regionale, senza alcuna garanzia chiara sulla tutela dei diritti maturati da Corigliano-Rossano».
Secondo la consigliera, la Regione non può sostenere politicamente e istituzionalmente i processi di fusione e, contemporaneamente, indebolire il quadro normativo che riconosce incentivi e risorse ai nuovi Comuni.
«È una scelta sbagliata e ingiusta. La fusione deve restare un progetto da sostenere, non da penalizzare», afferma.
Il timore espresso dal Movimento 5 Stelle è che l’eventuale cancellazione della legge possa creare incertezza sulla continuità dei finanziamenti spettanti non soltanto a Corigliano-Rossano, ma anche alle altre realtà calabresi interessate da processi analoghi.