Castrovillari, sede del PD a 21 euro al mese: Futuro Nazionale attacca dopo il voto in Consiglio
Salerno e Senise rilanciano la questione sollevata da Lamensa e contestano l’astensione della sindaca De Gaio. L’ipotesi di un finanziamento illecito evocata dal movimento non risulta, allo stato, un accertamento giudiziario
CASTROVILLARI - Una sede pubblica utilizzata dal Partito Democratico per la quale viene indicato un canone di 21 euro al mese diventa terreno di un nuovo scontro politico a Castrovillari. A sollevare il caso in Consiglio comunale è stato il consigliere Giancarlo Lamensa; ora Futuro Nazionale rilancia la vicenda e punta il dito contro l’atteggiamento tenuto dall’aula e, in particolare, contro l’astensione della sindaca Anna De Gaio. Il Comune indica ufficialmente entrambi tra i componenti del Consiglio comunale.
La nota porta le firme dei referenti cittadini Eugenio Salerno e Roberto Senise e riguarda tre mozioni presentate da Lamensa nell’ultima seduta. Il passaggio più duro è quello relativo alla vicenda definita dal movimento “Affittopoli”, già rilanciata oggi nel dibattito pubblico locale.
Secondo Futuro Nazionale, una sede di proprietà pubblica sarebbe stata utilizzata per anni dal PD pagando un canone di appena 21 euro mensili. È su questa circostanza che il movimento chiede di fare piena chiarezza, contestando quella che considera una gestione non adeguata del patrimonio pubblico.
Salerno e Senise si spingono oltre e sostengono che la vicenda possa delineare uno scenario riconducibile al finanziamento illecito a un partito. Si tratta, però, di una valutazione formulata dal movimento politico: dagli elementi pubblicamente disponibili non emerge un accertamento giudiziario che qualifichi in questi termini la vicenda.
Nel mirino finisce anche l’astensione della sindaca durante la votazione. Futuro Nazionale la interpreta come una mancata presa di posizione su un tema che riguarda trasparenza e gestione del patrimonio comunale. Anche questa è una lettura politica del movimento, che usa toni molto duri nei confronti dell’Amministrazione.
«Attiveremo immediatamente ogni mezzo possibile per far emergere la realtà su questa denuncia proposta dal consigliere Lamensa», annunciano Salerno e Senise.
La vicenda, dunque, resta aperta su un terreno che richiede soprattutto atti, documenti e ricostruzione amministrativa: durata dell’utilizzo dell’immobile, titolo con cui è stato concesso, determinazione del canone ed eventuali responsabilità. È su questi elementi, più che sulle accuse politiche, che potrà essere chiarita la gestione della sede e stabilito se vi siano state irregolarità.