Vigili del Fuoco a Trebisacce, Laghi: «Il presidio è ancora fermo, i soccorsi arrivano dopo un’ora»
Il consigliere regionale torna sul distaccamento permanente annunciato a giugno: «Mercoledì una squadra è dovuta arrivare da Mormanno, percorrendo 65 chilometri». E chiede alla Regione di sollecitare il Ministero su organici e tempi di apertura
TREBISACCE – Il decreto che trasforma il distaccamento dei Vigili del Fuoco di Trebisacce da volontario a permanente è stato firmato. Le 33 unità aggiuntive sono state annunciate dal Governo. Ma, terminata anche la copertura stagionale dell’Antincendio Boschivo, la caserma dell’Alto Ionio resta ancora senza una squadra stabile.
Sul punto torna il consigliere regionale e segretario questore Ferdinando Laghi, che chiede alla Giunta regionale di sollecitare il Ministero dell’Interno affinché vengano definiti organici e tempi effettivi di attivazione del presidio. Laghi è segretario questore del Consiglio regionale ed è stato il proponente della mozione approvata dall’Aula il 27 gennaio sul riconoscimento della sede permanente di Trebisacce.
«Nell'Alto Ionio cosentino il soccorso urgente si misura prima in chilometri e soltanto dopo in minuti: sessantacinque chilometri di statale e di curve separano Mormanno da Trebisacce, ed è da lì che mercoledì pomeriggio è dovuta arrivare la squadra chiamata a spegnere il fuoco sviluppatosi sul tetto di un'abitazione. Più di un'ora di attesa, senza feriti per fortuna».
Secondo Laghi, l'episodio ripropone il problema della copertura di un territorio molto vasto: «E così i diciotto comuni, una fascia costiera che d'estate moltiplica i residenti e una viabilità che allunga ogni percorso, continuano a dipendere da presidi dei Vigili del Fuoco anche molto lontani».
A gennaio la mozione approvata dal Consiglio regionale
Laghi ricorda il primo passaggio istituzionale della vicenda. «Il 27 gennaio il Consiglio regionale ha approvato all'unanimità, con la sottoscrizione di tutti i capigruppo, la mozione che avevo presentato per la trasformazione del distaccamento volontario di Trebisacce in presidio permanente».
Il testo approvato impegnava Presidente e Giunta regionale ad attivarsi presso il Governo nazionale per il potenziamento degli organici e per la trasformazione della sede volontaria in permanente.
«Il distaccamento volontario è stato chiuso a luglio 2024, nonostante il Comune avesse già messo a disposizione a titolo gratuito un immobile ristrutturato e idoneo, mentre il Comando provinciale di Cosenza aveva definito il passaggio al presidio permanente non più procrastinabile».
Il decreto di giugno e le 33 unità
Poi la svolta del 10 giugno. Durante la visita istituzionale a Trebisacce fu annunciata la firma, da parte del ministro dell'Interno Matteo Piantedosi, del decreto di trasformazione in distaccamento permanente. Il sottosegretario Emanuele Prisco annunciò inoltre 33 unità aggiuntive per la provincia di Cosenza, destinate a rendere effettiva anche l'apertura della nuova sede.
«Il 10 giugno – ricorda Laghi – nel corso di una visita ufficiale di esponenti del Governo è stata annunciata la firma del decreto da parte del ministro Piantedosi: trentatré unità destinate a Trebisacce, quattro turni di servizio, apertura promessa entro la fine dell'anno dopo il passaggio alla Corte dei conti».
Ed è proprio sui passaggi successivi che il consigliere regionale chiede ora chiarimenti.
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Come abbiamo raccontato proprio ieri, con la conclusione del servizio AIB la caserma è tornata senza una presenza operativa stabile. AIB e distaccamento permanente sono però due piani distinti: il primo è un servizio stagionale legato alla campagna antincendio, il secondo deriva invece dal decreto ministeriale e necessita dell'assegnazione degli organici.
«A che punto sono personale e attivazione?»
Laghi pone quindi una serie di domande alla Regione: «Quali azioni sono state intraprese in attuazione della mozione e quali interlocuzioni sono state avviate con il Ministero dopo la firma del decreto? E lo stato di registrazione del provvedimento presso la Corte dei conti, i tempi di assegnazione del personale previsto e la data di attivazione del presidio, a che punto sono?».
E, nell'attesa che il distaccamento permanente diventi effettivamente operativo, chiede una soluzione transitoria: «I fatti accaduti ulteriormente dimostrano, semmai ce ne fosse bisogno, come, nelle more dell'apertura, vada comunque ripristinata una copertura operativa sul posto, perché nessuna comunità può restare senza soccorso tecnico urgente nell'attesa che un atto già firmato produca i suoi effetti».
Il punto, dunque, resta quello evidenziato anche dal nostro giornale: il riconoscimento ministeriale esiste, ma perché la caserma possa aprire stabilmente servono gli uomini da assegnare a Trebisacce. E ora l'attenzione si concentra sui prossimi passaggi amministrativi e sugli organici annunciati a giugno.