Crisi olivicola e Cambiale Frantoi, Borrelli (Altomonte): «Ricetta sbagliata per la Calabria. Serve aiuto sulla molitura, non altri debiti»
L'ex consigliere comunale di Altomonte critica la misura del Ministero dell'Agricoltura: «I produttori sono strangolati da costi e olio estero a basso costo. Servono contributi a fondo perduto, tracciabilità certa e stop alle speculazioni».
ALTOMONTE – Indebitare ulteriormente le aziende agricole e le strutture di trasformazione per fare fronte a una crisi sistemica non rappresenta una soluzione, ma una resa. È la posizione espressa da Vincenzo Borrelli, già consigliere comunale di Altomonte, in merito alla misura ministeriale "Cambiale Frantoi Oleari", il finanziamento a tasso zero promosso dal Ministero dell'Agricoltura per sostenere i frantoi alle prese con l'accumulo di giacenze di prodotto invenduto.
Secondo Borrelli, lo strumento creditizio rischia di scaricare l'intero peso dei problemi strutturali della filiera sulle spalle di agricoltori e trasformatori. Il comparto olivicolo calabrese si trova infatti schiacciato tra l'impennata dei costi energetici, il caro carburante e le difficoltà logistiche, in un contesto di mercato penalizzato dalla concorrenza sleale del prodotto straniero a basso costo e da controlli doganali ritenuti insufficienti.
Sotto la lente dell'ex amministratore finisce la scelta di rispondere alle difficoltà del settore con la logica del debito. Per Borrelli è inaccettabile chiedere a chi lavora la terra di accendere nuove passività finanziarie, seppur agevolate, mentre in altri ambiti si reperiscono ingenti risorse pubbliche. Da qui la sollecitazione a un cambio di rotta fondato su misure dirette e a fondo perduto: un contributo sulla molitura erogato da Stato e Regione per alleggerire i costi di trasformazione, l'incentivazione della filiera corta con la tracciabilità esclusiva di olive 100% italiane e calabresi, oltre al potenziamento delle verifiche alle frontiere e all'erogazione di ristori per compensare il calo dei prezzi di vendita.