Calabria-Mali, una sede ACIA a Corigliano-Rossano e un protocollo tra imprese, categorie e sindacati
Dal Forum Italia-Africa promosso dal senatore Ernesto Rapani emergono i primi passaggi operativi: un protocollo territoriale e la proposta di aprire in città una sede dell’Associazione di Cooperazione Italia-Africa
CORIGLIANO-ROSSANO – Una sede di ACIA a Corigliano-Rossano, un protocollo tra associazioni di categoria, organizzazioni sindacali e imprese e nuovi rapporti economici da costruire nei settori dell’agricoltura, dell’energia, della logistica e della formazione.
Sono i primi passaggi operativi indicati al termine del Forum Italia-Africa “Calabria-Mali”, ospitato all’Hotel Bisanzio Resort e promosso su iniziativa del senatore Ernesto Rapani, parlamentare eletto in Calabria e componente del gruppo Fratelli d’Italia al Senato. Il confronto ha riunito imprenditori del Mali, aziende della Sibaritide, rappresentanti delle categorie produttive e organizzazioni sindacali, con l’obiettivo di trasformare i contatti avviati in possibili progetti industriali, commerciali e formativi.
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La missione, in programma dal 18 al 22 settembre, coinvolge circa 25 imprese e istituzioni maliane, insieme alle agenzie APEX-Mali e API-Mali e a operatori attivi in diversi comparti produttivi.
La giornata si è sviluppata attraverso relazioni tecniche e incontri diretti tra gli operatori, con l’obiettivo di verificare compatibilità, fabbisogni e possibili investimenti.
Il confronto ha riguardato anche le condizioni necessarie per accompagnare le imprese calabresi verso il mercato maliano: sostenibilità economica dei progetti, valutazione dei rischi, tutela degli investimenti e coinvolgimento delle istituzioni.
Secondo quanto emerso durante il Forum, la delegazione africana ha manifestato interesse verso competenze e tecnologie presenti sul territorio, con particolare attenzione alla costruzione di filiere capaci di produrre occupazione e opportunità economiche in entrambe le aree.
Rapani: «Ora bisogna trasformare la cooperazione in progetti concreti»
«Questa missione deve trasformare la cooperazione tra Italia e Africa, e in particolare tra Calabria e Mali, in progetti concreti – afferma Ernesto Rapani –. L’obiettivo è formare lavoratori nei loro territori o in Italia, sulla base delle competenze richieste dai diversi settori produttivi, e favorire gli scambi tra imprese nell’agricoltura, nell’agroalimentare, nella logistica, nei trasporti e nella formazione».
Per il senatore, «dal confronto è emerso che esistono le condizioni necessarie per dare seguito al progetto». Il passaggio successivo dovrebbe riguardare proprio Corigliano-Rossano.
«Corigliano-Rossano e la Sibaritide possono assumere un ruolo operativo. Il presidente di ACIA ha manifestato la volontà di aprire in città una sede dell’associazione. Definiremo inoltre un protocollo con le associazioni di categoria e gli imprenditori presenti, da trasmettere alle istituzioni per ottenere il sostegno necessario».
ACIA: «Cerchiamo partner calabresi»
Il presidente di ACIA, Boukary Ouedraogo, ha illustrato le esigenze della delegazione. «Le imprese cercano in Calabria nuovi partner con cui sviluppare progetti comuni. La missione punta a rafforzare le competenze dei giovani, valorizzare e trasformare i prodotti locali, favorire il trasferimento tecnologico e aprire l’accesso a nuovi mercati».
I settori individuati come maggiormente interessanti sono «energia solare, trasporti, logistica, trasformazione agricola e formazione professionale».
Ouedraogo risulta presidente di ACIA – Association de Coopération Italie Afrique – e attivo da anni in iniziative di cooperazione economica.
«Una cooperazione deve essere bidirezionale»
Josephine Cacciaguerra, esperta di cooperazione internazionale, ha posto invece l’accento sul principio della reciprocità. «Una cooperazione paritaria nasce da relazioni bidirezionali, fondate sul dare e sul ricevere. L’Africa non deve essere considerata un territorio dal quale prelevare risorse: le sue comunità possiedono competenze, produzioni e conoscenze dalle quali possiamo imparare».
Cacciaguerra ha richiamato inoltre la necessità di verificare nel tempo la qualità degli investimenti e gli effetti prodotti sui territori.
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Un polo industriale da 40-50 milioni di dollari
Tra i progetti illustrati durante il Forum anche quello presentato da Giuseppe Francesco Zangaro, responsabile dello sviluppo delle attività industriali di Capitalimprese. «Le produzioni agricole, zootecniche e ittiche saranno integrate, trasformando scarti e rifiuti dei cicli produttivi in risorse. L’investimento stimato è compreso tra 40 e 50 milioni di dollari».
La proposta riguarda un modello di zona industriale ispirato ai principi dell’economia circolare. Secondo Zangaro, le imprese calabresi potrebbero mettere a disposizione know-how, formazione e soluzioni energetiche.
Il progetto di un polo industriale integrato nell’area di Bamako era già tra i temi annunciati alla vigilia della missione.
SACE: «Servono progetti sostenibili e attenzione ai rischi»
Sul fronte degli strumenti finanziari e assicurativi è intervenuto Alessandro Giorgi, Relationship Manager di SACE. «SACE offre assicurazione del credito e garanzie sui finanziamenti per sostenere le imprese nei percorsi di esportazione e internazionalizzazione».
Giorgi ha richiamato anche la necessità di valutare attentamente i rischi geopolitici ed economici: «Un progetto deve essere sostenibile, avere una dimensione internazionale, contribuire alla crescita delle esportazioni italiane e produrre effetti positivi sull’occupazione».
Il Forum entra adesso nella fase più concreta: redigere il protocollo, proseguire gli incontri tra imprese e verificare quali dei contatti avviati possano trasformarsi effettivamente in accordi e investimenti.
Ed è su questo passaggio che si misurerà il risultato della missione: capire se il ponte avviato tra Sibaritide e Mali riuscirà a produrre progetti capaci di camminare oltre i giorni del Forum.