Violenza al Pronto soccorso del Giannettasio, guardia giurata ferita: 20 giorni di prognosi
La denuncia della Cgil Pollino Sibari Tirreno: durante l’ennesimo episodio di violenza sono stati danneggiati anche ambienti e computer. Ferrone: «La prontezza della vigilanza ha evitato il peggio, serve più sicurezza negli ospedali»
CORIGLIANO-ROSSANO – Una guardia giurata ferita, 20 giorni di prognosi, ambienti danneggiati e computer finiti a terra. È il bilancio dell’ennesimo episodio di violenza che, secondo quanto denuncia la Cgil Pollino Sibari Tirreno, si è verificato due notti fa nel Pronto soccorso del Giannettasio di Rossano.
A intervenire sarebbe stata una guardia giurata in servizio, dipendente della società Coral, che avrebbe cercato di contenere la situazione evitando che la violenza si riversasse sul personale sanitario presente in quel momento.
«A farne le spese – riferisce il segretario generale della Cgil Pollino Sibari Tirreno, Andrea Ferrone – è stata una guardia giurata in servizio, intervenuta prontamente, scongiurando aggressioni al personale medico e non medico. Se la caverà con 20 giorni di prognosi e di riposo». Secondo la ricostruzione del sindacato, ad essere danneggiati sarebbero stati anche locali e attrezzature del Pronto soccorso: «Molto peggio è andata agli ambienti e ai pc, che sono volati letteralmente in aria».
«Episodi ormai troppo frequenti»
Ferrone allarga quindi il ragionamento al tema della sicurezza all’interno dei presìdi sanitari. «Purtroppo è diventato quasi normale a queste latitudini assistere ad episodi simili», afferma, collegando questi fenomeni alle difficoltà strutturali del sistema sanitario, alla pressione sui Pronto soccorso e, in alcuni casi, anche a situazioni personali e psicologiche particolarmente complesse.
Nel caso specifico, sottolinea il sindacato, «la prontezza della guardia giurata ha evitato il peggio», ma quanto accaduto ripropone «con forza il tema della sicurezza e del rafforzamento dei sistemi in ambito sanitario».
«Personale sanitario e vigilanza non possono essere lasciati soli»
La Cgil sostiene di aver già denunciato più volte situazioni analoghe e torna a chiedere «maggiore attenzione, per evitare di lasciare il personale medico e paramedico in balia del caso». Ferrone esprime quindi apprezzamento per «l’alta professionalità e la dedizione» degli operatori sanitari che lavorano «in un sistema sanitario pubblico sempre più in affanno».
Il ringraziamento viene esteso anche al personale degli appalti e, in particolare, agli addetti alla vigilanza: «Nelle stesse precarie condizioni, con dedizione, assolvono quotidianamente al proprio compito, supportando il Servizio sanitario nazionale».
L’episodio del Giannettasio riporta così al centro una questione già più volte emersa negli ospedali: la tutela di chi lavora nei Pronto soccorso e nei servizi più esposti al contatto con situazioni di forte tensione.