Export calabrese record ma reddito sotto la media nazionale, la Cisl incalza la Regione: «La crescita economica si traduca in lavoro stabile
Il Segretario Generale Giuseppe Lavia commenta i dati positivi delle esportazioni: «Imprese competitive, ma il reddito pro capite è al 71% rispetto alla media italiana. Servono interventi su energia, infrastrutture e aree industriali»
CATANZARO – I numeri del commercio estero confermano il momento positivo per il tessuto produttivo della regione, evidenziando la presenza di un'imprenditoria competitiva capace di affermarsi sui mercati internazionali. A commentare il quadro economico è la Cisl Calabria, che sottolinea come nel 2025 le esportazioni regionali abbiano raggiunto la quota record di circa 1,03 miliardi di euro (+10,7% rispetto all'anno precedente), trend positivo confermato anche nei primi sei mesi del 2026 con 514 milioni di euro di export (+5,4% su base annua, contro una media nazionale del +4,5%).
Nonostante l'andamento espansivo del sistema d'impresa, il sindacato richiama l'attenzione sulle profonde contraddizioni sociali ed economiche che ancora penalizzano il territorio. Come evidenziato dalla scheda economica regionale, il reddito pro capite in Calabria si attesta infatti a 17.820 euro, cifra pari ad appena il 71,4% della media italiana (pari a 24.950 euro).
«Sono dati che dimostrano come la Calabria non sia una regione priva di capacità produttiva», dichiara il Segretario Generale della Cisl Calabria, Giuseppe Lavia. «Il punto centrale è fare in modo che questa crescita non rimanga confinata nei bilanci aziendali, ma si trasformi in lavoro stabile, salari più alti e benessere diffuso. Se il reddito disponibile delle famiglie rimane significativamente inferiore alla media nazionale, gli indicatori economici in miglioramento non riescono a tradursi in una reale spinta per i consumi e per la domanda interna».
Per colmare questo divario, la Cisl Calabria sollecita la Regione a mettere in campo interventi concreti e immediati, a partire dal contrasto al caro energia e al caro carburante, fattori che minacciano di zavorrare la competitività aziendale e la tenuta economica dei nuclei familiari. Tra le priorità indicate dalla sigla sindacale figurano inoltre l'accelerazione dei processi di riqualificazione delle aree industriali e produttive, il potenziamento delle infrastrutture viarie e logistiche, il miglioramento dell'accessibilità e l'efficientamento energetico delle aree d'insediamento industriale, condizioni indispensabili per sostenere le imprese calabresi nella sfida dei mercati globali e generare occupazione di qualità.