Randagismo, i branchi tornano nel cuore della città: via Escrivà sotto pressione soprattutto al mattino
Molti sembrano docili e diversi sarebbero già sterilizzati, ma il problema resta: anziani, bambini e cittadini meno abituati agli animali vivono comunque una situazione di disagio
CORIGLIANO-ROSSANO – Sono tornati. Con la fine dell’estate, i branchi di cani randagi hanno ricominciato a farsi vedere con maggiore frequenza anche nel pieno del centro urbano, non più soltanto nelle contrade o nelle aree periferiche. Uno dei punti più evidenti è via Escrivà, a ridosso del grande uliveto del Crosetto, allo scalo di Rossano, dove soprattutto nelle prime ore del mattino gruppi di cani stazionano lungo la strada e nelle aree circostanti, in una zona attraversata quotidianamente da famiglie, studenti e persone dirette verso le scuole.
Non stiamo parlando, almeno per quanto osservato finora, di animali aggressivi. Molti sono docili e, secondo le segnalazioni raccolte, diversi sarebbero già passati attraverso i programmi di sterilizzazione attivati negli ultimi anni.
Ed è proprio questo il punto: il lavoro fatto esiste e sarebbe sbagliato ignorarlo. Ma sterilizzare un cane contiene il fenomeno nel medio periodo; non elimina la presenza di quel cane dalla strada. E quando i singoli animali diventano un branco, anche un gruppo pacifico può trasformarsi in un problema di convivenza urbana.
Non tutti hanno lo stesso rapporto con i cani
La questione non può essere ridotta alla contrapposizione tra chi ama gli animali e chi non li vuole vedere. Un anziano che si trova davanti sei o sette cani può avere paura. Un bambino può spaventarsi. Un ciclista o un motociclista può reagire improvvisamente. E non tutti hanno la stessa familiarità nel leggere il comportamento di un animale.
Un cane buono resta comunque un cane, e un branco libero in prossimità di abitazioni, attività e soprattutto scuole rappresenta una situazione che deve essere gestita, nell’interesse sia delle persone sia degli stessi animali.
Il tema, d’altra parte, non è nuovo.
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Sterilizzazioni, catture, canile: molto è stato fatto
Negli ultimi anni il Comune ha progressivamente costruito una strategia più articolata. Nell’ottobre 2024 sono stati completati i lavori di ampliamento del canile comunale, aumentando gli spazi del sanitario e la capacità di recupero degli animali. Nello stesso periodo è ripartita l’attività di cattura dei cani vaganti, dando priorità agli animali malati e alle femmine non sterilizzate; sessanta cani erano stati inoltre fotografati per favorirne l’adozione.
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A questo si sono aggiunti sterilizzazioni, microchippatura, reimmissioni controllate e campagne per incentivare le adozioni. Nel luglio scorso, inoltre, proprio il canile sanitario di Corigliano-Rossano è stato scelto dalla Regione come prima tappa del tour istituzionale dedicato al contrasto del randagismo. In quell’occasione era stato annunciato anche un tavolo permanente con i Comuni per coordinare recuperi, cure, sterilizzazioni e adozioni.
Dunque gli strumenti ci sono e le attività sono state avviate. Ma i branchi che oggi tornano a comparire nel centro cittadino dicono che il problema non può considerarsi risolto.
In passato le segnalazioni arrivavano soprattutto dalle periferie e dalle contrade. Nell’agosto 2025, in località Santa Caterina, un cane di famiglia fu trovato morto nel proprio giardino dopo quella che il proprietario riferì essere stata un’aggressione da parte di tre randagi. Anche allora il tema fu quello della gestione dei branchi presenti sul territorio.
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Oggi, però, la fotografia cambia perché gli animali stanno tornando stabilmente anche nelle aree più frequentate della città.
Ed è questo che impone un ulteriore passo: non necessariamente una caccia indiscriminata ai randagi, ma monitoraggio puntuale dei branchi, verifica della loro composizione, controllo sanitario, eventuale recupero degli animali più problematici e maggiore attenzione alle zone sensibili, a partire dalle scuole.
Perché l’obiettivo dovrebbe essere doppio e non contrapposto: proteggere gli animali e restituire tranquillità alle persone.
Sterilizzare funziona. Ma non basta
La campagna di sterilizzazione è probabilmente uno degli strumenti più importanti per evitare che il numero dei randagi continui ad aumentare. Ma gli effetti si misurano nel tempo.
Nel frattempo resta il problema della gestione quotidiana dei cani già presenti sul territorio. Ed è qui che Corigliano-Rossano deve adesso misurare l’efficacia del lavoro svolto: quanti cani vaganti sono effettivamente presenti? Quanti sono sterilizzati? Quanti vengono reimmessi? Quanti adottati? E soprattutto, quali branchi vengono monitorati nelle aree urbane più frequentate?
Sono numeri che permetterebbero di capire se il fenomeno stia realmente diminuendo oppure stia semplicemente cambiando forma. Via Escrivà, nelle mattine di questi giorni, offre intanto una fotografia molto concreta. I cani sono lì. Probabilmente non vogliono fare male a nessuno.
Ma una città non può chiedere a ogni anziano, a ogni bambino o a ogni cittadino di sapere come comportarsi davanti a un branco. Ed è proprio per questo che il randagismo resta, prima ancora che un problema degli animali, un problema di gestione urbana.