Carcere di Rossano, riapre lo spaccio interno dopo cinque anni: «Un presidio di benessere per il personale»
La struttura, riservata alla Polizia Penitenziaria e al personale civile, è stata inaugurata ieri nella Casa di Reclusione. L’AL.Si.P.Pe.: «Segnale concreto di attenzione alla dignità e alla socialità dei lavoratori»
CORIGLIANO-ROSSANO – Dopo cinque anni di chiusura, torna operativo lo spaccio interno della Casa di Reclusione di Rossano, riservato al personale civile e agli appartenenti alla Polizia Penitenziaria.
La riapertura è stata ufficializzata ieri mattina, venerdì 18 settembre, con una cerimonia all’interno della caserma dell’istituto penitenziario. A esprimere «profondo compiacimento» è l’Alleanza Sindacale Polizia Penitenziaria – AL.Si.P.Pe., presente con il segretario regionale Roger Durante e il segretario locale Simone Colapietro.
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«Un presidio fondamentale per il benessere dei lavoratori»
Per il sindacato, la riapertura dello spaccio «va ben oltre la semplice restituzione di uno spazio fisico». «In una struttura penitenziaria complessa e geograficamente isolata dai centri urbani – sottolinea l’AL.Si.P.Pe. – la presenza di un punto di ristoro e aggregazione rappresenta una necessità primaria per la qualità della vita lavorativa».
Il nuovo locale è stato concepito come «un ambiente accogliente, moderno e informale», destinato a garantire alle donne e agli uomini in divisa e al personale civile momenti di pausa dal servizio. «Un punto di ritrovo essenziale – aggiunge il sindacato – per rafforzare lo spirito di corpo, l’armonia interna e i legami di colleganza tra operatori quotidianamente impegnati in un mandato istituzionale delicato, gravoso e ad alto impatto emotivo».
La benedizione dell’Arcivescovo Aloise
Il taglio del nastro è avvenuto alla presenza dell’Arcivescovo Maurizio Aloise, accompagnato dal cappellano dell’istituto don Clemente Caruso. L’Arcivescovo, riferisce il sindacato, ha rivolto parole di gratitudine e vicinanza agli operatori, richiamando «passione, dedizione e alto senso di responsabilità» nello svolgimento di un lavoro particolarmente complesso all’interno degli istituti di pena.
Alla cerimonia hanno partecipato anche la Provveditrice regionale dell’Amministrazione Penitenziaria Lucia Castellano, il direttore in missione dell’istituto Salvatore Trieste, il comandante del Reparto di Polizia Penitenziaria Domenico Montauro, il vice comandante, rappresentanti istituzionali e il dirigente scolastico Saverio Madera.
Il plauso a direzione, comando e personale
L’AL.Si.P.Pe. rivolge «un sentito plauso all’azione sinergica che ha reso possibile il recupero della struttura», citando in particolare il direttore in missione Salvatore Trieste, il comandante di Reparto Domenico Montauro e il personale dell’istituto.
Un ringraziamento particolare viene rivolto al vice ispettore Giuliano Gasparro, che ha assunto la gestione del nuovo spaccio continuando contemporaneamente a contribuire ai servizi d’istituto. «La sua figura – sottolinea il sindacato – garantisce affidabilità e dedizione affinché la struttura possa funzionare al meglio e rispondere concretamente alle attese di tutti i colleghi».
Durante e Colapietro: «Segnale concreto di attenzione»
«La riapertura dello spaccio interno dopo un quinquennio di chiusura rappresenta un segnale concreto di attenzione verso il benessere psicofisico e sociale delle donne e degli uomini della Polizia Penitenziaria e del comparto funzioni centrali», dichiarano congiuntamente Roger Durante e Simone Colapietro.
«L’AL.Si.P.Pe. continuerà a profondere il massimo impegno affinché nei luoghi di lavoro siano sempre garantite dignità, sicurezza e strutture adeguate a chi, ogni giorno, garantisce la legalità ed il ripristino della convivenza civile all’interno degli istituti di pena».