Consulta per l’Integrazione, Candreva e Sciarrotta: «La politica risolva i problemi, non insegua gli slogan»
I due consiglieri rivendicano l’approvazione del regolamento: «Uno strumento concreto di partecipazione per le comunità straniere. L’inclusione è una necessità per costruire una città più forte e coesa»
CORIGLIANO-ROSSANO - Un luogo stabile di confronto, partecipazione e proposta per le comunità straniere che vivono e lavorano sul territorio. È questo l'obiettivo della Consulta Comunale per l'Integrazione, il cui regolamento è stato approvato dal Consiglio comunale di Corigliano-Rossano, segnando un passaggio ritenuto significativo nel percorso di inclusione della città.
A sottolinearne il valore sono Lidia Sciarrotta, presidente della Commissione Consiliare Servizi alla Persona, e Giuseppe Candreva, presidente della Commissione Consiliare Affari Generali, che parlano di «un risultato importante» frutto di un lavoro istituzionale portato avanti nelle commissioni competenti.
Secondo i due presidenti, la Consulta rappresenta molto più di un organismo consultivo. «Consentirà alle comunità straniere presenti sul territorio di avere uno spazio di partecipazione, confronto e proposta all'interno della vita democratica cittadina», spiegano, evidenziando come lo strumento possa favorire il dialogo tra culture diverse e valorizzare il contributo che migliaia di cittadini stranieri offrono ogni giorno alla crescita economica e sociale della città.
Per Sciarrotta e Candreva, la scelta compiuta dall'assemblea cittadina va nella direzione di una comunità più inclusiva e consapevole della propria trasformazione sociale. «Corigliano-Rossano sceglie con convinzione la strada dell'integrazione e della convivenza civile. La nostra comunità è cresciuta grazie all'incontro di culture, esperienze e storie diverse e oggi ha il dovere di trasformare questa realtà in una ricchezza sociale e umana».
Nel documento emerge anche una riflessione più ampia sul ruolo della politica e delle istituzioni in una fase storica caratterizzata da tensioni sociali, difficoltà economiche e crescenti fragilità. «È spesso facile individuare nel diverso o nello straniero il responsabile di problemi che hanno origini ben più profonde. È una scorciatoia che una politica seria e responsabile deve avere il coraggio di rifiutare», affermano i due esponenti istituzionali.
Da qui il richiamo a un approccio pragmatico ai problemi della comunità. «Alimentare paure e contrapposizioni può forse produrre consenso immediato, ma non offre alcuna soluzione concreta. Il compito delle istituzioni è costruire opportunità di partecipazione, favorire il dialogo e rafforzare la coesione sociale».
Il regolamento approvato, spiegano ancora, è il risultato di un percorso basato sul confronto e sull'approfondimento, con l'obiettivo di dotare la città di uno strumento adeguato a una realtà sempre più multiculturale.
L'auspicio è che la Consulta possa diventare presto un punto di riferimento stabile per il dialogo tra istituzioni e comunità straniere, contribuendo a rafforzare il senso di appartenenza e la partecipazione alla vita pubblica cittadina.