3 ore fa:Trebisacce, Consiglio approva Piano Colore e decoro urbano: via libera anche a opere e bilancio
2 ore fa:Sibari, il 25 aprile riapre il Parco del Cavallo a due mesi dall'alluvione
3 ore fa:Piano trasporti, i consiglieri regionali del nord-est alzino le barricate
1 ora fa:Crati, cantieri fantasma: argini da rifare e lavori mai partiti
4 ore fa:Orgoglio matematico, tre studenti del Polo liceale di Rossano alle finali nazionali
16 ore fa:Inclusione e futuro: a Co-Ro un'iniziativa per conoscere lo spettro autistico
1 ora fa:Musica e tradizione: a Castrovillari torna RiGenerazioni Fest
30 minuti fa:Trebisacce approva la definizione agevolata dei tributi, Aino: «Misura concreta per cittadini e conti pubblici»
4 ore fa:Sport e consapevolezza, Renzo: «Non è lo stadio a generare violenza, sono gli adulti a legittimarla»
Adesso:«Non sarà il solo “merito” a salvare le università e il lavoro in Calabria»

«Non sarà il solo “merito” a salvare le università e il lavoro in Calabria»

2 minuti di lettura

CASSANO JONIO - Nelle ultime settimane abbiamo assistito alla presentazione, da parte del presidente della Regione, Roberto Occhiuto, della proposta sul cosiddetto Reddito di Merito”: un contributo mensile destinato agli studenti calabresi che scelgono di iniziare o proseguire il proprio percorso universitario negli atenei della regione.

Sulla questione è intervenuto Giuseppe Cosenza, segretario PSI sezione Cassano-Sibari che ne ha contestato gli intenti. «Quello del reddito di merito - dice -  è un modello che, nelle intenzioni, richiama esperienze europee già consolidate, come quella danese (in particolare nella città di Copenaghen) dove il sostegno economico agli studenti è garantito in maniera più ampia e inclusiva, indipendentemente da rigidi criteri di rendimento, purchéé vi sia una regolare iscrizione agli studi».

«In Calabria, invece, questa misura si inserisce pienamente nella narrazione del merito” tanto cara allattuale governo nazionale guidato da Giorgia Meloni. Una narrazione che, pur partendo da un principio condivisibile quello di premiare limpegno, rischia, nei fatti, di diventare selettiva e limitante. Se da un lato il provvedimento può offrire un aiuto concreto ad alcuni studenti, dallaltro finisce per escluderne molti altri, alimentando il rischio di abbandono degli studi o, ancora più spesso, incentivando la migrazione verso regioni e Paesi percepiti come più ricchi di opportunità».

«Se alzi un muro, pensa a ciò che resta fuori, scriveva Italo Calvino ne Il Barone Rampante. È proprio da questa riflessione - dice - che occorre partire. I dati raccontano una realtà complessa: in Calabria i laureati nei percorsi STEM sono circa 4.000 lanno e solo una percentuale molto ridotta raggiunge medie particolarmente elevate. Allargando lo sguardo allintera popolazione universitaria, secondo lOsservatorio Talents Venture su dati MUR, la media dei voti si attesta intorno al 25,4. Non sorprende, dunque, che le stime iniziali della Regione indichino che il Reddito di Merito” coinvolgerà appena il 7-8% degli studenti iscritti».

«È evidente allora - va avanti il segretario - che una misura costruita su criteri così stringenti rischia di incidere solo marginalmente sul sistema universitario calabrese. Ma c’è una domanda ancora più profonda da porsi: perché la maggior parte degli studenti calabresi continua a lasciare la propria terra? La risposta, per chi vive quotidianamente questa realtà, è fin troppo chiara. Non si tratta solo di università, ma di un sistema complessivo che fatica a sostenere i giovani: infrastrutture carenti, servizi sanitari insufficienti, trasporti pubblici costosi e spesso inefficaci. In una parola, mancano le condizioni per costruire un futuro».

«In questo contesto, il richiamo continuo al merito” rischia di trasformarsi in uno strumento di esclusione. Perché il talento non si misura soltanto con una media ponderata, e molti studenti che oggi non rientrano in determinati parametri potrebbero domani diventare professionisti di valore per il territorio. Per chiudere questo amaro quadretto. Se davvero si vuole guardare ai modelli del Nord Europa in particolare alla socialista e popolare Copenaghen”, allora lo si faccia fino in fondo: investendo su un sistema che sostenga tutti coloro che scelgono di studiare, con lobiettivo di formare una comunità ampia di lavoratori qualificati. Diversamente, si continuerà a produrre piccole élite di eccellenza che, con ogni probabilità, cercheranno altrove le opportunità che qui non trovano».

«Il rischio, ancora una volta, - conclude - è quello di concentrarsi sul quadro” dipinto egregiamente, senza però intervenire sulla cornice più fragile: il sistema economico e lavorativo calabrese».

Redazione Eco dello Jonio
Autore: Redazione Eco dello Jonio

Ecodellojonio.it è un giornale on-line calabrese con sede a Corigliano-Rossano (Cs) appartenente al Gruppo editoriale Jonico e diretto da Marco Lefosse. La testata trova la sua genesi nel 2014 e nasce come settimanale free press. Negli anni a seguire muta spirito e carattere. L’Eco diventa più dinamico, si attesta come web journal, rimanendo ad oggi il punto di riferimento per le notizie della Sibaritide-Pollino.