Sila-Mare, il consiglio aperto finisce nel caos: sindaci lasciano l’aula tra polemiche e campanilismo
Doveva essere il confronto territoriale sul tracciato della strada tra Sila e Jonio. Il dibattito deraglia sulle questioni interne al paese e il vertice salta
LONGOBUCCO – Doveva essere il giorno per tracciare una strategia territoriale sulla Sila-Mare, la grande strada nata per connettere lo Jonio al Parco nazionale della Sila in meno di 30 miniti. È finito per diventare il giorno delle polemiche di paese. E così il consiglio comunale aperto convocato a Longobucco per discutere della Sila-Mare, la grande arteria destinata – almeno sulla carta – a collegare la costa jonica al cuore del Parco della Sila in meno di mezz’ora, si è trasformato in una scena quasi surreale: accuse incrociate, vecchie ruggini riesumate e, alla fine, sindaci ospiti costretti ad alzarsi e lasciare l’aula con discreto imbarazzo.
L’intenzione iniziale era chiara: riunire attorno allo stesso tavolo i primi cittadini dell’area vasta per ragionare insieme su uno dei nodi infrastrutturali più importanti della Sila Greca. In aula, infatti, erano presenti il Primo cittadino Flavio Stasi (Corigliano-Rossano) e i colleghi Agostino Chiarello (Campana), Domenico Citrea (Cropalati), Domenico Baldino (Paludi), Alfonso Benevento (Bocchigliero) e Umberto Mazza (Caloveto). Un parterre istituzionale pensato per affrontare, con visione territoriale, il futuro della strada.
Ma il copione è cambiato quasi subito.
Da dibattito sulla Sila-Mare a resa dei conti di paese
Invece di discutere del tracciato della Sila-Mare, dal pubblico hanno iniziato a fioccare interventi che con la nuova arteria avevano poco o nulla a che vedere. Questioni amministrative interne e recriminazioni tra vecchie e nuove amministrazioni. Il consiglio aperto, dunque, si è lentamente trasformato in una sorta di assemblea cittadina dove il confronto politico locale ha preso il sopravvento sul tema infrastrutturale che aveva motivato l’incontro.
Il clima si è fatto via via più teso, con accuse anche pesanti rivolte all’attuale amministrazione comunale di Longobucco. Accuse lanciate, peraltro, mentre il sindaco era assente per motivi di salute, circostanza che ha reso la situazione ancora più paradossale e imbarazzante: un primo cittadino messo sul banco degli imputati senza neppure la possibilità di replicare.
È così che i sindaci arrivati da fuori, inizialmente seduti tra i banchi dell’aula consiliare, hanno assistito con crescente imbarazzo a una discussione che prendeva una piega sempre più lontana dal tema originario.
Il nodo vero: dove deve passare la strada
Eppure il motivo dell’incontro era tutt’altro che marginale. La Sila-Mare resta una delle infrastrutture più attese del territorio: un collegamento strategico tra la costa ionica e l’entroterra montano che potrebbe ridisegnare mobilità, turismo ed economia dell’intera area.
Il vero nodo riguarda il tratto a valle. Secondo l’ultimo progetto aggiornato, la strada dovrebbe rientrare sull’attuale tracciato della SS531 lungo l’argine destro del Trionto, con innesto nell’area di Crosia sulla futura SS106 a quattro corsie – progetto risalente al 2020, aggiornato nel 2022 per elevarlo a rango B e oggi in fase di PFTE e VIA presso la Regione Calabria.
Una soluzione che però non convince parte della comunità longobucchese, che chiede invece di tornare al progetto originario degli anni Novanta: una nuova arteria sull’argine sinistro del Trionto fino alla rotatoria di località Foresta, nel territorio di Corigliano-Rossano. Il nodo vero, però, è la sostenibilità dell’intervento. Perché la soluzione primordiale, della connessione lungo l’argine sinistra del Trionto, porterebbe il costo totale dell’opera a quasi 200 milioni di euro (di cui più di 100 già spesi fino ad ora per collegare Longobucco a Cropalati) mentre la soluzione di ammodernamento della SS531 sarebbe più utile, conciliabile e reale anche perché, differentemente dal primo tracciato, metterebbe in connessione la Sila-mare con la nuova SS106 a 4 corsie (sempre che venga realizzata!)
Insomma, due visioni diverse dello stesso collegamento, con implicazioni territoriali e strategiche non trascurabili.
L’uscita di scena dei sindaci ospiti
Ma di tutto questo, nel consiglio aperto, si è parlato poco o nulla. Quando il dibattito ha definitivamente imboccato il binario delle polemiche locali, i sindaci presenti hanno deciso di “togliere il disturbo”, chiedendo formalmente di aggiornare l’incontro a una nuova data in cui si possa discutere davvero della Sila-Mare.
Una scelta quasi inevitabile, davanti a un confronto che stava perdendo completamente la sua dimensione territoriale.
L’assenza che fa rumore
A rendere ancora più singolare la vicenda c’è un dettaglio che non è passato inosservato tra gli amministratori: all’incontro non era stato invitato il sindaco di Crosia, proprio il comune dove – secondo il progetto attuale – dovrebbe terminare la nuova infrastruttura con l’innesto sulla futura SS106.
Un’assenza che ha fatto discutere e che sarà probabilmente sanata nel prossimo appuntamento.
Tutto rinviato
Alla fine la riunione si è chiusa senza decisioni, con la promessa di aggiornare il confronto a breve, questa volta con tutti i soggetti interessati e – si spera – con un ordine del giorno meno vulnerabile alle dinamiche di campanile. Perché la Sila-Mare, almeno nelle intenzioni, dovrebbe servire proprio a superare le distanze tra i territori.
Ieri sera, invece, quelle distanze sono sembrate più lunghe del previsto.