Corigliano-Rossano, fondi caregiver non spesi: 91 famiglie senza sostegno dopo la scadenza
La consigliera Daniela Romano denuncia le gravi inadempienze che avrebbero portato alla perdita dei fondi sollevando dubbi sulle responsabilità. Riaperta la questione del garante per la disabilità
CORIGLIANO-ROSSANO - La vicenda dei fondi welfare destinati ai caregiver non spesi, ha riaperto la questione relativa all’opportunità, per la città di Corigliano-Rossano, di dotarsi di una figura che tuteli, supporti e segua le famiglie delle persone con disabilità: il Garante dei diritti (ne abbiamo parlato di recente qui).
Nel caso denunciato nei giorni scorsi dalla consigliera d’opposizione Marisa Caravetta si parlava di risorse che avrebbero dovuto sostenere concretamente le famiglie impegnate nell’assistenza quotidiana di persone non autosufficienti, allettate o affette da gravi disabilità. Fondi che, invece, secondo quanto riportato, non sarebbero stati utilizzati e sarebbero quindi tornati indietro, privando il territorio di un supporto ritenuto essenziale.
A farsi portavoce del malcontento, sostenendo la denuncia di Caravetta, è la consigliera di minoranza Daniela Romano che, insieme a due rappresentati del gruppo Progetti Inclusivi, Marina Madeo ed Enzo Valentini, è tornata a fare chiarezza ricostruendo l’iter del bando e le «gravi inadempienze» che avrebbero portato alla perdita dei fondi, lasciando 91 famiglie senza sussidio.
Alla luce di quanto riportato, alle sollecitazioni di chiarimento da parte dei richiedenti è stato costantemente risposto che l’erogazione dei fondi sarebbe stata imminente, «questione di giorni o al massimo settimane».
La realtà, però, sarebbe emersa solo a fine marzo 2026, in seguito a una richiesta di accesso agli atti. Da quanto appreso, i fondi regionali non sarebbero mai stati distribuiti perché il termine ultimo per la loro assegnazione, fissato al 31 dicembre 2025, non è stato rispettato. Di conseguenza, le risorse sono andate perdute.
Una situazione che solleva interrogativi sulle responsabilità: «Si è trattato di una mancanza degli uffici competenti o di un problema politico?» si chiede Romano. Al momento non ci sono risposte ufficiali, ma cresce la volontà di chiarezza.
Il gruppo – spiegano Madeo e Valentini - ha seguito passo dopo passo l’iter del bando, sollecitando più volte gli uffici e invitando le famiglie interessate a informarsi direttamente presso i servizi sociali.
«Le famiglie non chiedono favori, ma il rispetto dei propri diritti» hanno sottolineato i rappresentanti, evidenziando come le risposte ricevute siano state sempre le stesse e non si siano mai tradotte in azioni concrete. Anche chi si è recato personalmente, più volte, negli uffici comunali ha ottenuto soltanto rinvii, fino alla scoperta definitiva della perdita dei fondi.
A completare la ricostruzione, è la vicenda di un genitore ingiustamente escluso dalla graduatoria in questione e poi inserito grazie all’aiuto del Garante Regionale. Una storia di cui Romano ha raccolto la denuncia e seguito l’intero percorso cercando di fare luce su quanto accaduto.
Il confronto, poi, con altre realtà rende la situazione ancora più critica. In comuni come Crotone, dove è già presente un garante per la disabilità, i fondi erano stati regolarmente erogati già nell’ottobre 2025.
Proprio l’assenza di una figura di garanzia locale viene indicata come una delle possibili cause del disservizio. Secondo Romano, un garante avrebbe potuto svolgere un ruolo di vigilanza e supporto, evitando il mancato rispetto delle scadenze e la conseguente perdita delle risorse.
Ora resta l’amarezza per i fondi perduti e la necessità di individuare responsabilità precise. Per le 91 famiglie coinvolte, infatti, non si tratta soltanto di un errore burocratico, ma della perdita di un aiuto concreto atteso da mesi.