Cassano, esonda il Crati: Articolo21 chiede stato di emergenza e piano tecnico per la Piana di Sibari
Dopo l’esondazione del Crati a Cassano, Articolo21 interviene sui danni nella Piana di Sibari: centinaia di sfollati, imprese agricole colpite e infrastrutture compromesse. La richiesta di stato di emergenza e calamità in agricoltura, la proposta di un’analisi tecnica affidata a un esperto e la necessità di riorganizzare la gestione comunale delle emergenze e il coordinamento con Protezione Civile
CASSANO JONIO – A Cassano Jonio l’esondazione del Crati ha sommerso case e aziende nella Piana di Sibari, con centinaia di sfollati. Il movimento Articolo21 sollecita emergenza nazionale, calamità agricola e una consulenza tecnica per prevenire nuovi disastri.
«Negli ultimi giorni la nostra comunità è stata duramente colpita dall’esondazione del Crati, che ha rotto gli argini in più punti, sommergendo case, aziende agricole e strade nella Piana di Sibari. Un territorio fragile, da anni classificato ad alto rischio idrogeologico, che continua ad aver bisogno di interventi costanti e di una gestione attenta per garantire sicurezza e tutela nel tempo».
«Fortunatamente – scrivono - non ci sono state vittime, ed è l’unico vero sollievo in mezzo ad un evento che ha lasciato centinaia di sfollati, infrastrutture compromesse, imprese agricole in ginocchio e danni economici ingenti. Per questo la richiesta dello stato di emergenza nazionale e della calamità in agricoltura non rappresenta un semplice passaggio burocratico, ma il necessario riconoscimento di una situazione straordinaria che richiede risposte straordinarie».
«Non è il tempo delle polemiche né delle strumentalizzazioni. Abbiamo volutamente atteso qualche giorno prima di intervenire, perché in momenti come questi serve equilibrio, senso di responsabilità e rispetto per chi sta vivendo difficoltà enormi. Oggi, però, è doveroso avviare una riflessione seria e costruttiva».
«Per affrontare questa emergenza e prevenire il ripetersi di eventi simili, riteniamo necessario partire da una ricostruzione tecnica e rigorosa dei fatti. Per questo, è essenziale affidare un incarico di consulenza ad un cattedratico, un esperto riconosciuto, che possa analizzare con rigore e metodo scientifico quanto accaduto, individuarne le cause, ricostruirne le dinamiche e fornire indicazioni chiare sugli interventi prioritari».
«Da questa analisi partiremo per definire cosa il Comune può fare direttamente e quali interventi dobbiamo invece pretendere dagli organi sovracomunali. L’obiettivo non è cercare colpevoli, ma capire cosa non ha funzionato, come prevenire e correggere gli errori affinché non si ripeta una tragedia simile. In questi giorni difficili, la nostra comunità ha però mostrato il suo volto migliore. Cittadini, volontari e operatori hanno lavorato senza sosta per rimuovere fango e acqua dalle case, sostenuto gli abitanti e fornito cibo e materiali di prima necessità. Ma questi eventi hanno messo in luce quanto sia fondamentale riconoscere e valorizzare il ruolo delle associazioni di volontariato e di Protezione Civile nel Comune di Cassano, che in questi giorni hanno dato prova di grande impegno, spirito di servizio e competenza».
«Proprio per questo, la nostra comunità ha bisogno di un progetto serio per la struttura della gestione delle emergenze, con un coordinamento stabile, mezzi adeguati ed una pianificazione strutturata, capace di affrontare le emergenze in modo efficace. L’impostazione attuale necessita di una creazione organica che definisca con chiarezza responsabilità, assetto organizzativo, modalità di coordinamento e dotazioni operative. Alcune realtà già operano sul territorio e meritano di essere maggiormente supportate, mentre altre andrebbero istituite per garantire prontezza anche in eventuali circostanze straordinarie».
«Oggi non è solo tempo di richiedere somme ingenti, ma soprattutto di investimenti intelligenti. La nostra comunità ha dimostrato dignità e unità nei momenti più difficili. Ora serve fare altrettanto: restare uniti, con senso di responsabilità e spirito costruttivo, per costruire non solo la ricostruzione materiale, ma un futuro più sicuro e più solido per la Piana di Sibari» concludono.