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Morte Sommario, Tridico: «Non è una fatalità, ma una responsabilità politica gravissima»

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LONGOBUCCO - «Morti come quelle di Serafino Congi o di Tommaso Sommario non sono più tollerabili. Morire mentre, da Longobucco, si tenta di raggiungere in auto l'ospedale di Rossano - il più vicino, distante quasi un'ora - è un fatto inammissibile, perché il sistema sanitario calabrese, governato da una classe politica approssimativa e affaristica, non è in grado neppure di garantire la presenza di un'ambulanza. Questa non è una fatalità: è una responsabilità politica gravissima». È quanto dichiara l'europarlamentare ed ex candidato alla presidenza della Regione Calabria per il campo progressista, Pasquale Tridico.

«È il risultato - dice - di una gestione disastrosa, superficiale e irresponsabile della sanità calabrese e di una Regione che, sotto la guida del presidente Occhiuto, continua a produrre annunci e slogan vuoti, senza assicurare servizi essenziali e salvavita. È semplicemente vergognoso che a Longobucco - territorio interno e montano, già duramente penalizzato dall'isolamento e da gravi carenze infrastrutturali, come un ponte non ancora ricostruito a due anni e mezzo dal crollo - la presenza di un'ambulanza h24 sia stata garantita dall'Asp di Cosenza solo per poche settimane, giusto il tempo di una fotografia da inviare alla stampa. Un atto meramente formale, privo di reali conseguenze operative: l'ennesimo esempio di una sanità fatta di carte, burocrazia e propaganda, mentre i cittadini continuano a morire».

«Oggi - prosegue - la sanità calabrese è un sistema allo sbando: pronto soccorso al collasso, reparti chiusi, carenza cronica di personale, liste d'attesa interminabili, emergenza-urgenza progressivamente smantellata e aree interne completamente abbandonate. Non si tratta di episodi isolati. I casi di malasanità di questo genere sono numerosi, ripetuti e sistematici. Cambiano i nomi, cambiano i luoghi, ma lo schema è sempre lo stesso: ritardi, mancanza di mezzi, ambulanze - quando va bene - prive di medico a bordo, assenza di coordinamento e, infine, una vita spezzata. Chi governa la Regione non può continuare a nascondersi dietro il commissariamento o a scaricare le responsabilità altrove. Dopo anni di potere e di controllo della sanità regionale, il presidente Occhiuto non può più sottrarsi alle proprie responsabilità politiche. La verità è che la sanità calabrese è stata ulteriormente indebolita. In Calabria, oggi, il diritto alla salute non è uguale per tutti. Se si vive in un'area interna, se si è anziani, se si ha un'emergenza notturna, la possibilità di sopravvivere dipende dalla fortuna, non dal servizio sanitario regionale. È una condizione inaccettabile in una regione europea nel 2026».

«La morte di Tommaso - alla famiglia esprimo il mio cordoglio - è una condanna senza appello per chi ha fallito nel garantire l'essenziale. Non servono più promesse né reel propagandistici: servono ambulanze, medici, infermieri e presìdi territoriali realmente funzionanti. Servono scelte immediate e coraggiose, non una sanità che uccide per omissione. Ogni parola priva di atti concreti diventa complicità. La Calabria ha bisogno subito di medici. In campagna elettorale ho proposto un piano straordinario di reclutamento, con assunzioni stabili, concorsi rapidi e incentivi economici e abitativi per riportare in regione i professionisti costretti ad andare via, vi si dia seguito» conclude. 

Redazione Eco dello Jonio
Autore: Redazione Eco dello Jonio

Ecodellojonio.it è un giornale on-line calabrese con sede a Corigliano-Rossano (Cs) appartenente al Gruppo editoriale Jonico e diretto da Marco Lefosse. La testata trova la sua genesi nel 2014 e nasce come settimanale free press. Negli anni a seguire muta spirito e carattere. L’Eco diventa più dinamico, si attesta come web journal, rimanendo ad oggi il punto di riferimento per le notizie della Sibaritide-Pollino.