Degrado e violenza a Schiavonea: «Senza mappatura delle abitazioni controlli impossibili»
A Schiavonea cresce l’emergenza sicurezza. I consiglieri di opposizione di Corigliano-Rossano, Demetrio Caputo e Piero Lucisano, denunciano episodi di violenza e illegalità anche in pieno giorno. Al centro delle critiche l’assenza di una mappatura delle abitazioni e delle presenze, competenza del Comune. Senza questi dati, spiegano, i controlli sono inefficaci e le forze dell’ordine restano senza supporto
CORIGLIANO-ROSSANO - Schiavonea al centro di una nuova denuncia politica sul tema della sicurezza. I consiglieri comunali di opposizione di Corigliano-Rossano, Demetrio Walter Caputo e Piero Lucisano, parlano di una situazione ormai fuori controllo, segnata da degrado, insicurezza ed episodi di violenza che si verificano con frequenza crescente, anche in aree centrali e in pieno giorno.
Secondo Caputo e Lucisano, il problema non risiede nella mancanza di segnalazioni o nell’operato delle forze dell’ordine, che continuano a intervenire nonostante organici ridotti e risorse limitate: «Le forze di polizia stanno facendo il possibile, spesso andando oltre ogni limite – sottolineano – ma senza il supporto dell’ente locale il controllo del territorio diventa impossibile».
L'attacco dei consiglieri di opposizione è rivolto all’amministrazione comunale, accusata di non affrontare il nodo centrale della questione: l’assenza di una mappatura aggiornata delle abitazioni e delle presenze sul territorio. Un compito che, ricordano, rientra pienamente nelle competenze del Comune e che rappresenta uno strumento essenziale per garantire sicurezza e legalità.
«Sapere chi vive dove e a che titolo – evidenziano Caputo e Lucisano – è il presupposto minimo per qualsiasi azione di controllo. Senza questi dati, le forze dell’ordine restano di fatto isolate e prive di un supporto fondamentale».
I due consiglieri criticano inoltre la scelta dell’amministrazione di puntare, a loro avviso, su iniziative di facciata piuttosto che su interventi strutturali. «Invece di avviare controlli sistematici sulle abitazioni occupate e costruire una collaborazione concreta con chi opera sul campo, si preferisce la propaganda: comunicati, passerelle mediatiche e piccoli interventi utili solo a raccogliere consenso sui social».
La richiesta è di avviare immediatamente un’attività di controllo capillare sulle abitazioni e sulle presenze a Schiavonea. «Finché il Comune continuerà a sottrarsi a questa responsabilità – concludono – ogni altra iniziativa resterà semplice comunicazione, senza effetti reali sulla sicurezza e sulla vivibilità del territorio».