Cassano all’Ionio, Ambito sociale e fondi welfare: Articolo21 lancia la sfida
La proposta del consigliere comunale Antonello Avena sul ruolo di Cassano nel rinnovamento del welfare calabrese, il dibattito regionale sulla spesa dei fondi sociali, la convocazione degli Ambiti da parte della Regione e le priorità per rendere più efficaci i servizi nell’Alto Jonio
CASSANO JONIO - Cassano può diventare uno dei motori del rinnovamento del welfare calabrese. È questo il messaggio politico lanciato dal consigliere comunale Antonello Avena (ArticoloVENTUNO), che individua nel Comune ionico un possibile laboratorio per ripensare il funzionamento degli Ambiti Territoriali Sociali, in particolare quello dell’Alto Jonio a cui Cassano aderisce.
Secondo Avena, valorizzare competenze locali, mondo associativo e bisogni reali delle comunità può rendere il sistema dei servizi sociali più efficiente e vicino ai cittadini, trasformando le risorse disponibili in interventi concreti.
Il suo intervento si inserisce nel più ampio dibattito regionale sulla spesa dei fondi sociali, che ha riportato alla luce una criticità strutturale del welfare calabrese: la distanza ancora troppo ampia tra risorse stanziate e servizi effettivamente erogati alle persone più fragili. Una difficoltà che produce ritardi, diseguaglianze territoriali e discontinuità nell’assistenza.
In questo contesto assume un rilievo politico significativo la scelta dell’assessore regionale al Welfare, Giusy Straface, di convocare tutti gli Ambiti Territoriali Sociali per un confronto diretto e sistematico. Un segnale che indica la volontà di non limitarsi più alla gestione ordinaria, ma di rimettere mano a un settore rimasto per troppo tempo ai margini del dibattito pubblico.
Il nodo, oggi, non è delegittimare il lavoro svolto, ma innovarlo: superare frammentazioni gestionali, rafforzare la capacità amministrativa e garantire maggiore continuità nell’attuazione dei LEPS, adattando modelli e strumenti alle caratteristiche dei territori.
Le analisi provenienti dal mondo sociale ed educativo, inoltre, restituiscono l’immagine di una Calabria attraversata da nuove e vecchie povertà intrecciate: economiche, educative, relazionali. Fragilità che chiedono risposte strutturate soprattutto in settori chiave come il “dopo di noi”, il sostegno ai disabili, i servizi per anziani soli e i percorsi per minori in condizioni di disagio.
Ed è proprio su questo terreno che Cassano, secondo Avena, può giocare una partita decisiva, contribuendo a far evolvere l’Ambito dell’Alto Jonio in una direzione più efficiente, territoriale e orientata ai bisogni reali.
Perché il welfare calabrese – è la sintesi politica – cresce davvero solo quando i territori diventano protagonisti del cambiamento.