5 ore fa:Dimore storiche aperte l’8 novembre: a Corigliano-Rossano si visitano Palazzo Amarelli e Tenuta Ciminata Greco
2 ore fa:Cariati, Le Lampare replicano a Minò sul COC: «Chiarisca la sorte del finanziamento da 1,24 milioni»
4 ore fa:Novantaquattro pneumatici abbandonati dietro il guardrail: allarme rifiuti sulla provinciale della Diga di Tarsia
1 ora fa:Da Santa Sofia d’Epiro ai palchi del mondo: il Rockarbëresh dei Peppa Marriti compie 35 anni
4 ore fa:Ginestra, l’avvocato Mitidieri dopo l’interrogatorio di Stasi: «Ha chiarito tanti aspetti»
5 ore fa:Castrovillari, Laghi interroga sulla riqualificazione del Castello: «Più verde e accessibilità per la Civita»
2 ore fa:Mormanno, quasi 17 mila euro per bambini e famiglie: finanziate nuove attività educative e sociali
58 minuti fa:ZES, la Piana di Sibari può diventare il grande distretto agroalimentare del Sud
28 minuti fa:Cerchiara, il pane porta i visitatori nel borgo: bilancio positivo per “Pane e montagna”
3 ore fa:Taglio ai parchi archeologici di Crotone e Sibari: Greco (CR-IV) chiede l'intervento della Giunta regionale

Questione BH, Stasi incalza ancora e Antoniozzi potrebbe aver scoperchiato un vaso di Pandora

1 minuti di lettura

CORIGLIANO-ROSSANO - «Apprezzo molto la volontà del numero due di FDI alla Camera di porsi da mediatore sulle questioni, ma temo sbagli interlocutori. Sulla vicenda Baker Hughes, per esempio, il Comune ha chiesto confronti risolutivi almeno una decina di volte, senza ottenere alcun riscontro o peggio». Sono le parole di Flavio Stasi i cui "apprezzamenti" al parlamentare meloniano sembrerebbero sinceri perché, a quanto pare, le recenti affermazioni del parlamentare (leggile qui) consentirebbero al sindaco di confermare una verità - incredibile - che fino ad oggi era stata solo sussurrata. Insomma, il numero due di Fratelli d'Italia nell'emiciclo di Montecitorio avrebbe scoperchiato, involontariamente, un vaso di Pandora. 

«Sono sempre più turbato dall'ipotesi che .- sottolinea Stasi in una nota - la normale procedura, che il Comune ha chiesto ingenuamente fin da febbraio, davvero non sia stata fatta per dare all'impresa i fondi della vecchia ZES, perché significherebbe aver "sbagliato" volontariamente per garantire soldi pubblici senza che ce ne fossero i requisiti. E se questa è la base del progetto di sviluppo immaginato da altre istituzioni, non oso immaginare il resto». L'accusa è pesantissima ed è giusto che, arrivati a questa parte della storia, venga fatta un'operazione verità che travalichi i confini del solo dibattito politico. 

«Questa ipotesi - aggiunge il Primo cittadino - spiegherebbe certamente molte cose ma sarebbe davvero inqualificabile ed in questo caso le istituzioni comunali dovrebbero essere incensate da chiunque abbia un minimo di senso istituzionale di qualsivoglia colore politico. Certo è che il Comune è stato l'unico ente ad aver cercato incessantemente soluzioni e confronti per garantire l'investimento in un complessivo sviluppo del Porto, oltre che nel rispetto delle regole, mentre altri enti erano evidentemente impegnati a fare comizi o concepire procedure inedite. Ad ogni modo - conclude STasi - c'è una maniera per smentire definitivamente questa indecente ipotesi: si convochi al più presto ciò che manca, cioè una banale conferenza dei servizi».

Nel confermare la sua disponibilità e quella dell'intera Amministrazione Comunale a qualsivoglia interlocuzione finalizzata al recupero degli investimenti ed allo sviluppo del Porto («Si faccia dire il parlamentare, per esempio, quali sono state le autorevolissime risposte giunte il 17 settembre, ben prima che l'azienda rinunciasse, ad una serena richiesta di incontro per affrontare la questione»), Stasi rivolge un altro invito al deputato Antoniozzi: «Rifletta ed agisca sulle implicazioni della Zes Unica del Mezzogiorno, che per la Calabria si è già rilevata un'altra, ennesima, fregatura».

Redazione Eco dello Jonio
Autore: Redazione Eco dello Jonio

Ecodellojonio.it è un giornale on-line calabrese con sede a Corigliano-Rossano (Cs) appartenente al Gruppo editoriale Jonico e diretto da Marco Lefosse. La testata trova la sua genesi nel 2014 e nasce come settimanale free press. Negli anni a seguire muta spirito e carattere. L’Eco diventa più dinamico, si attesta come web journal, rimanendo ad oggi il punto di riferimento per le notizie della Sibaritide-Pollino.