11 ore fa:Nel carcere di Rossano si sente "Profumo di Libertà" grazie al panino identitario
13 ore fa:Corigliano-Rossano, sanità sotto accusa: sit-in AVS davanti agli ospedali Giannettasio e Compagna
13 ore fa:Doppio appuntamento al Teatro Auditorium Unical: Lodo Guenzi interpreta Dario Fo, Emma Dante l’atrocità del femminicidio
12 ore fa:Sanità, il Movimento 5 Stelle si unisce alla mobilitazione di AVS a Corigliano-Rossano
10 ore fa:Ciclone Harry, sei mesi senza bollette: stop ai pagamenti nei Comuni colpiti
8 ore fa:Rapina armata a Rossano: rubato anche un pugnale con inciso “Viva Garibaldi”
14 ore fa:Altomonte, Capitolo d’Inverno degli Zafarani Cruschi: 40 confraternite e turismo destagionalizzato
11 ore fa:Cassano Jonio, proroga chiusura SP 169 Lauropoli–Sibari: strada chiusa fino al 28 febbraio
12 ore fa:Maltempo, allagamenti e smottamenti a Saracena: primi danni stimati in 350 mila euro
10 ore fa:Nasce Life TerrAmare: comunità e ambiente al centro della sfida europea sulle coste

Molinaro (Lega) firma la petizione Coldiretti "No fake in Italy" in difesa del cibo italiano

1 minuti di lettura

CORIGLIANO-ROSSANO - «Aderendo alla campagna, ho firmato la raccolta firme hashtag #'No fake in Italy' lanciata da Coldiretti per la proposta di legge europea di iniziativa popolare sulla trasparenza di quanto portiamo in tavola». Lo rende noto Pietro Molinaro presidente della Commissione Consiliare antindrangheta.

«Condivido in pieno l'iniziativa - precisa – e non vi è alcun dubbio che Coldiretti arriverà al milione di firme necessarie da presentare all'Unione europea per chiedere che l'etichetta con l'indicazione di origine della materia prima sia estesa a tutti i prodotti alimentari e a tutti i 27 Paesi della Ue. La priorità che Coldiretti ha individuato, è la revisione del Codice doganale che consente di spacciare come italiano cibo straniero, sfruttando il concetto di ultima trasformazione sostanziale per gli alimenti, come ad esempio, le patate vendute come italiane e l'olio di semi venduto come extravergine. Con la raccolta firme, nel segno della legalità, che è un obiettivo reale e non uno slogan, si punta anche a un'ulteriore stretta sulle pratiche commerciali sleali. Il massiccio ingresso di materia prima estera favorisce atteggiamenti scorretti anche in quei settori in cui c'è l'etichetta. La concorrenza sleale – conclude Molinaro - danneggia gli agricoltori europei: in gioco non c'è solo la tenuta del settore agricolo e delle filiere alimentari, ma anche la salute degli italiani e dei cittadini comunitari».   

Rita Rizzuti
Autore: Rita Rizzuti

Nata nel 1994, laureata in Scienze Filosofiche, ho studiato Editoria e Marketing Digitale. Amo leggere e tutto ciò che riguarda la parola e il linguaggio. Le profonde questioni umane mi affascinano e mi tormentano. Difendo sempre le mie idee.