5 ore fa:Maltempo a Corigliano-Rossano, blackout al centro commerciale: negozi bloccati per ore
4 ore fa:Cosa nascondono spiaggia e fondali di Calopezzati: Legambiente ripulisce le Dune
9 ore fa:Co-Ro, Caputo: «SS 106, rotatorie nella Zona Industriale: finalmente un passo concreto»
4 ore fa:Trasporto pubblico, Cgil e Filt contro la riforma: «Così la Regione accentra tutto, rischi di incostituzionalità»
3 ore fa:Longobucco guarda alla Sila: nuovo Info Point del Parco, stazione Car & Bike e parchi giochi da riqualificare
8 ore fa:Morano Calabro, arriva la Carovana della Prevenzione: mammografie gratuite per over 50
6 ore fa: San Lorenzo Bellizzi, domenica lo SportCity Day: tre eventi tra sport e socialità
7 ore fa:Unical Reparto Corse, l’elettrica fa la storia: primo Endurance completato e vittoria nel Business Plan
9 ore fa:Statale 106, un'altra vittima: muore il 56enne Luigi Britti
5 ore fa:L’Italia delle tradizioni si incontra a Castrovillari: tre giorni di folklore nel cuore del Pollino

Molinaro (Lega) firma la petizione Coldiretti "No fake in Italy" in difesa del cibo italiano

1 minuti di lettura

CORIGLIANO-ROSSANO - «Aderendo alla campagna, ho firmato la raccolta firme hashtag #'No fake in Italy' lanciata da Coldiretti per la proposta di legge europea di iniziativa popolare sulla trasparenza di quanto portiamo in tavola». Lo rende noto Pietro Molinaro presidente della Commissione Consiliare antindrangheta.

«Condivido in pieno l'iniziativa - precisa – e non vi è alcun dubbio che Coldiretti arriverà al milione di firme necessarie da presentare all'Unione europea per chiedere che l'etichetta con l'indicazione di origine della materia prima sia estesa a tutti i prodotti alimentari e a tutti i 27 Paesi della Ue. La priorità che Coldiretti ha individuato, è la revisione del Codice doganale che consente di spacciare come italiano cibo straniero, sfruttando il concetto di ultima trasformazione sostanziale per gli alimenti, come ad esempio, le patate vendute come italiane e l'olio di semi venduto come extravergine. Con la raccolta firme, nel segno della legalità, che è un obiettivo reale e non uno slogan, si punta anche a un'ulteriore stretta sulle pratiche commerciali sleali. Il massiccio ingresso di materia prima estera favorisce atteggiamenti scorretti anche in quei settori in cui c'è l'etichetta. La concorrenza sleale – conclude Molinaro - danneggia gli agricoltori europei: in gioco non c'è solo la tenuta del settore agricolo e delle filiere alimentari, ma anche la salute degli italiani e dei cittadini comunitari».   

Rita Rizzuti
Autore: Rita Rizzuti

Nata nel 1994, laureata in Scienze Filosofiche, ho studiato Editoria e Marketing Digitale. Amo leggere e tutto ciò che riguarda la parola e il linguaggio. Le profonde questioni umane mi affascinano e mi tormentano. Difendo sempre le mie idee.