1 ora fa:Crati esonda e Madeo (Pd) solleva dubbi: «Quali risorse sono state effettivamente spese?»
4 ore fa:Regione Calabria, mozione di Filomena Greco: piattaforma bandi e assistenza tecnica ai Comuni
4 ore fa:Raccolta fondi per maltempo in Calabria: sindacati e Confindustria sostengono famiglie e imprese
2 ore fa:Calabria, decreto Pnrr sblocca stabilizzazioni: rischio stop per i precari del Ministero della Cultura
2 ore fa:Crosia protagonista a Sanremo 2026: Giuseppe Greco entra nella giuria stampa tv e web
3 ore fa:Rischio idrogeologico in Calabria, Uil denuncia ritardi e mancanza di prevenzione
3 ore fa:Dopo la piena il punto dello Stato: «Ora ristori e nuovi argini»
1 ora fa:Castrovillari, polizia incontra studenti su bullismo e cyberbullismo: prevenzione e strumenti digitali
34 minuti fa:Lungro, RSA a rischio chiusura per carenza medici: allarme sulla Casa della Salute
4 minuti fa:Corigliano-Rossano, Omnia e Agrisolare: casi concreti di risparmio energetico e riduzione di anidride carbonica

Jonio, offerta sanitaria cercasi tra promesse e sete di legalità

2 minuti di lettura
di FRANCO MAURELLA Cominciano a farsi sentire, ormai da tempo, gli effetti deleteri della riconversione degli ospedali per acuti di Trebisacce, ancor più che di quello di Cariati, sull’assistenza sanitaria della Sibaritide. A patirne maggiormente gli effetti, oltre naturalmente ai cittadini, prime vittime di un sistema sanitario regionale unanimemente riconosciuto carente se non addirittura fallimentare, proprio gli ospedali Spoke di Rossano e Corigliano che, erroneamente, pensavano ad un rafforzamento sanitario derivante proprio dalla chiusura di Trebisacce e Cariati. Difficoltà che derivano, evidentemente, non solo perché mancano, come denunciato di recente da un reportage giornalistico, letti, lenzuola, cotone idrofilo e farmaci, ma perché gli ospedali spoke con i pochi posti letto a disposizione, non riescono a garantire assistenza sanitaria agli assistiti che, spesso, finiscono in ospedali della Regione, lontani dalle loro residenza, con comprensibili disagi per i pazienti e  le famiglie. Il rientro dal debito sanitario, avviato con metodo ragionieristico, evidentemente non ha pagato. Carlo Guccione, oggi consigliere regionale, in una convention politica per le elezioni regionali a Trebisacce, così sentenziò: “Aver chiuso gli ospedali di frontiera di Trebisacce e Praia a Mare ha provocato un grave danno alle popolazioni dell’Alto Jonio ma è stato anche un grave errore strategico in danno di tutta la Calabria perché ha finito per aumentare, piuttosto che ridurre, la migrazione sanitaria verso le regioni limitrofe facendo lievitare, in soli 3 anni, la spesa passiva da 240 a 280 milioni di euro”. “Con la stessa somma – aggiunse Guccione - si  potevano tenere aperti i due ospedali, salvare qualche vita umana e creare meno disagi alle popolazioni”. “Il nuovo governo regionale - concluse il consigliere regionale del Pd – deve rifare subito il Piano sanitario e riequilibrare la rete ospedaliera, non attraverso decreti unilaterali, ma attraverso la concertazione con i territori, come Mario Oliverio ha impostato il suo progetto politico”. Ed Oliverio, da candidato alla presidenza della Regione, sostenne che “andava realizzata una nuova rete ospedaliera con il recupero dell’ospedale di Trebisacce”. Ora, al di là di quelle prese di posizione che possono apparire semplici promesse elettorali, vi è un’altra considerazione, questa volta tutt’altro che in politichese, che meriterebbe attenzione per l’aspetto giuridico che esplicita una sentenza. Il riferimento, sin troppo scontato, è alla sentenza del Consiglio di Stato che, accogliendo il ricorso del comune di Trebisacce, annulla il provvedimento con cui Scopelliti con il suo Piano di rientro dal debito sanitario, smantella l’ospedale “Guido Chidichimo”. Nonostante ciò, si ciurla nel manico, ovvero si ignora la sentenza. Alla luce di ciò, possono ancora i cittadini dell’Alto Jonio credere nella giustizia? Possono ancora credere che le sentenze della Magistratura vanno applicate e  rispettate? Va ricordato anche che contestualmente alla sentenza, i Giudici della Suprema Corte  intimano alla Regione Calabria ed al commissario Scura di restituire all’Alto Jonio l’ospedale di Trebisacce così com’era prima della semplicistica decisione di Scopelliti di chiuderlo per rientrare dal debito. Fino a qualche giorno fa, la sentenza veniva persino derisa nel momento in cui il commissario Massimo Scura, con malcelata arroganza, evidenzia che i Giudici non aprono o chiudono gli ospedali. È come dire che i magistrati non mandano in galera i ladri. È per questo che vorremmo che la frase di Magorno, pronunciata a Trebisacce in campagna elettorale regionale (La nostra Regione, quella di una sanità smantellata, deve ripartire dalla legalità), venisse rispolverata per essere applicata a partire dalla sentenza del Consiglio di Stato e dalle legittime aspirazioni dei cittadini dell’Alto Jonio e della Sibaritide di aspirare ad una sanità migliore. L’ultima novità riguarda Scura ed Urbani che parrebbero, oseremmo dire finalmente, sotto esame. Fra qualche settimana, Commissario e sub Commissario saranno chiamati a rispondere al ministro Lorenzin sulle azioni intraprese: dal riassetto della rete ospedaliera, alla luce dei 660  posti letto virtuali ma non reali, alla questione ospedali di Trebisacce e Praia, secondo sentenza del Consiglio di Stato. Il tavolo di verifica è atteso con ansia da tanti.
Redazione Eco dello Jonio
Autore: Redazione Eco dello Jonio

Ecodellojonio.it è un giornale on-line calabrese con sede a Corigliano-Rossano (Cs) appartenente al Gruppo editoriale Jonico e diretto da Marco Lefosse. La testata trova la sua genesi nel 2014 e nasce come settimanale free press. Negli anni a seguire muta spirito e carattere. L’Eco diventa più dinamico, si attesta come web journal, rimanendo ad oggi il punto di riferimento per le notizie della Sibaritide-Pollino.