4 ore fa:Marina di Sibari, dai rubinetti esce acqua scura: residenti chiedono verifiche urgenti
26 minuti fa:Marketing, Amarelli porta a Napoli il modello "Human to Human"
1 ora fa:Alto Jonio e sicurezza in mare: la Guardia Costiera di Co-Ro traccia il bilancio estivo 2026
3 ore fa:Treno per Taranto, cambiano gli orari: i pendolari salutano la svolta e chiedono interventi sul ritorno
2 ore fa:UniCal Connect, l’Ateneo investe sulle persone: team building per 80 dipendenti
4 ore fa:Fuori Campo 6, il cinema indipendente incontra Altomonte tra film, libri e nuovi autori
1 ora fa:Autonomia differenziata, Greco: «Occhiuto annunci il ricorso alla Corte costituzionale»
56 minuti fa:Caro gasolio, Malagrinò: «Non riguarda solo il settore primario, è un problema di tutti»
2 ore fa:Al Majorana il cibo racconta la Calabria: in arrivo due nuovi Panini Identitari
3 ore fa:Anas racconta la Calabria: nella nuova puntata focus su SS106, A2 e grandi cantieri

Il circo dell'emodinamica mentre il privato fattura... forte

1 minuti di lettura

La contraddizione è tutta qui. In provincia di Cosenza, una delle più estese e complicate d’Italia, la sanità pubblica tiene in piedi due emodinamiche: Cosenza, nell’ospedale Hub, e Castrovillari. Quest’ultima, però, non a pieno regime ma per poche ore al giorno, come ha denunciato da tempo anche Ferdinando Laghi.


LEGGI ANCHE: Castrovillari, Laghi e il caso dell’emodinamica operativa solo sei ore al giorno


Poi c’è Belvedere Marittimo, sul Tirreno. Struttura privata accreditata. Una di quelle che riceve i bonifici... forti della Regione

Ecco lo scandalo. Non il privato in sé, sia chiaro. Se una struttura salva vite, va solo ringraziata. Il punto è che il sistema sanitario regionale compra prestazioni dal privato mentre lascia la rete pubblica con il fiato corto, il personale contato, i servizi a metà e intere aree costrette a sperare che arrivino in tempo.

Questa non è ideologia. È giustizia sociale. Perché Cosenza e il Tirreno, con questa logica di spartizione pubblico-provato sono coperti. Il resto della provincia molto meno. Anzi, come sempre, sta con le terga al sole. E parliamo di un territorio enorme, quasi 670mila abitanti, con il Pollino a nord, l’Appennino costiero a ovest, la Sila al centro e strade interne che, soprattutto sul versante jonico orientale, sembrano pensate per rendere difficile anche l’urgenza.

La cartina geografica la conosciamo benissimo, soprattutto noi che questo territorio lo viviamo e - certe volte - lo subiamo pure!

Dentro questa geografia l’infarto non si tratta con le slide. Non si tratta con i bacini demografici, con le compatibilità di bilancio o con gli equilibrismi organizzativi. L’infarto si tratta con il tempo. Lo ha detto bene il dottore Antonio Sanzi: davanti a una patologia tempo-dipendente il cronometro pesa più di ogni alchimia amministrativa.

Stessa alchimia che regge questa nuova formula - che sembra uscita da una performance circense - dell’emodinamica itinerante. Una formula, appunto, elegante per non dire la verità: mancano servizi stabili dove servirebbero. Si mette una pezza mobile su un buco fisso. Si costruisce l’archibugio per evitare la scelta politica. Insomma, stanno mettendo i cartelli attorno alla voragine che c'è sulla strada non solo perché non ci sono i soldi per il catrame ma perché di fondo quella buca nessuno vuole sistemarla.

E la Sibaritide, in tutto questo, resta il buco nero di tutta la rete. Evviva!

In quest’area sta sorgendo un nuovo ospedale da mezzo miliardo di euro. Una struttura attesa da decenni, moderna, enorme. Sarà o dovrebbe essere la svolta sanitaria per la Calabria del nord-est. Ma se nascerà senza un’emodinamica pubblica, stabile, piena, h24, sarà solo un paradosso costosissimo.

Un ospedale nuovo con un destino periferico. Ipertecnologico e all'avanguardia nella struttura, vuoto dentro.

Chest'è!

Marco Lefosse
Autore: Marco Lefosse

Classe 1982, è schietto, Idealista e padre innamorato. Giornalista pubblicista dal 2011. Appena diciottenne scrive alcuni contributi sulla giovane destra calabrese per Linea e per i settimanali il Borghese e lo Stato. A gennaio del 2004 inizia a muovere i passi nei quotidiani regionali. Collabora con il Quotidiano della Calabria. Nel 2006 accoglie con entusiasmo l’invito dell’allora direttore de La Provincia, Genevieve Makaping, ad entrare nella squadra della redazione ionica. Nel 2008 scrive per Calabria Ora. Nell’aprile 2018 entra a far parte della redazione di LaC come corrispondente per i territori dell’alto Jonio calabrese. Dall’1 giugno del 2020, accoglie con piacere ed entusiasmo l’invito dell’editore di guidare l’Eco Dello Jonio, prestigioso canale di informazione della Sibaritide, con una sfida: rigenerare con nuova linfa ed entusiasmo un prodotto editoriale già di per sé alto e importante, continuando a raccontare il territorio senza filtri e sempre dalla parte della gente.