Laino Borgo, Santa Gada torna a raccontare la Calabria antica: partita la settima campagna di scavi
Fino al 26 giugno l’équipe dell’Università di Messina, diretta dal professor Fabrizio Mollo, indagherà l’area centrale del grande pianoro dove è emerso uno dei più importanti insediamenti della valle del Lao-Mercure
LAINO BORGO - La terra di Santa Gada torna a parlare. E ogni nuova campagna di scavi aggiunge un tassello alla storia antica di Laino Borgo, della valle del Lao-Mercure e di un’intera porzione di Calabria che, anno dopo anno, si conferma sempre più centrale nella ricerca archeologica regionale.
È iniziata il 1 giugno la settima campagna di scavi archeologici in località Santa Gada, curata dal Dipartimento di Civiltà Antiche e Moderne dell’Università degli Studi di Messina e diretta dal professor Fabrizio Mollo. Le attività proseguiranno fino al 26 giugno 2026 e interesseranno la parte centrale del vasto pianoro, immediatamente a ovest dell’area cultuale già individuata nelle precedenti indagini.
Dopo le campagne svolte tra il 2019 e il 2025, lo scavo viene effettuato in regime di concessione ministeriale, con decreto 258/2025, grazie alla collaborazione della Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per la provincia di Cosenza, nella persona della dottoressa Mariangela Barbato, e del soprintendente Paola Aurino.
Il pianoro di Santa Gada, per estensione e rilevanza archeologica, rappresenta oggi una delle realtà più importanti dell’area. Con i suoi quasi 50 ettari, la presenza di materiali e strutture distribuiti nei diversi settori e la stratificazione di epoche differenti, viene considerato il più significativo insediamento abitativo della valle del Lao-Mercure.
Le indagini hanno già restituito materiali di epoca arcaica, tra VI e V secolo a.C., riferibili a forme insediative ancora da definire nel dettaglio. Lo scavo dello scorso anno aveva inoltre messo in evidenza un luogo di culto dedicato ad Artemide, attivo tra il VI e il III secolo a.C., confermando la complessità e la ricchezza del sito.
Quest’anno la ricerca si concentra in un’area centrale del pianoro, presumibilmente collegata a un settore pubblico dell’insediamento e posta in prossimità della congiunzione di due strade principali. Un punto strategico, dunque, che potrebbe contribuire a chiarire l’organizzazione interna dell’abitato antico e il rapporto tra spazio sacro, viabilità e funzioni comunitarie.
Attorno al sito è stato inoltre indagato per la prima volta un settore della necropoli di epoca ellenistica, con tombe a cassa e a cappuccina e corredi funerari ricchi e articolati. Elementi che confermano l’importanza del centro e aprono nuove prospettive sulla vita sociale, religiosa e culturale delle comunità che abitarono quest’area.
«Siamo molto felici di questa nuova campagna di scavi – ha dichiarato la sindaca di Laino Borgo, Mariangelina Russo – e ovviamente in trepida attesa per i risultati che porterà alla conoscenza della nostra storia territoriale e della nostra comunità».
La prima cittadina sottolinea come le scoperte degli anni precedenti abbiano già acceso l’attenzione del mondo scientifico sul territorio. «Ci auguriamo – aggiunge – che anche quello che restituirà la prossima campagna di scavi possa essere di aiuto per focalizzare l’attenzione verso la storia che da qui è passata secoli addietro».
La campagna di scavi rappresenta anche un esempio virtuoso di collaborazione tra enti. A sostenere le attività è il Comune di Laino Borgo, guidato dalla sindaca Russo, che garantisce supporto, logistica e ospitalità alla missione dell’Università di Messina. Quest’anno il gruppo di lavoro è particolarmente numeroso, con circa 40 ricercatori impegnati sul campo.
I lavori sono realizzati grazie al sostegno finanziario del Parco Nazionale del Pollino e del Rup Luigi Bloise. Protagonisti della missione sono soprattutto i giovani archeologi e ricercatori partecipanti, coordinati anche quest’anno dal professor Marco Sfacteria, con la collaborazione della dottoressa Valentina Casella. Alla campagna prendono parte anche studenti e archeologi provenienti da università straniere e da altri atenei italiani.
Le ricerche stanno progressivamente definendo a Santa Gada una realtà archeologica ampia, articolata e di straordinario interesse, ormai non più rilevante soltanto per il contesto locale, ma per l’intera Calabria.
A rendere ancora più concreta la prospettiva di valorizzazione è l’imminente realizzazione del Parco Archeologico e l’avanzamento dei lavori per il Museo di Laino Borgo, sostenuti da un finanziamento regionale di oltre 5 milioni di euro voluto dalla Regione Calabria e dal presidente Roberto Occhiuto.
Santa Gada, dunque, non è soltanto un cantiere archeologico. È una possibilità di futuro. Un luogo in cui ricerca scientifica, identità storica, formazione, turismo culturale e sviluppo territoriale possono finalmente incontrarsi. Perché ogni frammento che riaffiora da quel pianoro non racconta solo il passato: può diventare parte di una nuova idea di crescita per Laino Borgo e per tutto il Pollino.