12 ore fa:Corigliano-Rossano guarda sotto il mare: a Fossa il Blue Hole italiano può diventare un polo dell’apnea
12 ore fa:Trebisacce accende la Notte Bianca: folklore dal mondo, Zoo di 105 e concerto all’alba
13 ore fa:Il fuoco arriva davanti a Longobucco: brucia il cuore della Sila Greca, Canadair in azione
11 ore fa:Sila Greca, il fuoco si allarga: nuovi fronti tra Longobucco, Macrocioli e Campana. Tornano i Canadair
9 ore fa:Castrovillari, Comune e Fondazione antiusura insieme: un argine a debiti e fragilità economiche
11 ore fa:Castrovillari, bagni pubblici nel mirino dei vandali. Civicamente: «Così non si può andare avanti»
11 ore fa:Rossano-Cariati, parte il cammino verso la Visita Pastorale: «Una Chiesa di volti, relazioni e storie»
10 ore fa:Acqua agli agricoltori, il Consorzio rompe il silenzio: «Due pompe ko». Ora arrivano lavori e nuova pompa
8 ore fa:TaranTarsia diventa maggiorenne e invade il borgo: tre giorni tra radici, diritti e musiche dal mondo
10 ore fa:Morti sul lavoro, l’allarme UIL: «In Calabria più di una vittima ogni 15 giorni. E la prevenzione resta ferma»

La chiesa di San Giovanni XXIII "svela" l'Ascensione di Estella Francioso

2 minuti di lettura

CORIGLIANO-ROSSANO - Sarà presentata martedì 8 luglio 2026, nella Parrocchia San Giovanni XXIII dell’area urbana di Corigliano, l’opera “Ascensione”, affresco di Estella Francioso, teresiana e artista di estremo vigore ed estro

Il programma della serata prevede alle 19 la celebrazione eucaristica, momento centrale dell’iniziativa, alla quale seguiranno la scopertura e la benedizione dell’opera. L’evento è promosso dalle famiglie Francioso-Madeo, che hanno voluto donare l’affresco alla comunità parrocchiale in memoria dell'artista originaria di Corigliano.

“Ascensione” è una delle opere più intense della produzione di Estella Francioso e racchiude una visione profondamente spirituale e simbolica, come emerge anche dalle parole dell’artista stessa in un video inedito pubblicato nel giugno 2018 e realizzato da Elia Fleta e Sandra Rea nel suo laboratorio allestito tra i Pini di Roma, nelle pertinenze di Villa Ximenes. «Ho scelto questo tema perché mi affascinava l’immagine di Gesù che sale al cielo, immerso nella luce dell’universo», raccontava Francioso, «una luce che richiama quella che si osserva dall’alto, come durante un volo, tra cielo e atmosfera».

L’opera si sviluppa attraverso un linguaggio cromatico fortissimo: il bianco della luce, il giallo dell’oro della grazia, il blu intenso del cielo reso con il cobalto, colori forti e contrastati che si alternano a tonalità più tenui. «È una composizione che abbraccia l’intero universo», spiegava l’artista, «mettendo in relazione il mistero dell’Ascensione con la storia dell’umanità».

Al centro della scena non c’è solo Cristo che ascende, ma anche la Madre che lo accompagna e lo spinge verso l’alto, simbolo di accoglienza universale. «La immagino giovane, aperta, con le braccia spalancate ad accogliere tutti», diceva l'artista, «madre di Cristo e dell’umanità intera». In alto, la colomba dello Spirito Santo irradia luce e ispira l’intera composizione.

L’opera è attraversata da una forte dimensione narrativa: a sinistra compare una figura credente e meravigliata, interpretabile come la Chiesa o come l’umanità che osserva e partecipa al mistero. Accanto, una figura capovolta rappresenta i morti, richiamando il racconto evangelico della discesa di Cristo tra i defunti prima dell’Ascensione.

Sul lato destro, invece, Francioso raffigura il mondo con le sue contraddizioni: un globo simbolico e tre figure che incarnano lo scetticismo umano. «Ho voluto rappresentare anche chi non riesce a comprendere il mistero», spiegava, «figure segnate da una fede dichiarata ma non vissuta». Un magistrato simbolo dell’ingiustizia, un militare che richiama la violenza e la guerra, e un uomo del popolo segnato dall’ignoranza.

L’intera composizione è immersa in un cosmo dinamico fatto di acqua, vento, terra e luce, elementi che si intrecciano in un movimento continuo e che restituiscono la complessità del creato. «È un’opera aperta», sottolineava l’artista, «pensata per suscitare meditazione e riflessione personale».

Un vero e proprio capolavoro dell'anima che poteva essere tradotto solo dall'estro artistico di una donna che ha dedicato la sua vita all'arte sociale, solidale, ecumenica. E proprio quell'arte, oggi, avrà uno spazio nella sua città, quella che le ha dato i natali che custodisce da sempre un rapporto speciale con l'Istituzione Teresiane.

L’iniziativa rappresenta un momento di rilievo per la comunità parrocchiale, guidata da don Tonino Longobucco, e per il territorio, coniugando aspetti culturali e religiosi e offrendo l’occasione per ricordare la figura e il percorso artistico di Estella Francioso attraverso una delle sue opere più significative.

Redazione Eco dello Jonio
Autore: Redazione Eco dello Jonio

Ecodellojonio.it è un giornale on-line calabrese con sede a Corigliano-Rossano (Cs) appartenente al Gruppo editoriale Jonico e diretto da Marco Lefosse. La testata trova la sua genesi nel 2014 e nasce come settimanale free press. Negli anni a seguire muta spirito e carattere. L’Eco diventa più dinamico, si attesta come web journal, rimanendo ad oggi il punto di riferimento per le notizie della Sibaritide-Pollino.